sono comodissime, cara
ognuno di noi presto o tardi nella vita è costretto a scendere a patti con qualcosa con cui avrebbe preferito non avere mai niente a che fare. però, però… sarebbe troppo bello, sarebbe tutto troppo facile e invece la vita, si sa, è bastarda e traditora, dunque eccoci a noi.
sabato scorso, durante il mio primo week end al mare della stagione con il clan riunito al completo, scopro che mia zia, e con zia intendo la mia prozia, la sorella di mia nonna, quindi fate un rapido calcolo e inserite il personaggio nella corretta fascia d’età, lo stesso personaggio peraltro che alla fine di una partita a settemezzo con un piatto da due euro riesce a fare il viso serio e dire ai più piccoli ‘attenzione! i debiti di giuoco sono debiti d’onore’ (giuoco, sì, il personaggio sta tutto lì), la stessa prozia che ha visto a teatro la compagnia dei giovani quando erano giovani per davvero e a teatro a quei tempi ci si andava vestiti eleganti cara, che già a diciannove anni mi comprarono un tocchetto perché non stava mica bene che le signorine andassero col capo scoperto, l’unica zia, tirando le somme, che credo avesse un filo di perle già nella culla, se capite cosa voglio dire.
ecco, scopro dicevo che cotanta zia se ne va al mare per le spiagge dell’adriatico, petto in fuori e sguardo fiero, con delle aristocraticissime crocs rosa ai piedi.