Posts Tagged ‘caruso’

venerdì, 30 dicembre 2011

quattro anni e non sentirli

a un certo punto il blog è andato giù. non me ne sono accorta io figuriamoci voi. c’era il caso che perdessi tutto, che dovessi ricominciare daccapo e sinceramente non so proprio se l’avrei fatto. la prima cosa che mi è venuta in mente alla parola backup (che per me ha senso quanto sim sala bim) è stato uno dei primi post che scrissi su questo blog. erano quasi quattro anni fa e era il quarto pezzo che scrivevo (il che dovrebbe dirmi qualcosa, immagino, ma basta CH’IO SCRIVA UN PO’ PIU’ FORTE e non sentirò niente e continuerà ad andare tuuutto bene). il discorso era: e se perdo il telefono con tutti i miei messaggi dentro? e se non posso mai più leggere quei cinque o sei lì, mai mai più? e mi misi a ricopiare i messaggi sull’agendina bella che mi aveva regalato caruso e mi sentii meglio, da brava ossessivo-compulsiva qual sono. col blogghetto sarebbe stata la stessa cosa, solo un po’ più complicata da rattoppare.

solo che poi, a ben guardare, alcune delle cose che ho scritto mi ha fatto bene scriverle nel momento stesso in cui battevo sui tasti, e la loro funzione è finita lì. altre le ho scritte per divertire un po’ voi e anche quella, che sia andata a buon fine o meno, ormai è andata. altre ancora perché qualcosa sentivo di dover fare, e meglio scrivere che niente. alcune, non poche, le ho scritte per tenerle ferme da qualche parte, per fotografare uno stato, una giornata, un piantarello che potevo farmi solo qui, una risata che potevo lasciar scappare solo qui. è stato un buon posto per far tutto. ma poi, a conti fatti, quei messaggi una volta ricopiati sono ancora lì e quel mio amico continua a mancarmi come quando scrissi quel post. puoi conservare tutto quello che vuoi in tutti i posti meravigliosi che riesci a costruirti, cantare tutte le canzoni di springsteen che conosci e bere white russian come lebowsky e far ballare le sirene gorde e far raccontare le serve e i re, ma le persone che hai perso per la strada nessuno te le ridà.

detto questo, natale è passato e io ho mangiato un solo pezzo di torrone. e nemmeno mi andava.

lunedì, 7 marzo 2011

la fredda cronaca

non sono andata a vedere nessun’anteprima. ripeto, NESSUNA anteprima, nemmeno quella col tizio dei sofficini. questo perché faccio tristemente parte di una minoranza (blogger + mamme), perché il destino è cinico e baro e perché ho per amico una sporca carogna.

togliete pure le prime due, e tenete bene a mente il concetto di sporca carogna.

à bientôt.

mercoledì, 2 marzo 2011

e il primo giorno è andato, la sua musica ha finito

ascolto musica bella e leggo tanta roba, scelte a caso di una che ha fame, non importa cos’è, voi date qua. roba bella anche quella comunque.

chissà che fa la gatta della pizzeria, se ha la colonna vertebrale che si è trasformata in una parentesi tonda anche lei.

allora, stamattina mi chiama caruso per invitarmi (!) a un’anteprima (!!). caruso non mi invita mai alle anteprime, caruso invita il sepdcedt e fiore alle anteprime, me mai. maimaimai. anche quando gli dico masonoiolatuaamica! lui se ne fotte, guarda oltre e distribuisce inviti a tutti fuorché a me. perché caruso è uno potente, uno che ti può invitare alle anteprime e che alla tombola kitch di natale può farti vincere l’ombrello dei transfromers se vuole, questo è caruso.

ecco. infatti all’ultima tombola… ma lasciamo stare. comunque. mi chiama e mi dice ho prooooprio un invito per un film che ti piacerebbe tanto tanto ma so già che tu non puoi mannaggia. posso! che peccato, ti sarebbe piaciuto, poi è una cosa carina. possoposso!! vabbè, non fa niente. HODETTOCHEPOSSO! ah davvero, uh che bello. allora ok.

cerco subito su google il film e vien fuori: “johnny depp è rango”. macheffico!!! vado all’anteprima di un film con johnny depp, magari c’è johnny depp, magari è stanco della maledetta francese e ci trasferiamo su lago di como insieme a george clooney e quell’altra. ma lui non è amico di george clooney mi sa. vabbè, prenderemo un casale in toscana, che è quasi borgogna e così si sente a casa. vediamo sto trailer dai, diiiiio che bello!

carletto dei sofficini. sto andando a vedere il film di carletto dei sofficini. lo odio. caruso dico, non carletto, che con lui almeno si mangiano i sofficini.

lunedì, 7 febbraio 2011

noblesse oblige

caruso, che il diavolo se lo porti, ha deciso di comprare un motorello nuovo. il modello vincitore della tenzone era disponibile in tre fantastici colori moda: uno scialbo e insulso bianco, un proletario e terronissimo nero, e un delizioso, frizzantino, très chic color champagne. ma parliamo dell’uomo che possiede distese di mandorleti a perdita d’occhio…
come ce l’avete voi il motorello, color crodino, ve? eh lo so.

martedì, 7 dicembre 2010

stato di confusione permanente

io ho il problema che confondo. si è lì a parlare del manzoni, che come vuoi portarla avanti una conversazione a tavola al giorno d’oggi, e io confondo cesare beccaria con silvio pellico. che lo so qual è uno e quale l’altro, son mica cretina, solo che parlo di uno e invece intendo l’altro. ora, caruso ormai lo sa che mi conosce, ma altrimenti è un po’ seccante, voi mi capite. parlo di kurt russel e voglio dire jeff bridges, vaglielo a spiegare tu alla gente. e lo so, come si fa, grosso guaio a chinatown vs i favolosi baker, fate presto voi, ma a me si sovrappongono le immagini mentali. lui lo sa e infatti io mi trovo bene, che ormai non parlo neanche più, gli lascio riempire gli spazi. è lo stesso problema che ha anche sua mamma, perciò mi capisce. lei confonde anche nuti con troisi a dir la verità, io a questo punto non ci sono ancora arrivata, ma va anche detto che non ho dovuto passare trent’anni della mia vita a stretto contatto con caruso. sono cose che prima o poi le sconti.

domenica, 3 gennaio 2010

adesso ditemi voi se non è insopportabile

- sepdcedt: che stai sentendo?
- lp: sai akille? il blogger… l’amico di caruso, andavano all’università insieme e ha questo blog e si occupa di musica anche, ogni tanto lavora in radio, cose così. eh, allora ogni anno scrive un post con i 12 singoli più rappresentativi dell’anno appena passato e ce n’è uno di questo tizio che canta benissimo, ma proprio bene, mi piace un sacco!
- sepdcedt: ah, e come si chiama?
- lp: brunori sas.
- sepdcedt: ecco, questa era la risposta.

sabato, 2 gennaio 2010

buona fine, miglior principio

così anche stavolta si è dato il benvenuto al nuovo anno a casa pantofola, tutti riuniti sotto lo stesso monte di salsicce, spiedini e bottiglie di vino. poi, come ogni mezzanotte che si rispetti, dopo il 4 3 2 1 buon annoooo!!! e i baci e gli abbracci e lo spumante e chi è che lo beve dolce? tu lo bevi dolce? ma davvero?! no no, va bene, per carità, toh e non è che vogliamo mettere a scaldare le lenticchie intanto? sì scaldiamole però fate schifo, io ve lo dico, e intanto usciamo sul balcone che abbiamo le stelline sì sì sì, ma veramente qua fuori stanno sparando armi nucleari, embè noi abbiamo le stelline uhhhh hai visto che fico se fai il cerchio?? attenta che piovono granate. ma ci riesci tu a scrivere il tuo nome? a me mica viene, che la scia mi finisce prima… dopo tutto questo, fra un piatto di lenticchie e cotechino e una tombola kitsch che aspetta di essere giocata, c’è l’arrembaggio ai cellulari per fare gli auguri agli amici lontani e ho corso anch’io, che gli auguri si fanno a mezzanotte, mica il giorno prima, mica il giorno dopo. solo che poi mi sono accorta che io i miei amici ce li avevo tutti lì, ed è stato bello.

ps: per quei poveretti di voi che non lo avessero visto, il capodanno di raiuno (i dieci minuti più lunghi di tutta la serata) quest’anno prevedeva il seguente cast: carlo conti alla conduzione, max pezzali al microfono, i los locos alle coreografie, una miss italia di mille anni fa alla tappezzeria e uno stuolo di babbine natale con bianco colbacco in testa al rifacimento occhi. che vi siete persi…

pps: nella top five dei premi della mia tombolina kitsch quest’anno c’erano: contenitore per urine che torna sempre utile, preservativo di buon augurio control vinto da fiore, barattolino di nutella vinto da letti flavia che a quest’ora sarà già vuoto, poi la regina del trash: vaso orrido con fiori pelosi orripilanti vinto dall’imbecille (che credo lo darà in dono alla dolce, sua metà), e in cima, solitario come solo i veri capi sanno essere, il re del trash: l’infernale arnese di forma oblunga che, se da un’estremità è un utilissimo seppur scomodo calzascarpe, dall’altra è un grattino per la schiena a forma di mano, indescrivibile nella sua sublime bruttezza. e chi, chi poteva averlo in dono se non quella vecchia scarpa del mio amico caruso? già già.
l’hanno prossimo verrete anche voi dai.

mercoledì, 30 dicembre 2009

andiamo avanti per la quaterna

e anche quest’anno è arrivato il momento della tombola kitsch, entrata ormai a pieno diritto nella top five delle situazioni mondane irrinunciabili. la parte che preferisco, oltre a quando caruso apre il suo pacchettino e trova qualcosa che ha intenzione di usare VERAMENTE, è il momento della preparazione. andare nel negozio a tutto 50 cent e scegliere i premi è un momento impagabile, davvero. quest’anno poi non ho badato a spese e ho preso anche una cosa che costava 1 euro, che non si potrebbe fare, lo so, ma su alcuni articoli è consigliabile non badare a spese e poi vorrà dire che ci farò un tombolino.
comunque, io ero lì che riempivo il cestino di orrori inenarrabili, con su la mia bella espressione di divertito disgusto stampata in faccia, quando mi accorgo che intorno a me altra gente riempiva cestini con un trasporto quasi pari al mio, ma priva della benché minima traccia di divertimento e/o raccappriccio.
ora, lasciando da parte per un momento l’inquietante sensazione di déjà vu… se io fossi in voi, amati compagni di spese trash, mi porrei delle domande…

mercoledì, 30 luglio 2008

studia e un giorno diventerai presidente

caruso, che è uomo di mondo e sta sempre sul pezzo, è già andato a vedere il cavaliere oscuro sette volte. ovvio, non che nutrissi dei dubbi in proposito. insieme a lui pare sia andato anche tutto il resto del paese, anche quello che non entrava al cinema dai tempi di kramer contro kramer, il che rende sempre più lampante l’amara verità. il mio periodo aureo è tramontato, definitivamente.

c’è stato un tempo, al momento impossibile da immaginare, in cui andare al cinema tre volte a settimana per me era la norma, che andarci solo una era roba da barboni analfabeti. con ritmi così per forza di cose dovevi vedere tutto, dai cartoni per bambini under five ai film ucraini del ’22 con trama introspettiva e poetica visiva espressionista. c’è stato un tempo.

poi no, poi sono entrata in una dimensione parallela. e, devo dire, qui si sta da dio.

lunedì, 12 maggio 2008

sembra ieri

31 anni fa, nel mezzo di un’assolata distesa di mandorleti, nasceva caruso. da allora il mondo è un posto più trendy.

escluso il cane dedicherà la giornata odierna a magnificare la sua persona.