Posts Tagged ‘fabio’

venerdì, 30 dicembre 2011

quattro anni e non sentirli

a un certo punto il blog è andato giù. non me ne sono accorta io figuriamoci voi. c’era il caso che perdessi tutto, che dovessi ricominciare daccapo e sinceramente non so proprio se l’avrei fatto. la prima cosa che mi è venuta in mente alla parola backup (che per me ha senso quanto sim sala bim) è stato uno dei primi post che scrissi su questo blog. erano quasi quattro anni fa e era il quarto pezzo che scrivevo (il che dovrebbe dirmi qualcosa, immagino, ma basta CH’IO SCRIVA UN PO’ PIU’ FORTE e non sentirò niente e continuerà ad andare tuuutto bene). il discorso era: e se perdo il telefono con tutti i miei messaggi dentro? e se non posso mai più leggere quei cinque o sei lì, mai mai più? e mi misi a ricopiare i messaggi sull’agendina bella che mi aveva regalato caruso e mi sentii meglio, da brava ossessivo-compulsiva qual sono. col blogghetto sarebbe stata la stessa cosa, solo un po’ più complicata da rattoppare.

solo che poi, a ben guardare, alcune delle cose che ho scritto mi ha fatto bene scriverle nel momento stesso in cui battevo sui tasti, e la loro funzione è finita lì. altre le ho scritte per divertire un po’ voi e anche quella, che sia andata a buon fine o meno, ormai è andata. altre ancora perché qualcosa sentivo di dover fare, e meglio scrivere che niente. alcune, non poche, le ho scritte per tenerle ferme da qualche parte, per fotografare uno stato, una giornata, un piantarello che potevo farmi solo qui, una risata che potevo lasciar scappare solo qui. è stato un buon posto per far tutto. ma poi, a conti fatti, quei messaggi una volta ricopiati sono ancora lì e quel mio amico continua a mancarmi come quando scrissi quel post. puoi conservare tutto quello che vuoi in tutti i posti meravigliosi che riesci a costruirti, cantare tutte le canzoni di springsteen che conosci e bere white russian come lebowsky e far ballare le sirene gorde e far raccontare le serve e i re, ma le persone che hai perso per la strada nessuno te le ridà.

detto questo, natale è passato e io ho mangiato un solo pezzo di torrone. e nemmeno mi andava.

domenica, 26 giugno 2011

fotografie

un ragazzo di ventitré anni in sella a una graziella mezza rotta ferma sul lungomare. zaino invicta su una spalla, costume, maglietta di albertone e sguardo serissimo. sopra a un naso da pagliaccio.
ciao.

venerdì, 18 gennaio 2008

per questo canto una canzone triste triste triste

che poi alla fine, stringi stringi, quelli da tenere saranno una ventina. una trentina, toh. che poi in fondo quelli per cui proprio piangerei saranno sette, otto al massimo. che poi è inutile che ci giriamo intorno, il fatto è che vorrei che ci fosse ancora lui che suona e io che posso cantare quello che voglio che tanto basta chiedere. e per questo hai poco da ricopiare messaggi, ça va sans dire.