Archivio categoria: ‘w l'italia’

mercoledì, 20 gennaio 2010

cose sparse

1) questo lo mettiamo per primo così ci leviamo subito il dente. io non posso credere che all’alba del 2010, con il mondo che sta per finire perché ci siamo mangiati e bevuti tutto quello che ci avevano dato da mangiare e da bere, si discuta ancora se riabilitare o meno la figura di bettino craxi. veramente. arriva un momento in cui il senso del decoro dovrebbe avere la meglio.
e torniamo tosto a parlare di aria fritta, perdonate la spiacevole digressione.
2) malgrado durante la pausa pranzo ci sia sempre qualcuno che tenti di parlare di lavoro, noto ogni volta con piacere come ci sia sempre qualcun’altro che riesca abilmente a buttarla in vacca.
3) ieri ho avuto quattro cambi di umore in dieci ore, ma mi ha detto culo e la sequenza è stata male-bene-male-bene.
4) passando in macchina nel mio pezzo di tragitto casa-lavoro preferito (che è quanto di più lontano si possa immaginare da un bel quartiere, lo dico per completezza dell’informazione, e pensandoci se mi si dovesse fermare la macchina lì tornerei a casa senza un rene, nella migliore delle ipotesi. ma resta comunque il mio preferito, perché se guardi a sinistra c’è lo squallore, ma se giri la testa a destra… e comunque) in quel pezzo di strada ci sono dei cespugli di lavanda e guardando mooolto attentamente ho visto il primo fiorellino già bello viola e sbocciato. quindi la primavera chiamatela che arriva.
5) stamattina c’era un sole che sembrava maggio, ma il mio ipod non se n’era accorto e mi passava canzoni da pioggia, quindi è stato tutto uno skip di canzoni bellissime ma piovose, finché non si è convinto del sole che c’era fuori e mi ha passato la colonna sonora adatta. a volte basta parlarci con le cose, che mica sono sceme.

mercoledì, 18 novembre 2009

un post che nasce sacro e muore profano

Io ve l’ho risparmiato il post sul crocifisso nelle scuole, non dite di no. ma posso mai tacere del bianco natale leghista? forse ch’io possa? mi ci tirano per i capelli…
allora, c’è sto comune situato in quel di brescia, coccaglio, il cui sindaco ha dato il via all’operazione white christmas. sentite già bing crosby che canta, eh? lo so, lo sentite voi, figuriamoci io. ora, quest’amabile iniziativa altro non è se non un tentativo di preservare l’italica genia dalla barbara invasione che ci minaccia sempre più dappresso. dice giustamente l’assessore leghista alla sicurezza claudio abiendi: “per me il natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità”. l’accoglienza?! ma accoglienza de che, chi li conosce questi, siamo parenti? per l’appunto, propone giustamente il sindaco, andiamo a prenderli casa per casa e rimandiamoli via a calci nei denti, che va bene il natale ma possiamo mica star qui a farci colonizzare dai poveracci. pensiero che condivido abbastanza, voglio dire. se vieni a casa mia, porta almeno un po’ di soldi, ché se devi venire a farmi disordine tanto vale che te ne resti dove sei. dice, ma a casa mia c’è la guerra e muoio di fame. non è un problema mio, ciccio, sono mica gesù cristo che raccoglieva le puttane per strada eh.

oh, e questo era il primo argomento. veniamo al secondo.
mi chiede l’amicizia su facebook tal glicerio taurisano. io, forte del fatto che un nome così da pirla non possa essere che uno scherzo, mi dico: fammi vedere quale pirla dei miei amici si è registrato con questo nome… e vengo a sapere che: glicerio taurisano, classe ‘62, sposato, direttore commerciale & marketing aziendale, 3079  amici. uhmmm… orientamento politico: ho il pdl nel dna. e vuole diventare amico mio. glicerio, tesoro, cammina vai. pedala.

giovedì, 24 settembre 2009

guarda la metto così, nuda e cruda, non voglio neanche commentare…

lunedì, 22 giugno 2009

caporetto

beh dai, però non è andata tanto male. il ventitré per cento dico. potevano votare in quindici, quindici persone fisiche proprie, potevano non far votare per niente, potevano dare dieci frustate a tutti quelli che uscivano dalla cabina. per dire quanto poteva andare peggio, poteva poteva.

ma l’esperienza non è stata vana, no no no. da un simpatico cartoncino appeso fuori dal seggio e recante in alto il titolo ‘le mie vacanze’, ho scoperto che il cento per cento del campione intervistato tra i poppanti d’italia identifica il concetto di vacanza con il mare. vittoria schiacciante, ah ah. i fautori della montagna si riuniranno presto in congresso per esaminare i motivi dell’ormai insanabile distacco tra il vertice e la base.

domenica, 21 giugno 2009

false speranze

sul calar della sera, la famiglia al gran completo si dirige baldanzosa verso il seggio elettorale perché l’unione, psicologicamente parlando, fa la forza. qualunque sia il risultato finale, almeno il cinquanta per cento più uno degli elettori avrà alzato le chiappe dal divano per andarsi a prendere l’ultimo diritto che ancora gli è rimasto, sicuro come la morte. ne siamo certi, certissimi. dobbiamo esserne certi, almeno per dare il buon esempio alla prole porca miseria.
nonostante la nostra granitica fiducia nell’elettorato italiano, però, il capannello di gente che ci si para davanti appena entrati ci lascia un tantino stupiti. ma è solo un momento, poi la speranza mai sopita ha la meglio. hai capito l’elettore! un moto d’orgoglio finalmente, un po’ di sana voglia di riprendersi quel che gli spetta. vuoi vedere che qualcosa sta iniziando a cambiare, vuoi vedere che le coscienze si sono risvegliate, che il senso civico è al fin risorto!

poi, nascosto dietro a una colonna, furtivamente fa capolino un televisore. italia-brasile: 0-3. e vaffanculo.

martedì, 16 giugno 2009

italiani-americani: una faccia, una razza

questi giorni va di moda lo spot elettorale autogestito, che bene che va è triste e scialbo. bene che va. ma a volte punta al largo respiro, al confronto con i grandi leader europei e mondiali, e si apre a nuove prospettive.

- questa legge elettorale è stata definita una ‘porcata’ persino da chi l’ha promulgata. e a ragione, perché rende impossibile governare senza dover sottostare al continuo ricatto degli alleati di coalizione. ce lo vedete obama a dire…
- no.
- come dice, scusi?
- no, non ce lo vedo.
- ma così tarpa le ali al confronto di largo respiro, scusi. barack obama, dicevo, ce lo vede lei a dire…
- senta guardi, io barack obama non lo vedo da nessuna parte. primo perché uno come obama si guarderebbe bene dall’occuparsi di politica in un paese come il nostro, ché è una persona seria. e secondo per quell’altra faccenda…
- quale faccenda?
- QUELLA faccenda.
- non capisco.
- ce l’ha presente lei obama, no? l’avrà vista qualche sua fotografia in giro…
- sì, un bell’uomo, ha un po’ le orecchie da topolino, ma mia moglie dice che è tanto affascinante…
- ma quale affascinante e affascinante, andiamo, non faccia lo gnorri! obama è negro e i negri qui da noi non vanno al governo, non li farebbero nemmeno entrare a montecitorio, li fermerebbero all’ingresso per controlli. lo so io, lo sa lei, lo sa calderoli. ci mancherebbe anche questa, un negro al governo…
- ma lei è razzista, scusi! a parte il fatto che a volerla dire tutta obama è meticcio, poi se fosse figlio di madre etiope e padre padano ad esempio, un figlio dell’italico impero voglio dire, ecco qui che…
- ecco qui che…? no, dica dica, cosa vorrebbe dimostrare lei con questo ragionamento? non starà mica pensando… no, eh?!
- tripoli, bel suol d’amoreeee… na na nana na na nanana naaaaa!
- senta lei, non ricorra al sentimento nostalgico per far passare l’idea che uno come obama potrebbe essere eletto anche qui da noi, che potrebbe diventare capo del governo addirittura, non ci provi nemmeno. ma siamo impazziti?
- quindi mi sembra di capire che lei voterà no al referendum.
- ah no, io non ci vado mica a votare.
- …
- non mi guardi con quegli occhi, su. sarà mica colpa mia se i referendum li fate d’estate. ho già l’ombrellone prenotato, che facciamo, buttiamo via i soldi? ma non lo sa che c’è la crisi, glielo devo dire io? poi ci meravigliamo se questo paese è allo sbando…

giovedì, 28 maggio 2009

che tenerezza…

in un’epoca storica in cui una relazione sentimentale media dura due notti e tre giorni, vedere sandro bondi negare l’evidenza e abbaiare come un cane impazzito che sta per essere abbattuto pur di difendere l’uomo della sua vita, beh, è qualcosa che riempie il cuore di speranza. 

venerdì, 22 maggio 2009

puntualizzazioni

il viso malinconico di donna veronica sulla prima pagina del corriere è qualcosa che stappa l’anima. la compostezza e la forza con cui sta cercando di affrontare la fine del suo amore sono ammirevoli, le sue figlie devono esserne fiere. solo con le amiche più care la signora lario si è lasciata andare ad un commento esasperato: “mi sono messa contro uno degli uomini più potenti del mondo. capite che sarà durissima?”
quanta amarezza, quanto dolore nelle sue parole. vorrei rivolgerle una parola di conforto, per quanto ciò sia possibile…

ciccia, non è che quando l’hai conosciuto fosse il mahatma gandhi, eh?!

martedì, 19 maggio 2009

certezze che vacillano

«il parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso» e inoltre «la xenofobia si sconfigge solo con l’integrazione, a partire da quella scolastica».
ma dimmi tu se una a trent’anni si deve ritrovare a essere d’accordo con gianfranco fini.

mercoledì, 13 maggio 2009

ma va?

scooppone di repubblica sulla munnezza in campania. pare che le montagne di rifiuti, che per mesi hanno tenuto prigioniere le popolazioni di mezza campania, non si siano miracolosamente dissolte nel nulla come qualcuno credeva, ma siano finite bensì a ferrandelle. dicesi ferrandelle un’area confiscata al boss della camorra francesco schiavone – sandokan per chi mangia pane e saviano – che avrebbe dovuto essere destinata a diventare una fattoria di prodotti tipici.

scusate, ma perché secondo voi che fine aveva fatto, se l’erano mangiata? che fa l’italiano medio quando è in ritardo e gli ospiti sono già fuori dalla porta? alza il tappeto e butta la polvere sotto.

- cavaliere senza macchia e senza paura: allora! che è sto casino qua? tutto sporco, una puzza… ma che è?
- popolo risparmiato dal vulcano: no niente, è che la camorra ha deciso che la munnezza non può più andare nelle discariche.
- csmesp: oh gesù, e perché?
- prdv: boh, dice che si annoiava.
- csmesp: spe che ci parlo io. la conosco da quando era piccola, ti pare che non ci mettiamo d’accordo? senti un po’ tu, piccere’, la vuo’ leva’ ‘e miezz sta munnezza o no?
- camorra: ntz
- csmesp: e su ja, nun me fa fa’ figure, che tengo gente qua…
- c: auffaaa… vabbbuò, ma drent’ ‘a discarica no, se no che può dicere a gente, che simm’ amici?
- csmesp: e pure tu tiene ragione.
- c: ce pienz’ io, tengo na casetta fuori mano, mettimm’ tutto allà.
- csmesp: maronna, tutto stu disturbo v’aggia fatto piglià’… grazie!
- c: facimmo ‘o doppio rispetto ‘o solito e simm’ pari accusì.
- csmesp: ma ci macherebbe! grazie piccere’.
- c: pe’ carità, simm’ amici da tant’anne, c’è bisogno ‘e fa’ ‘e cerimonie? quanno vulite… a disposizione.