Posts Tagged ‘gianni morandi’

martedì, 16 novembre 2010

x factor: 12a puntata, la semifinale

dai che si vede la luce in fondo al tunnel, dai dai dai. stasera doppia manche, la prima targata sanremo, la seconda con i brani inediti. il superospitone è – manco a dirlo – gianni morandi, quindi quale sarà il tema di questa prima manche?! quale sarà?? eccerto, le canzoni di gianni morandi. le scelte, mah… cmq ne è uscito fuori qualcosa di complessivamente decoroso, che non ha rilevato niente di nuovo sui nostri eroi comunque, ma la puntata bisogna pur portarla a casa.

- nevruz: c’era un ragazzo che come me ecc. ecc. bravissimo, non si è inventato nessun colpo di scena inutile, ha cantato bene rimanendo quello che è e basta.
- kymera: occhi di ragazza. ora io vorrei dire… morandi avrà anche detto che il loro era il pezzo più difficile… quello che vi pare, ma sti due che cantano una canzone così sono inquietanti come poche altre cose al mondo.
- davide: un mondo d’amore. ma che bravo che è… certo, gliela potevano scegliere anche un po’ meglio eh, però è proprio bravo.
- nathalie: se perdo anche te. meravigliosissima, malgrado tutto. malgrado il tema della manche, malgrado la canzone scelta, malgrado il fatto che in un minuto e mezzo ci fosse un minuto e dieci di ritornello. io la trovo meravigliosa.

e nessuno mi ha cantato scende la pioggia. su quattro, nemmeno uno. continuiamo così, facciamoci del male.
ma nevruz che cantava bella belinda quanto sarebbe stato fico? vabbè dai, seri. arrivano gli inediti, tremate gente.

- davide: il tempo migliore, scritto da francesco renga. beh, non c’erano molte possibilità in effetti che cantasse qualcosa di diverso, però sta prendendo una china… mmmm…perché uno come lui ci mettono un attimo a farlo diventare uno dei tanti pupazzetti da mtv che ci sono in giro, che peccato sarebbe…
- nathalie: in punta di piedi. il brano è scritto da lei e solo per questo sono buoni 100 punti. ha uno spessore che altri non hanno, c’è poco da fare. canta da dio, ha una presenza scenica misurata che a me piace molto e scrive cose niente affatto banali. e spero che riesca a cantare cose meravigliose, da qui ai secoli a venire.
- kymera: atlantide, di ruggeri. fa ca-ga-re. e ruggeri ha un ego grande quanto il sole. ho parlato.
- nevruz: tra l’amore e il male, di nonhocapitochi. ohhh, mo sì. che uno fino adesso si è chiesto, sì vabbè, ma fuori di qui questo che canta? canta questo e va benissimo, ma proprio benissimo.

e la puntata a questo punto sarebbe conclusa, no? si vota e a casa. no, perché ci sono i pooh, ché facchinetti sono undici puntate che ce li promette e finalmente eccoli. io pensavo fosse più tipo ‘se non state buoni arriva l’uomo nero’ a dirla tutta, ma pare che no. che mestizia infinita, diomio…
giunge alfine l’ora della terza manche. forse che volevamo farci guardar dietro? che può pensare la gente, che non abbiamo neanche i soldi per una terza manche?! essù.

- nathalie: bette davis eyes, kim carnes. che voce stupenda… l’ho già detto che ha una voce stupenda? è che mi piace tantotanto.
- davide: the right thing, simply red. ora, lasciate stare che io odio immotivatamente i silmply red da quando li conosco, però tutto il bene del mondo a questo ragazzo qua, che se penso che ha 17 anni… ma stendiamo pure un pietoso velo sul tempo che scorre inesorabile.
- nevruz: ancora, marco ferradini. il valore aggiunto lo danno le scelte dei giudici, c’è poco da fare. qui mi sarei aspettata qualche fuoco d’artificio in più devo dire, invece siamo un po’ sul basso profilo, ma basta l’idea di lui che canta ancora sinceramente.

finiscono al ballottaggio i kymera prima e nevruz poi, e tre giudici su tre diotiringrazio eliminano i kymera. che finale amiciui, che finale ci aspetta!

lunedì, 16 agosto 2010

notte di ferragosto

calda la spiaggiaaa e caldo il ma-aaareee… che bello gianni morandi che cantava in quella cassettina lì, nostalgia ’66. ce l’avevano data insieme al walkman, il perché non lo so, fatto sta che mio padre era tornato a casa con walkman + cassetta e io dalla terza elementare in poi per secoli ho ascoltato mina patty pravo i ribelli i rokes adamo tenco caterina caselli e via andando, una canzone ciascuno, sempre la stessa. tutta roba che ascoltava un qualunque ragazzino di otto anni nel 1986, insomma, ma questo evidentemente adesso non c’entra.
la notte di ferragosto per noi era quasi fine estate, che si arrivava al mare a luglio e si stava buoni buoni ad aspettare il primo di agosto, perché il primo di agosto cominciava tutto, arrivavano gli amici con la casa in affitto e c’era il cambio di comitiva e ci si metteva in pari con i racconti dei lunghi inverni bui e si facevano i piani d’attacco per il mese, si decidevano le sagre da passare in rassegna e speriamo che lui torni anche quest’anno e roba così.
il dieci agosto era la meta, che la notte di san lorenzo può succedere qualunque cosa, hai visto mai, io ho preparato una lista di desideri che mi bastano fino all’anno prossimo, ma dilli bene che se no non vale. ferragosto era il giro di boa, da lì in poi era una lenta inesorabile corsa fino al primo settembre, la prova inconfutabile dell’inesistenza di dio. ma doveva passare prima, e fino a che non passava l’estate era ancora nostra e c’era ancora tutto davanti, tutto il bello da venire e tutto ciò che si può desiderare da un’estate così.
il primo pensiero quando ti svegliavi era ricordarsi di prendere il secchiello, che un uomo senza secchiello la mattina di ferragosto è un uomo che sfida la sorte e grida al mondo: fate scempio del mio corpo, sono ottuso e merito di morire. poi il pranzo, che quello della vigilia di natale faceva venir da ridere, e un’altra volta in spiaggia ma solo per fare la conta dei caduti. e si arrivava alla sera, e la sera era solo una tappa obbligata per arrivare a far notte e poi mattina. si perdeva tempo bevendo e parlando e si aspettavano i primi fuochi e i fuochi di solito annoiavano quasi tutti, ma io ancora adesso quando sento lo sparo che ti risuona nella pancia e il cielo che si illumina e si riflette nel mare… sì, però adesso andiamo che si fa tardi e poi stiamo due ore bloccati in macchina e son sempre gli stessi tutti gli anni, dai su. e si trovava un posto per ballare, ma non subito, che all’inizio nei posti per ballare c’è musica che fa pregare di diventare sordi, allora si beve per dimenticare e per tirare l’ora giusta, quando finalmente mettono la musica scacciagente, che noi ballavamo solo quella e in pista c’eravamo solo noi, chi vuoi che ci sia a quell’ora e con quella musica lì. fino a che non ci cacciavano, che a una cert’ora dovevano pur chiudere, ma poco male tanto tra mezz’ora apre il forno, ci passiamo al forno no? io ero sempre per la mozione forno, che sì, buono buonissimo cornetto e cappuccino al bar appena aperto, ma come il forno di prima mattina non ce n’è. e mangiavamo, con la voce che non c’era più e con la faccia di chi ha fatto nottata, e ci toglievamo le scarpe e camminavamo sulla sabbia fredda e ancora umida. e poi – e a quel punto lì si fermava il mondo – vedevamo il sole arancione e tiepido che saliva dal mare, ci guardavamo e bevevamo, un sorso alla volta, la nostra alba.

mercoledì, 2 settembre 2009

aggiornamento playlist

ne è passata di acqua sotto i ponti da quando da queste parti si scodinzolava cantando cin cin cin cin ricoprimi di baci.
ora, dopo lunghe e attente sperimentazioni, posso decretare finalmente il vincitore di questa estate. a mani basse, the winner is don’t stop me now dei queen, trionfo assoluto seguito a fatica da fluorescent adolescent degli arctic monkeys. eppure, nel rush finale, quando pensavamo che ormai la partita fosse chiusa, è risalita con baldanza fino al gradino basso del podio una insospettabile quanto inespugnabile non son degno di te del morandone nostro.