era un po’ di tempo che la lega non se ne usciva con una delle sue e in effetti eravamo un po’ preoccupati, ché poche certezze ci sono nella vita, almeno quelle lasciatecele.
così umberto bossi ieri si è sentito in dovere di rincuorarci tutti. proprio ieri che era domenica voglio dire, poteva starsene a casetta sua a mangiare la lasagna, poteva fare m’ama non m’ama con le margherite nei prati, invece si è annodato il fazzoletto verde al collo e ci ha tranquillizzati subito:
“Se necessario imbracceremo i fucili contro la canaglia centralista romana che sta facendo apposta a impedire il voto…”
Oh, lui dice una cosa così e tu lo riconosci subito, dici ah, ecco che fine aveva fatto bossi, meno male va, è tutto come sempre. ti vai a mettere il pigiama tranquillo tranquillo e non fai in tempo a infilarti le pantofole che iniziano i commenti. e maroni ma bossi vuole imbracciare i fucili da vent’anni, ancora gli date retta, e berlusconi ma poveretto, non è mica guarito tanto bene, lasciatelo giocare coi fucili abbiate pazienza, e così via cantando, tutti a fare toc toc con il ditino sulla fronte, segno che il senatur poretto ormai non ci sta più tanto con la testa.
ora, finché a bossi gli dà del cretino mio nonno che da anni mangia bambini a colazione, lo posso anche capire. ma quando cominciano a farlo gli alleati, i colleghi di partito… ma un po’ di rispetto diosanto, qui parliamo del diretto discendente di conan il barbaro, mica di un terrunciello qualunque. levatevi il cappello almeno quando siete tutti lì a gufare e a portargli sfiga.
allora io, se fossi l’umberto, con una mano farei le corna (solo le corna, perché sono pur sempre una signora), ma con l’altra (poiché sono pur sempre l’umberto) li manderei tutti, solennemente, a caghér.
Condividi