Posts Tagged ‘referendum’

lunedì, 22 giugno 2009

caporetto

beh dai, però non è andata tanto male. il ventitré per cento dico. potevano votare in quindici, quindici persone fisiche proprie, potevano non far votare per niente, potevano dare dieci frustate a tutti quelli che uscivano dalla cabina. per dire quanto poteva andare peggio, poteva poteva.

ma l’esperienza non è stata vana, no no no. da un simpatico cartoncino appeso fuori dal seggio e recante in alto il titolo ‘le mie vacanze’, ho scoperto che il cento per cento del campione intervistato tra i poppanti d’italia identifica il concetto di vacanza con il mare. vittoria schiacciante, ah ah. i fautori della montagna si riuniranno presto in congresso per esaminare i motivi dell’ormai insanabile distacco tra il vertice e la base.

domenica, 21 giugno 2009

false speranze

sul calar della sera, la famiglia al gran completo si dirige baldanzosa verso il seggio elettorale perché l’unione, psicologicamente parlando, fa la forza. qualunque sia il risultato finale, almeno il cinquanta per cento più uno degli elettori avrà alzato le chiappe dal divano per andarsi a prendere l’ultimo diritto che ancora gli è rimasto, sicuro come la morte. ne siamo certi, certissimi. dobbiamo esserne certi, almeno per dare il buon esempio alla prole porca miseria.
nonostante la nostra granitica fiducia nell’elettorato italiano, però, il capannello di gente che ci si para davanti appena entrati ci lascia un tantino stupiti. ma è solo un momento, poi la speranza mai sopita ha la meglio. hai capito l’elettore! un moto d’orgoglio finalmente, un po’ di sana voglia di riprendersi quel che gli spetta. vuoi vedere che qualcosa sta iniziando a cambiare, vuoi vedere che le coscienze si sono risvegliate, che il senso civico è al fin risorto!

poi, nascosto dietro a una colonna, furtivamente fa capolino un televisore. italia-brasile: 0-3. e vaffanculo.

martedì, 16 giugno 2009

italiani-americani: una faccia, una razza

questi giorni va di moda lo spot elettorale autogestito, che bene che va è triste e scialbo. bene che va. ma a volte punta al largo respiro, al confronto con i grandi leader europei e mondiali, e si apre a nuove prospettive.

- questa legge elettorale è stata definita una ‘porcata’ persino da chi l’ha promulgata. e a ragione, perché rende impossibile governare senza dover sottostare al continuo ricatto degli alleati di coalizione. ce lo vedete obama a dire…
- no.
- come dice, scusi?
- no, non ce lo vedo.
- ma così tarpa le ali al confronto di largo respiro, scusi. barack obama, dicevo, ce lo vede lei a dire…
- senta guardi, io barack obama non lo vedo da nessuna parte. primo perché uno come obama si guarderebbe bene dall’occuparsi di politica in un paese come il nostro, ché è una persona seria. e secondo per quell’altra faccenda…
- quale faccenda?
- QUELLA faccenda.
- non capisco.
- ce l’ha presente lei obama, no? l’avrà vista qualche sua fotografia in giro…
- sì, un bell’uomo, ha un po’ le orecchie da topolino, ma mia moglie dice che è tanto affascinante…
- ma quale affascinante e affascinante, andiamo, non faccia lo gnorri! obama è negro e i negri qui da noi non vanno al governo, non li farebbero nemmeno entrare a montecitorio, li fermerebbero all’ingresso per controlli. lo so io, lo sa lei, lo sa calderoli. ci mancherebbe anche questa, un negro al governo…
- ma lei è razzista, scusi! a parte il fatto che a volerla dire tutta obama è meticcio, poi se fosse figlio di madre etiope e padre padano ad esempio, un figlio dell’italico impero voglio dire, ecco qui che…
- ecco qui che…? no, dica dica, cosa vorrebbe dimostrare lei con questo ragionamento? non starà mica pensando… no, eh?!
- tripoli, bel suol d’amoreeee… na na nana na na nanana naaaaa!
- senta lei, non ricorra al sentimento nostalgico per far passare l’idea che uno come obama potrebbe essere eletto anche qui da noi, che potrebbe diventare capo del governo addirittura, non ci provi nemmeno. ma siamo impazziti?
- quindi mi sembra di capire che lei voterà no al referendum.
- ah no, io non ci vado mica a votare.
- …
- non mi guardi con quegli occhi, su. sarà mica colpa mia se i referendum li fate d’estate. ho già l’ombrellone prenotato, che facciamo, buttiamo via i soldi? ma non lo sa che c’è la crisi, glielo devo dire io? poi ci meravigliamo se questo paese è allo sbando…