Archivio categoria: ‘w l’italia’

giovedì, 24 settembre 2009

guarda la metto così, nuda e cruda, non voglio neanche commentare…

lunedì, 22 giugno 2009

caporetto

beh dai, però non è andata tanto male. il ventitré per cento dico. potevano votare in quindici, quindici persone fisiche proprie, potevano non far votare per niente, potevano dare dieci frustate a tutti quelli che uscivano dalla cabina. per dire quanto poteva andare peggio, poteva poteva.

ma l’esperienza non è stata vana, no no no. da un simpatico cartoncino appeso fuori dal seggio e recante in alto il titolo ‘le mie vacanze’, ho scoperto che il cento per cento del campione intervistato tra i poppanti d’italia identifica il concetto di vacanza con il mare. vittoria schiacciante, ah ah. i fautori della montagna si riuniranno presto in congresso per esaminare i motivi dell’ormai insanabile distacco tra il vertice e la base.

domenica, 21 giugno 2009

false speranze

sul calar della sera, la famiglia al gran completo si dirige baldanzosa verso il seggio elettorale perché l’unione, psicologicamente parlando, fa la forza. qualunque sia il risultato finale, almeno il cinquanta per cento più uno degli elettori avrà alzato le chiappe dal divano per andarsi a prendere l’ultimo diritto che ancora gli è rimasto, sicuro come la morte. ne siamo certi, certissimi. dobbiamo esserne certi, almeno per dare il buon esempio alla prole porca miseria.
nonostante la nostra granitica fiducia nell’elettorato italiano, però, il capannello di gente che ci si para davanti appena entrati ci lascia un tantino stupiti. ma è solo un momento, poi la speranza mai sopita ha la meglio. hai capito l’elettore! un moto d’orgoglio finalmente, un po’ di sana voglia di riprendersi quel che gli spetta. vuoi vedere che qualcosa sta iniziando a cambiare, vuoi vedere che le coscienze si sono risvegliate, che il senso civico è al fin risorto!

poi, nascosto dietro a una colonna, furtivamente fa capolino un televisore. italia-brasile: 0-3. e vaffanculo.

martedì, 16 giugno 2009

italiani-americani: una faccia, una razza

questi giorni va di moda lo spot elettorale autogestito, che bene che va è triste e scialbo. bene che va. ma a volte punta al largo respiro, al confronto con i grandi leader europei e mondiali, e si apre a nuove prospettive.

- questa legge elettorale è stata definita una ‘porcata’ persino da chi l’ha promulgata. e a ragione, perché rende impossibile governare senza dover sottostare al continuo ricatto degli alleati di coalizione. ce lo vedete obama a dire…
- no.
- come dice, scusi?
- no, non ce lo vedo.
- ma così tarpa le ali al confronto di largo respiro, scusi. barack obama, dicevo, ce lo vede lei a dire…
- senta guardi, io barack obama non lo vedo da nessuna parte. primo perché uno come obama si guarderebbe bene dall’occuparsi di politica in un paese come il nostro, ché è una persona seria. e secondo per quell’altra faccenda…
- quale faccenda?
- QUELLA faccenda.
- non capisco.
- ce l’ha presente lei obama, no? l’avrà vista qualche sua fotografia in giro…
- sì, un bell’uomo, ha un po’ le orecchie da topolino, ma mia moglie dice che è tanto affascinante…
- ma quale affascinante e affascinante, andiamo, non faccia lo gnorri! obama è negro e i negri qui da noi non vanno al governo, non li farebbero nemmeno entrare a montecitorio, li fermerebbero all’ingresso per controlli. lo so io, lo sa lei, lo sa calderoli. ci mancherebbe anche questa, un negro al governo…
- ma lei è razzista, scusi! a parte il fatto che a volerla dire tutta obama è meticcio, poi se fosse figlio di madre etiope e padre padano ad esempio, un figlio dell’italico impero voglio dire, ecco qui che…
- ecco qui che…? no, dica dica, cosa vorrebbe dimostrare lei con questo ragionamento? non starà mica pensando… no, eh?!
- tripoli, bel suol d’amoreeee… na na nana na na nanana naaaaa!
- senta lei, non ricorra al sentimento nostalgico per far passare l’idea che uno come obama potrebbe essere eletto anche qui da noi, che potrebbe diventare capo del governo addirittura, non ci provi nemmeno. ma siamo impazziti?
- quindi mi sembra di capire che lei voterà no al referendum.
- ah no, io non ci vado mica a votare.
- …
- non mi guardi con quegli occhi, su. sarà mica colpa mia se i referendum li fate d’estate. ho già l’ombrellone prenotato, che facciamo, buttiamo via i soldi? ma non lo sa che c’è la crisi, glielo devo dire io? poi ci meravigliamo se questo paese è allo sbando…

giovedì, 28 maggio 2009

che tenerezza…

in un’epoca storica in cui una relazione sentimentale media dura due notti e tre giorni, vedere sandro bondi negare l’evidenza e abbaiare come un cane impazzito che sta per essere abbattuto pur di difendere l’uomo della sua vita, beh, è qualcosa che riempie il cuore di speranza. 

venerdì, 22 maggio 2009

puntualizzazioni

il viso malinconico di donna veronica sulla prima pagina del corriere è qualcosa che strappa l’anima. la compostezza e la forza con cui sta cercando di affrontare la fine del suo amore sono ammirevoli, le sue figlie devono esserne fiere. solo con le amiche più care la signora lario si è lasciata andare ad un commento esasperato: “mi sono messa contro uno degli uomini più potenti del mondo. capite che sarà durissima?”
quanta amarezza, quanto dolore nelle sue parole. vorrei rivolgerle una parola di conforto, per quanto ciò sia possibile…

ciccia, non è che quando l’hai conosciuto fosse il mahatma gandhi, eh?!

martedì, 19 maggio 2009

certezze che vacillano

«il parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso» e inoltre «la xenofobia si sconfigge solo con l’integrazione, a partire da quella scolastica».
ma dimmi tu se una a trent’anni si deve ritrovare a essere d’accordo con gianfranco fini.

mercoledì, 13 maggio 2009

ma va?

scooppone di repubblica sulla munnezza in campania. pare che le montagne di rifiuti, che per mesi hanno tenuto prigioniere le popolazioni di mezza campania, non si siano miracolosamente dissolte nel nulla come qualcuno credeva, ma siano finite bensì a ferrandelle. dicesi ferrandelle un’area confiscata al boss della camorra francesco schiavone – sandokan per chi mangia pane e saviano – che avrebbe dovuto essere destinata a diventare una fattoria di prodotti tipici.

scusate, ma perché secondo voi che fine aveva fatto, se l’erano mangiata? che fa l’italiano medio quando è in ritardo e gli ospiti sono già fuori dalla porta? alza il tappeto e butta la polvere sotto.

- cavaliere senza macchia e senza paura: allora! che è sto casino qua? tutto sporco, una puzza… ma che è?
- popolo risparmiato dal vulcano: no niente, è che la camorra ha deciso che la munnezza non può più andare nelle discariche.
- csmesp: oh gesù, e perché?
- prdv: boh, dice che si annoiava.
- csmesp: spe che ci parlo io. la conosco da quando era piccola, ti pare che non ci mettiamo d’accordo? senti un po’ tu, piccere’, la vuo’ leva’ ‘e miezz sta munnezza o no?
- camorra: ntz
- csmesp: e su ja, nun me fa fa’ figure, che tengo gente qua…
- c: auffaaa… vabbbuò, ma drent’ ‘a discarica no, se no che può dicere a gente, che simm’ amici?
- csmesp: e pure tu tiene ragione.
- c: ce pienz’ io, tengo na casetta fuori mano, mettimm’ tutto allà.
- csmesp: maronna, tutto stu disturbo v’aggia fatto piglià’… grazie!
- c: facimmo ‘o doppio rispetto ‘o solito e simm’ pari accusì.
- csmesp: ma ci macherebbe! grazie piccere’.
- c: pe’ carità, simm’ amici da tant’anne, c’è bisogno ‘e fa’ ‘e cerimonie? quanno vulite… a disposizione.

venerdì, 8 maggio 2009

being filippo facci

un’imbarcazione con 227 immigrati fa naufragio al largo delle coste di lampedusa. le motovedette italiane li soccorrono e li riconducono a tripoli. esultanza da parte di roberto maroni per l’operazione perfettamente riuscita. preoccupazione da parte dell’onu, che accusa l’italia di aver agito contro il principio «assoluto e inderogabile» della convenzione di Ginevra del ’51 che si regge sul concetto del «non respingimento» e del «pieno accesso alle procedure di asilo».

filippo facci riassume brevemente la faccenda in rassegna stampa, concludendo che: “è normale, lo fanno in spagna dove talvolta sparano ai barconi”.
vedi? potevamo sparare. risparmiavamo sul carburante, con quello che costa oggi. ci dobbiamo sempre far guardare dietro, provincialotti che siamo…

mercoledì, 6 maggio 2009

bondi : berlusconi = smithers : mr.burns

se qualcuno si domandasse cosa siano la dedizione e l’amore incondizionato, guardi gli occhi di sandro bondi mentre difende a spada tratta il cavaliere gettando palate di merda su veronica lario.
in fondo a quegli occhietti sonnacchiosi da ciccio di nonna papera, troverete un lumicino che brilla: è la speranza.