Posts Tagged ‘letti flavia’

sabato, 2 gennaio 2010

buona fine, miglior principio

così anche stavolta si è dato il benvenuto al nuovo anno a casa pantofola, tutti riuniti sotto lo stesso monte di salsicce, spiedini e bottiglie di vino. poi, come ogni mezzanotte che si rispetti, dopo il 4 3 2 1 buon annoooo!!! e i baci e gli abbracci e lo spumante e chi è che lo beve dolce? tu lo bevi dolce? ma davvero?! no no, va bene, per carità, toh e non è che vogliamo mettere a scaldare le lenticchie intanto? sì scaldiamole però fate schifo, io ve lo dico, e intanto usciamo sul balcone che abbiamo le stelline sì sì sì, ma veramente qua fuori stanno sparando armi nucleari, embè noi abbiamo le stelline uhhhh hai visto che fico se fai il cerchio?? attenta che piovono granate. ma ci riesci tu a scrivere il tuo nome? a me mica viene, che la scia mi finisce prima… dopo tutto questo, fra un piatto di lenticchie e cotechino e una tombola kitsch che aspetta di essere giocata, c’è l’arrembaggio ai cellulari per fare gli auguri agli amici lontani e ho corso anch’io, che gli auguri si fanno a mezzanotte, mica il giorno prima, mica il giorno dopo. solo che poi mi sono accorta che io i miei amici ce li avevo tutti lì, ed è stato bello.

ps: per quei poveretti di voi che non lo avessero visto, il capodanno di raiuno (i dieci minuti più lunghi di tutta la serata) quest’anno prevedeva il seguente cast: carlo conti alla conduzione, max pezzali al microfono, i los locos alle coreografie, una miss italia di mille anni fa alla tappezzeria e uno stuolo di babbine natale con bianco colbacco in testa al rifacimento occhi. che vi siete persi…

pps: nella top five dei premi della mia tombolina kitsch quest’anno c’erano: contenitore per urine che torna sempre utile, preservativo di buon augurio control vinto da fiore, barattolino di nutella vinto da letti flavia che a quest’ora sarà già vuoto, poi la regina del trash: vaso orrido con fiori pelosi orripilanti vinto dall’imbecille (che credo lo darà in dono alla dolce, sua metà), e in cima, solitario come solo i veri capi sanno essere, il re del trash: l’infernale arnese di forma oblunga che, se da un’estremità è un utilissimo seppur scomodo calzascarpe, dall’altra è un grattino per la schiena a forma di mano, indescrivibile nella sua sublime bruttezza. e chi, chi poteva averlo in dono se non quella vecchia scarpa del mio amico caruso? già già.
l’hanno prossimo verrete anche voi dai.

venerdì, 18 dicembre 2009

cose a caso

stasera il sepdcedt è di pokerino. la classica serata tra uomini con una ragazza che gira fra i tavoli tette all’aria a versare rum. il solito insomma, niente di che.
qui invece viene letti flavia, agguerritissima e carica delle migliori intenzioni per sviscerare a fondo l’argomento del mese, che un mese ci basta sì e no per metterci comode sul divano, vedete un po’ voi a che punto siamo. poi questo è un argomentone, non ce ne capitavano per le mani da un paio d’anni almeno. insomma, stasera abbiamo da fare: do not disturb.
e questa era la prima cosa. poi. ho da poco scoperto che la scorsa primavera è uscito un cd doppio con inediti e registrazioni live di rino gaetano. questo succede a fare figli, che finisci per rimanere indietro sulle uscite discografiche anche di uno morto ventotto anni fa (e ho dovuto fare il conto sulle dita, certo che sì).
poi che altro? ah sì, se digitate su google ‘è’, cosa che se avete una figlia che dà manate sulla tastiera succede con buone probabilità, il primo suggerimento che viene fuori è: è morto ping ping, l’uomo più basso del mondo. però quando poi apri dicono che non è vero.
ultima, ho un problema con la musica salentina cantata in griko, perché non capisco una mazza e questo non può essere. che è tanto bella e sarà anche strappacuore, io ne sono certa, e mi sto perdendo tutto questo bendiddio, tormento gratis piovuto dal cielo.
più o meno mi sa che basta. voi che fate, tutto bene? meno male, ero in pensiero. fatela una telefonata ogni tanto per dire che è tutto a posto, vi cascano mica le mani eh.

mercoledì, 16 dicembre 2009

perché non sghignazzare con la guerra di piero allora

sicché l’altro giorno eravamo a un concerto la presidentessa dello snodo del cazzeggio, letti flavia, il signore e padrone e io, concerto che nello specifico era de andré (cristiano) canta de andré (fabrizio) e noi eravamo tutti emozionati che nessuno era riuscito a sentire faber dal vivo quand’era ora e, insomma, un po’ i brividi ti vengono, o no? a me sì.
comunque, ero lì che mi preparavo da una settimana al momento e pensavo chissà che canterà, chissà se ci sarà gente… che l’idea che rimanesse qualche posto vuoto mi metteva un po’ il magone perché io c’ho quest’empatia per cristiano de andré che secondo me deve avere avuto una vita mica tanto facile, e su questo ci sono tesi discordanti ma siamo nel mio blog quindi sentirete solo la mia campana, questo blog è decisamente empatico con cristiano de andré (che poi è anche un discreto fico, per l’età che ha voglio dire, che ormai sono quarantasette signore e signori mica bruscolini, ma questo adesso non c’entra per niente). oh. invece poi no, era tutto pieno che infatti faceva un caldo che levati e io mi sentivo già meglio, potevo chiacchierare in pace con letti flavia tranquilla che tanto cristiano era contento del pienone. che poi non è che proprio chiacchierassimo, ci davamo di gomito e ci guardavamo che a noi basta, non è che serve stare sempre lì a dire.
allora comincia il concerto e viene fuori una canzone più bella dell’altra, anche qualcuna che non sentivo da anni ma che all’epoca mi piaceva tanto ed è la sorpresa più bella che ti possa capitare. insomma, siamo lì che cantiamo e soffriamo, ché il repertorio del faber ce l’avete tutti ben presente, quando a un tratto arriva il momento del bis e alla fine del bis arriva il momento del pescatore. a questo punto (adesso state a sentire che arriva il vero argomento del post), a questo punto se ne vène ‘o teatro. e fin qui uno dice… ok, è un classico, lo conosce pure il papero grasso, che ti aspettavi? ma c’è gente cha balla! gente che si sbraccia e canta e balla e ride come se sul palco avessero attaccato brigitte bardot bardot.
adesso io non vorrei star qui a fare il precisetti di turno… ma… il pescatore. il pescatore di mestiere fa questo. si sveglia a un’ora che voi non ve la immaginate, poi esce in mare e il mare è umido eh, se non è umido il mare di notte non lo so io… poi come dio vuole riesce a pescare qualcosa, e non è mica detto ma facciamo di sì, torna dalla moglie che figurati, non lo vede mai deve mandare avanti la casa da sola sarà incazzata nera, ma lui è scaltro, riesce a smarcarsi e si va a sedere un po’ al sole ad asciugarsi le ossa che tra poco si ricomincia da capo, ha anche un solco lungo il viso, te pensa, come una specie di sorriso. ecco, io questa faccenda qui vorrei chiarirla subito. UNA SPECIE di sorriso non vuol dire un sorriso, non vuol dire per niente, se no avrebbero detto un sorriso, vi sembra? magari è uno sfregio come l’uomo che ride di hugo, magari una ruga profonda dovuta alla salsedine, magari un ghigno di uno che è morto di stanchezza perché fa una vita veramente di merda scusate, c’avrà il diritto o no?
comunque adesso sta lì al sole quindi ha cinque minuti di pace dai. e passa un assassino. ora, vogliamo fare quelli che stanno dalla parte degli umiliati e offesi? figuratevi, mi invitate a nozze. ma se uno è assassino, quantomeno da qualche parte ci sarà uno un po’ morto, sbaglio? però facciamo che è stato costretto dalle circostanze, adesso non voglio stare qui a gettargli la croce addosso che la vita è complicata. passa l’assassino, il pescatore gli dà pane e vino che c’ha solo quello (tristeeezaaaaa, per favore va’ viaaaaaaa), l’altro ringrazia e se ne va. e non arrivano i gendarmi a cercare l’assassino? certo, è evidente. solo che nel frattempo il pescatore, che non ve l’ho detto prima ma è vecchio, pescatore e vecchio, all’ombra dell’ultimo sole si è assopito. a questo punto il pubblico in sala è impegnato in un’allegra tarantella, ma io vorrei snocciolare ugualmente l’ultima questione. perché lo snodo narrativo a questo punto è giunto a conclusione, ma una questione resta aperta. l’assassino è andato via un secondo fa, vuoi che i gendarmi non l’abbiano trovato per strada?! e il pescatore, io non la vorrei mettere giù dura, ma dorme? siamo sicuri??

martedì, 3 novembre 2009

si capisce che non c’avevo voglia di scrivere un post? però ho riso molto…

giorni fa è tornata alla ribalta letti flavia, quella donnina che avete già avuto modo di conoscere e amare qui e qui. lo so, la amo tanto anch’io.

- letti flavia: senti, tu che ne sai una più del diavolo.
- lady p: eh
- lf: come faccio a curare l’acne adolescenziale che mi è venuta? che poi è del tutto in contrasto con le zampe di gallina…
- lp: che te se mangiata tesò?
- lf: niente, giuro!
- lp: mmm… birra e vino? come stiamo messi? dolcetti di straforo?
- lf: niente di tutto ciò. lo giuro.
- lp: allora stress? ciclo in arrivo?
- lf: …
- lp: ma poi che sono la dottoressa giò io?!
- lf: e che ne so, tu sai sempre tutto! che te lo vedi a fare dr house allora??
- lp: ma quello è per i casi estremi, il dr house l’acne la fa curare al topo che ha addomesticato. però se ti dovessero spuntare degli zoccoli puoi sottopormi il tuo caso.
- lf: mah, chissà, io non lo escluderei… teniamoci in contatto.
- lp: e teniamoci in contatto.

domenica, 9 marzo 2008

master in mediazione culturale

al mercatino delle borse:

ragazzo tunisino: ma tu non ti sposeresti con me?
letti flavia: …
rt: io poi ti do 50 cammelli
lf: e che valgo 50 cammelli io??
rs: no, lo so che vali di più, ma io ho solo 50 cammelli.
lf: ah. e prova a dirlo a mio padre, ma non lo so eh? se erano 50 capitoni… almeno ce li mangiavamo a natale, ma i cammelli… si mangia poi la carne di cammello?

martedì, 19 febbraio 2008

tempi duri

amica (che per convenzione chiameremo letti flavia) VS cliente stupido del call center:

cs: devo fare un trasloco, vorrei affittare un furgone.
lf: per quando?
cs: tra mezz’ora
lf: no mi spiace, oggi è già prenotato.
cs: ma io devo fare il trasloco, mi serve il furgone! mi dice che devo fare per avere una minchia di furgone??
lf: e scusa, te lo ricordi mezz’ora prima che devi traslocare, ieri non lo sapevi? ma poi io sono un call center, te ne rendi conto? come pensi che possa risolvere i tuoi problemi, coniugali e non?

non credo durerà tanto.