ci sono cose che si possono reggere e cose che no
sentir parlare buttiglione alle dieci di mattina di come l’amore fedele e non il preservativo sia l’unica arma valida contro l’aids, ecco, è troppo al di sopra delle mie possibilità.
sentir parlare buttiglione alle dieci di mattina di come l’amore fedele e non il preservativo sia l’unica arma valida contro l’aids, ecco, è troppo al di sopra delle mie possibilità.
rischio licenziamento per il noto pagliaccio idolo di milioni di bambini. l’eroe di bart simpson, infatti, da ieri rischia di essere rimpiazzato nella nota serie tv da un rivale con ballerine nere e casacca color porpora.
dopo la moratoria chiesta dalla lega nord contro la costruzione di nuove moschee – noti luoghi di associazione sovversiva a chiaro stampo terroristico – una parola di pace arriva lesta dal vaticano, preoccupatosi di rasserenare gli animi in vista dell’imminente santo natale.
monsignor gianfranco ravasi interviene così a proposito della triste faccenda (riporto il virgolettato perché ho paura possiate non credermi):
“Da un lato bisogna riconoscere la legittimità del luogo di culto; d’altra parte questo non deve diventare un modello diverso. Io capisco che per alcune culture tante volte è difficile distinguere come distinguiamo noi ma la nostra è una società occidentale che distingue tra ambito religioso e ambito politico, A Cesare quel che è di Cesare”.
capito? è difficile distinguere, per questo a volte non ce ne accorgiamo neanche.
un sincero augurio di un santo natale a tutti voi, mie povere pecorelle comuniste che altro non siete.
non è colpa sua, è che è stupido poveretto.
io la faccenda la chiuderei qui, che mi fa una tristezza che la metà basta.
le proteste degli studenti sono sempre un argomento spinoso, perché si finisce inevitabilmente o per essere nostalgici e accomodanti oppure per liquidare tutto con luoghi comuni sbrigativi, e non so dire quale dei due atteggiamenti sia il più irritante. certo è che accomunare il malcontento per i tagli all’istruzione pubblica con i roghi dei rifiuti a napoli e risolvere la questione mandando la polizia a sgomberare non mi sembra un grosso segnale di volontà di comprensione.
chi protesta è un facinoroso dice il premier, le manifestazioni sono organizzate dall’estrema sinistra e dai centri sociali, però basta uscire per strada e guardare in giro per accorgersi che nelle piazze insieme agli studenti questa volta sono scesi anche docenti universitari e nomi di spicco della cultura italiana, per fare lezione in Piazza Duomo o a Palazzo Vecchio.
ora va bene tutto, si può tirare una riga sopra tutta la faccenda dicendo che tanto la riforma non si tocca. e probabilmente così finirà eh, non m’illudo certo che veder protestare uno degli scienziati che ha collaborato all’accensione dell’Lhc al cern di ginevra possa suscitare dei ripensamenti in chicchessia… ma si può risolvere tutto facendo spallucce? questo è ancora peggio dell’usare la forza mandando la polizia a sgomberare, perché significa non riconoscere dignità alle ragioni della protesta. il che, malgrado tutto, continua a sembrarmi piuttosto sconcertante.
sentire veltroni interrogato da fazio sulla situazione italiana, che risponde prendendo ad esempio obama, è la dimostrazione che al masochismo dell’elettorato di sinistra non c’è limite.
niente pane e niente pasta oggi perché costano troppo, vergogna! ed è uno sciopero sacrosanto, ci mancherebbe, che se in italia non ci si può più permettere nemmeno il pane e la pasta vuol dire che siamo davvero arrivati alla frutta (ah ah).
però… levi il pane e levi la pasta, la pizza non ve lo dico neanche che ho già chiesto ma dice che vale lo stesso, stringi stringi cosa resta? la carne dici, il pesce, che lo vedi i giapponesi come vivono bene e non si ammalano mai?
e io non ho i soldi per comprarmi un chilo di genzano e mi faccio la spigola? e quando buono buono l’ho aggiustata con un po’ di pomodorini, che anche lì ci sarebbe da fare lo sciopero dell’ortofrutta ma lasciamo andare, la scarpetta per mangiare sto sughetto con che la faccio?!
ma qui è la pancia che parla, non datele ascolto. è la solita crumira…
nota a margine: piace constatare come lo sciopero della pastasciutta di un anno fa abbia scosso dalle fondamenta le coscienze degli speculatori del cibo.
casello autostradale di roma. 18 entrate più una per i trasporti eccezionali. diciotto, D-I-C-I-O-T-T-O entrate di cui DIECI chiuse.
il perché nessun lo sa.
caro direttore,
ho una domanda per lei. capisco che abbia appena preso cornetto e cappuccino e si stia ancora trastullando con le prime pagine dei giornali avversari, ma cerchi di rimanere concentrato per un momento. esattamente, quando ha aperto la lettera di celentano e ha deciso di pubblicarla, perché a tutti va data voce che siamo una democrazia fino a prova contraria, in quel momento lì ha forse avuto la percezione che i megashow televisivi in prima serata in cui adrianone nostro – unico in italia, sta qui il genio – riesce a imporre restrizioni inimmaginabili sulla pubblicità e quant’altro e in cui molleggiando molleggiando ci dice cos’è lento e cos’è rock e che la terra sta morendo e che ci vuole più rispetto per la vita in ogni sua forma, quei megashow lì non dessero sufficiente spazio al nostro per esprimersi liberamente come democrazia vuole?
glielo chiedo perché mi dispiacerebbe potesse accaderle qualcosa di spiacevole, che con quei suoi occhioni blu e quell’aria così paciocca dona tanta serenità a tutti noi, e dio solo sa quanto ce ne sia bisogno di questi tempi.
ora, provi a seguire il mio ragionamento. capisco che i momenti siano diventati due e che per lei il tempo sia denaro, ma lo faccio per il suo bene, creda. dunque segua il ragionamento.
lei che è uomo di mondo e che, voglio ben sperare, ha studiato tanto nella sua vita, non ritiene che lo sproloquio di celentano oltre a non essere di nessuna utilità, non possa dare nemmeno quel conforto da lui tanto sbandierato a un padre che dopo sedici anni (SEDICI sant’iddio!), quando è quasi riuscito a dare a sua figlia un po’ di pace, si sente dire che magari lei invece è “in uno stato di grande serenità, in attesa del trionfale ingresso nella vita celeste”?
direttore, guardiamoci nelle palle degli occhi, lei davvero non pensa che quel poveretto stia cercando un’ascia per venire a dare un po’ di serenità anche a lei e a quell’altro mentecatto? no?
allora buona colazione.
da quello che scrivo ultimamente si direbbe che berlusconi non sia mai tornato al governo, che non si sia mai parlato seriamente di immunità per le alte cariche dello stato (anche perché come si potrebbe…) e che nessun demente con degli occhiali ridicoli abbia mai avuto il coraggio di proporre di schedare le impronte digitali dei bambini rom (le impronte dei bambini, santiddio! ma la folgore di zeus non si scaglia mai con un po’ di precisione sull’uccello di chi dice ste minchiate senza una maschera di crusty il clown sulla faccia?).
bene, dicevamo. si direbbe che niente di tutto questo sia mai successo o al limite che non me ne freghi niente.
ecco infatti, non me ne frega niente. non un po’ meno di una volta, niente. zero. perché non ci si può indignare all’infinito, viviamo in un paese che rispecchia esattamente ciò che siamo, sarà il caso che incominciamo a farcene una ragione. e non si tratta nemmeno di essere disillusi e di aver smesso di lottare, è che non c’è più tempo. fiumi di inchiostro sul pompino della carfagna al cavaliere e una fila di gente pronta a dissociarsi il più in fretta possibile dall’invettiva della guzzanti, quando l’unica cosa sensata da dire a mio avviso sarebbe stata:
fra trent’anni, quaranta se ci dice culo, sarà tutto finito e sarà finito perché ci saremo mangiati tutto, avremo tagliato tutto, bruciato tutto, consumato tutto, distrutto tutto. allora vi sembra il caso di sprecar tempo a parlare del pompino della carfagna?!
tra l’altro, come fate ad addormentarvi poi con quest’immagine orrorifica negli occhi? ma restiamo sul punto…
non ve ne accorgete che le stagioni sono andate a puttane, che mezza italia fa la conta dei vecchietti uccisi dal caldo e l’altra mezza dei bambini morti per lo straripamento improvviso di un fiume o per lo smottamento di un monte? che per farsi un’insalata mista bisogna vendere i bot, che in una cinquecento scassata come la mia ormai ci vanno sette barili di petrolio? ma quanto può durare secondo voi, eh? e pensate che la gente che fa la fila di notte davanti all’apple store per comprare una cosa di cui non ha bisogno e che certamente non sa usare sia disposta a rinunciare alle macchine e ai condizionatori per vivere dieci anni in più? ma neanche morta, che poi è esattamente quello finirà per essere, stecchita.
allora dai, non si può sprecare il tempo così. se avete tutta quest’urgenza di azione, fate qualcosa, ma non passate la vita a parlare all’infinito di cose che sono sempre le stesse da che abbiamo memoria. ingegnatevi per trovare un modo per far andare le macchine a letame, piuttosto, piantate un albero, costruite un mobile, qualcosa che resti, non lo so. o godetevi quello che vi resta se preferite, ma sprecare fiato per beppe grillo e la guzzanti che strillano in piazza o per berlusconi che a settan’anni e passa sgomita ancora per il potere come se ne avesse venti… dieci anni fa poteva andare ma adesso, detto francamente, non mi sembra che possiamo più permettercelo.
malgrado i piedi storti di luca toni, voglio dire…
l’argomento principe della serata stavolta è stato: quanto avresti paura tu a incontrare cassano da solo una sera per strada?
seguito a ruota da:
- bellino de rossi…
- bellino?? quello è uno che ti ruba il motorino a tor bella monaca e ti punta il coltello alla gola per farti stare zitto!
per dire che non ha tutti i torti berlusconi a fare la politica del terrore, l’italiano medio non si fida nemmeno di uno che segna un gol agli europei, non vive mica tranquillo. che poi, sarà italiano italiano sto de rossi? mah…