Archivio categoria: ‘teleridicolo’

venerdì, 21 maggio 2010

pausa pranzo: parliamo di cose serie

mi sono presa un po’ di tempo, ma sento di potermi finalmente sbilanciare sull’argomento e decretare la nostra formazione definitiva, che è la seguente: io, dick, il cherubino, monty, barbie e ken. e a vederci tutti insieme così adesso, belli come il sole, sembra facile, ma fate presto voi… ci sono voluti mesi di debutti e prove generali per arrivare a siffatta perfezione, che per le cose belle ci vuole cura, non vengono mica fuori così da sole, c’è sempre dietro qualcuno che le accudisce e le incoraggia e poi fa un passo indietro per guardarle alla giusta distanza, pieno di soddisfazione, e constatare che, sì, sono venute proprio bene.
per dire quanto ci vuole a mettere in piedi una formazione perfetta, che oggi va bene in ufficio ma domani te la ritrovi bell’e pronta in giro per il mondo, e fermala tu allora se sei capace.

venerdì, 7 maggio 2010

la dura vita dei carbonari

stamattina il mio pezzetto di strada era avvolto fra le brume della brughiera, se guardavi lontano lontano potevi vedere distintamente heathcliff che aspettava la sua cathy, sì sì. poi c’erano anche i papaveri perché è pur sempre maggio, ma c’erano delle cime tempestose che vattene… avrei dovuto capirlo da lì come sarebbe stato l’andazzo della giornata.
e infatti arrivo in ufficio e sono tutti sul piede di guerra per quel mezzo sciopero che stiamo facendo. mezzo, perché lo sciopero funzionerebbe così, riporto da wiki: per sciopero si intende l’astensione collettiva dal lavoro di lavoratori dipendenti allo scopo di rivendicare diritti, per motivi salariali, per protesta o per solidarietà. ora noi però non è che possiamo fare proprio sciopero sciopero, che se no jabba the hutt ci fucila tutti su pubblica piazza, ci limitiamo a un mesto blocco degli straordinari, che fa ridere per sua natura se ci pensate. tu mi sfrutti e mi tratti maluccio anzichennò, io per il momento evito di incrociare le braccia che se no tu mi mandi a casa, e lo so perché sei un gran bastardo, ma almeno evito di lavorare più di quanto mi spetta, ti pare? pensi sia scortese? e lo so, noi gente del popolo siamo fatti così, ingrati per natura e privi di buone maniere.
però fin qui non ci sarebbe niente di strano, noi protestiamo, lui s’incazza e ci minaccia di licenziamento, tutto a posto. un po’ meno a posto è quando chi non è neanche iscritto al sindacato, e quindi figurarsi se aderisce allo sciopero, ci tiene a mettere nero su bianco che io non c’entro niente eh? quelli? e chi li conosce, ma per carità. se proprio vuoi licenziare voltati da quella parte, grazie.
ecco, io questo dissociarsi lo trovo così tanto triste, avvilente e… piccino, che mi verrebbe voglia di augurargli di continuare a lavorare lì finché pensione non sopraggiunga. ma no dai, sarebbe veramente da carogne e noi, voi lo sapete, bolscevichi sì ma dal cuore tenero.

martedì, 13 aprile 2010

del farsi beffe di poveri cristi

ieri era novembre, forse anche dicembre, solo senza la parte bella del natale. c’era un clima da piccola fiammiferaia, fuori al freddo e al gelo senza più fiammiferi, non so se mi spiego. la notte me la sono fatta bianca che più bianca non si può, la mattina è stata lenta che sono sembrate tre, uno si aspetta non dico comprensione ma un segno di speranza almeno. e, come dio vuole, arriva la pausa pranzo. quando usciamo miracolosamente è aprile, un unico scopo ci muove tutti lungo la via, malgrado i bastian contrari, malgrado i pessimisti, un pensiero e uno solo: il gelato della signora che ci aspetta a braccia aperte in fondo al tunnel.
e il gelato non c’è. e questo, amici miei, questo vuol dire essere immotivatamente, perversamente dei gran bastardi.

postilla da vecchia pazza: l’avete visto anche voi che dove ti giri c’è un glicine in fiore, vero? ed è per questo e per nessun altro motivo che il mondo adesso è un posto migliore in cui vivere, dico bene?
lo so, fa lo stesso effetto anche a me. ah… giovani cuoricini miei, andate e innamoratevi tutti.
postilla da vecchia pazza inacidita: prima o dopo mi toccherà di ucciderla, ché ogni sua parola vuota e vana dà una mazzata in testa a qualunque tipo di emancipazione femminile, oltre a riempire l’aria di inutile rumore.
buone cose.

venerdì, 9 aprile 2010

il mare arriva quando hai bisogno di lui

non so perché, non so percome, ma questa settimana corta è durata un mese. per ogni cosa da fare ce n’erano tre a cui pensare e tempo per pensare ne ho avuto sempre troppo poco. ma è andata bene eh, che a conti fatti ne siamo usciti vivi ed è già tanto.
cose importanti ne abbiamo fatte e cose belle anche, ho chiacchierato fitto fitto con letti flavia e siamo finalmente venute a capo di una verità: non è un organetto e non è una fisarmonica la sua, è un oggetto ornamentale di non meglio definita funzione. ma deve servire a tre cose: suonare la pizzica, suonare de andré e suonare la sigla di coda di lupin, io sento che possiamo farcela.
la pausa pranzo, noi dello zoccolo duro, ormai la passiamo stesi al sole come i gatti, aspettando che la signora decida che è arrivata la stagione giusta per fare i gelati. ascoltiamo cose belle e pensiamo già all’estate. io intanto, per non sapere né leggere né scrivere, mi sono portata avanti con il lavoro e me ne sono andata al mare, voi passate un bel week end e statemi bene. poi quando torno, se torno, ci si vede da qualche parte e ce lo raccontiamo.

lunedì, 29 marzo 2010

mezzo vuoto mezzo pieno

oggi una giornata che sembravano due. ci siamo persi anche il sole della pausa pranzo chiusi dentro un posto che aveva il condizionatore acceso, hai visto mai facesse freddo. e questo è un chiaro segno dell’apocalisse che bussa alla porta, quando non si è più lucidi nemmeno per scegliere la pausa pranzo giusta. niente chiacchiere, niente canzoni, niente sole splendido splendente, niente di niente, solo mail e telefonate e cassette visionate negli scantinati, una tristezza che la metà bastava.
ma poi sali in macchina e ti accorgi che non servono più i fari ché è ancora giorno e guardi dritto davanti a te e vedi una luna piena enorme e bianca appoggiata sui colli ed esprimi il tuo desiderio, che il prossimo sarà tra un mese, e quando lui torna a casa vedi la busta con i pacchettini del thailandese, perché è stata una brutta giornata per tutti ma è il vostro anniversario e lo sapete solo voi due. allora pensi che in fondo, a conti fatti, non è andata poi tanto male.

venerdì, 19 marzo 2010

friday i’m in love

e se lo dicono i cure, io ci credo. oggi niente limoncello time e niente calzone da salvatore, che ha cercato di tenerci buoni con un vassoio di dolcetti ma no, siamo stati irremovibili. mangiati fino all’ultimo, ma con irremovibile scontento.
però la giornata era cominciata con una certa qual nota giuliva data da un’improvvisa intuizione di barbie fior di loto, che ci ha passato un pezzo che più anni ’8o non si poteva. e il pezzo giusto chiama playlist, va da sé… io poi ormai sforno playlist come cornetti a colazione, che nella vita non si sa mai. metti che ti viene voglia di ascoltare quella cosa lì, puoi mai andare a cercarla fra i cd che poi bisogna ricordarsi dove sono, trovarli, aprire la custodia… una fatica del tutto priva di senso, voi questo lo sapete bene. e poi abbiamo prenotato amsterdam! io la lonely planet ancora non la compro che porta sfiga, ma ho biglietti e ferie firmate e se non è viaggio imminente questo ditemi voi. per il resto niente, ci sono previsioni di mangiate ciclopiche per questo weekend, ma saprò darvi maggiori dettagli quando rientrerò alla magione barcollando.
fino ad allora, as usual, statev’ bbuon’.

venerdì, 12 marzo 2010

cose buone

una giornata oggi che non passava mai, mai. abbiamo provato a spingerla, a prenderla a calci, a ubriacarla… niente. adesso, se dio vuole, pare sia giunta al tramonto, ma non lo so eh… che le giornate così sono infide, quando meno te l’aspetti ricominciano daccapo come niente fosse.
cooomunque, dopo una comunicazione sindacale ammantata di ridicolo di cui parleremo diffusamente nei prossimi giorni, dopo un po’ di musica bella ascoltata in solitaria, dopo qualche sguardo finalmente più disteso, me ne sono andata a trovare rifugio nei miei blogghetti, che quando devi passare il tempo non ti abbandonano mai. ho riso tanto, da sola che non è proprio lo stesso, ma ho riso. e mi sono preparata spiritualmente al viaggio che è ora, se ne sente la mancanza da queste parti.
quindi niente, statemi bene anche voi eh, che ci tengo.

venerdì, 5 marzo 2010

del risalire la china il venerdì

la settimana finora aveva fatto abbastanza cagare, possiamo dirlo tranquillamente che tra di noi non ci formalizziamo più. senonché stamattina il sole splendeva alto nel cielo e io avevo l’ipod felice, il che ha fatto sì che la giornata iniziasse con un certo qual entusiasmo. poi no, poi è arrivato novembre, ma è quello il bello della luce al neon che ci puntano contro, a noi polli in batteria, no? e infatti.
poi c’è stata la pausa pranzo soli uomini, io dick e il cherubino, che prima mi hanno preso amabilmente per il culo perché non mi viene il barrè (no, non mi viene, non vi ci mettete anche voi), con quella faccia di chi dice giusto a una femmina può non venire il barrè, però poi mi hanno trattata abbastanza da maschio e non succedeva dai tempi di caruso fiore e l’imbecille voglio dire, è quasi l’alba di una nuova era amici, c’è di che festeggiare.
poi ci sono state un po’ di chiacchiere sceme e musica bella e cioccolatini, che se vai a vedere son le uniche cose che ci si ricorderà, che il resto è rumore di fondo.
poi c’è stato il mio colpo di genio. ho trovato le foto nascoste che cercavo e mi sono sentita veramente, veramente, veramente la regina del web. ma non mi hanno dato soddisfazione che io purtroppo frequento la gente sbagliata, questa è la verità, mi circondo di perfide carogne che minano la mia autostima, ma i fatti parlano e fino a nuovo ordine resto la regina del web. così è deciso, l’udienza è tolta.

venerdì, 5 marzo 2010

strani giorni

giorni strani. si parla per dire cose di cui poi ci si pente e si resta in silenzio sprecando del tempo prezioso, che poi non ce ne sarà più. io passo il tempo mangiando cioccolata e rosicchiando unghie, poi mando giù tutto a sorsi di limoncello, la guest star dell’open space.
c’è una spiegazione a tutto, state calmi… è andata così. si era lì che si pranzava seduti attorno alla tavola rotonda, quando monty dice sai cos’è che mi piace un sacco? il liquore alla liquirizia, e il cherubino fa sai cos’è che mi fa vomitare? la liquirizia. a casa ho giustappunto una bottiglia di limoncello che però è alla liquirizia e quindi mi fa schifo. e allora io faccio, fa schifo a te mica a noi, portalo che ce lo beviamo. e quello non ti arriva il giorno dopo con la bottiglia nascosta nella busta come i barboni di new york, diavolo d’un cherubino? quindi ecco spiegato il limoncello in open space, c’è una spiegazione a tutto, ve l’avevo detto. un cicchetto per la ricreazione della mattina, uno per la merenda del pomeriggio e la giornata è passata quasi indolore, lo consiglio caldamente a tutti.
e basta, questa era l’unica nota di merito della settimana. sono giorni strani, strani parecchio.
ci sarebbe giusto da segnalare l’ingresso trionfale di un nuovo, meraviglioso personaggio: barbie fior di loto. ma questa è un’altra, altrissima storia.

venerdì, 26 febbraio 2010

post catartico

io questa cosa ve la devo proprio dire, perché mi sento un essere abietto e ho bisogno di espiare. fatemi espiare, siate gentili, che poi sto meglio. pare tra l’altro che la cenere sui capelli faccia bene, che vengano fuori tutti belli lucidi, me lo confermate? o è la solita leggenda metropolitana? ma comunque questa è un’altra storia, rimanete concentrati.
allora, io di lavoro scrivo cazzate, questo voi dovete saperlo, penso sia giunto il momento, ci conosciamo da tanto tempo ormai. scrivo cazzate e svolgo qualche altra mansione accessoria, ma per lo più scrivo cazzate. e fin qui io non ci trovo niente di male. voglio dire, c’è gente che di mestiere fa il politico, non scherziamo. in questo particolare momento storico, però, mi è stato chiesto di spammare il mondo intero con la seguente richiesta: vuoi tu, oh blogger molto molto figo di fama mondiale che io ho selezionato proprio per la tua figaggine et serietà, vuoi tu linkare le cazzate che io scrivo così da dare credibilità alle stesse? ecco, io sono tre giorni che mando mail in cui cerco di arrampicarmi sugli specchi nel modo più elegante e gentile che ho potuto inventarmi. vi prego di immaginare che in un tempo lontano io potessi essere migliore di così.

mi sento meglio. grazie, potete andare.