un po’ di questo, un po’ di quello
qui ci sarebbe da parlare per giorni, ma come si fa? possiamo mica perdere tempo in blog, voi e io…
ve la faccio breve allora, tanto che volete che mi sia successo nel frattempo? allora, il festival è andato come tutti ormai sappiamo, avrei voluto scriverne ma ormai… passata la festa gabbato lo santo, quindi per stavolta vi siete salvati. però concludo dicendo quanto segue: il popolo italiano ha dato l’ultimo, inequivocabile, segno di demenza senile, non c’è da meravigliarsi del destino che lo attende, ha il governo e il festival della canzone che merita e non ho altro da aggiungere sull’argomento.
poi. sabato sono andata a sentire bollani (again and again, mbè? fatevi i fatti vostri), che stavolta suonava le musiche di gershwin con l’orchestra di santa cecilia, una cosa che lasciava senza fiato. ora, io era la prima volta che ascoltavo un’orchestra dal vivo quindi per lo più non capivo una mazza, che ora che individuavo chi è che stava suonando quello aveva smesso e iniziava un altro. perché capire chi suona non è mica facile eh, non è facile per niente. le percussioni vanno bene, quelle si capiscono, e infatti sono quasi le mie preferite perché stanno in fondo, da una parte, non stanno lì a fare tanto le splendide e fanno il loro lavoro, che sarà anche umile però è onesto, vivaddio, non come i violini che mamma mia… fanaaatici… anche i contrabbassi si riconoscono, sono anche belli, alti e fieri messi lì da una parte. e poi ci sono i miei preferiti. io non l’avrei mai detto, mai nella vita, ma i miei preferiti sono i legni. l’oboe, ma guardate che l’oboe ha una voce che incanta, io mica lo sapevo. e non vi fate fregare dal nome che anch’io pensavo fosse grande e grosso come il corno, invece è tutto bello sinuoso che uno proprio non lo direbbe mai. poi il bassotuba, il fagotto, l’ottavino… roba che quando mai prima? insomma bello, proprio bello bello.
e a questo punto, dopo aver ampiamente dimostrato di essere padrona della materia, mi sento di dare dei suggerimenti alle orchestre future. meno violini e viole, ragazzi, sono troppi. coi violoncelli andiamo bene, ma viole e violini fanno un casino, sono scomposti, con quegli archetti sempre per aria. poi fanatici… l’ho già detto fanatici? io non li sopporto. e per finire, due parole sul direttore d’orchestra, questo sconosciuto. non starò qui a dire che non serve a niente, perché è bello, è elegante, muove la bacchetta con garbo, per me se resta va bene. però la pedana… gliela vogliamo fare un po’ più grande quella pedana? guardate che prima o poi qualcuno cade e si fa male, io ve lo dico. quello è tutto preso dalla musica, dalla bacchetta, dai capelli che gli vanno davanti agli occhi… fa un passo un po’ più in là e frana sui violini, che stanno sempre in mezzo. stiamoci attenti, questo dico io.
e per oggi basta dai, il resto alla prossima puntata.