arrivo in ufficio stamattina che è lunedì. lunedì mattina, capite? ora, con tutto il buonumore del mondo, questo dato resta incontrovertibile, e non c’è verso di migliorare la situazione fino a stasera alle 21.00, quando sarò tornata da nuoto e potrò spalmarmi in un velo sottilissimo di me sul divano.
fuori c’è un sole che fa finta di essere primavera, e va bene, ho sfidato le leggi dello spazio-tempo e corri corri corri ho lanciato il cartellino sul badge alle 9.00.59, siamo d’accordo, ma è pur sempre lunedì, e fino alle 21.00 di questa sera non c’è verso.
ma torniamo a noi. arrivo in ufficio e apro il corriere.it. che già questa cosa qui voi non lo sapete ma fa un po’ tristezza, perché fino a poco tempo fa avrei aperto il sito di repubblica. ma che scherziamo, il corriere?! repubblica si legge a casa mia, sempre letto, è un punto fermo come mio nonno che a ottobre fa il vino. poi si legge anche il corriere, per carità, che qua siamo tutta gente studiata… ma per secondo. invece da qualche mese mi sono arresa all’evidenza dei fatti: il sito di repubblica.it è un affronto al giornalismo italiano e internazionale, se scalfari fosse morto si rigirerebbe nella tomba. così per la versione web ho invertito l’ordine di priorità. non si sa proprio più in che credere al giorno d’oggi…
fine della premessa, inizio del post.
sul sito del corriere oggi (lunedì!) c’era questo articolo: scopri quando andrai in pensione. ovviamente ho fatto la prova simulata, perché evitarsi un’inutile sofferenza di lunedì mattina? risultato: altri 30 anni di lavoro (sentite anche voi improvvisamente tanto freddo?) al termine dei quali percepirò, se tutto va bene e se quelli più vecchi di me non si mangeranno tutto nel frattempo, una pensione di 100 euro più alta di quella di mio nonno, classe 35 e licenza elementare.
buon lunedì.
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