Archivio categoria: ‘roma val bene una messa’

venerdì, 12 febbraio 2010

e zitta e zitta, poi…

e fu la neve. all’inizio era un po’ finta eh, che per terra era bagnato quindi non attaccava, ma adesso nevica proprio, fiocchi grandi come kleenex, mica nevischio da discount. in giro è tutto bianco, dicono che succede così quando scende quella cosa lì ma boh, a noi sembra tanto strano e usciamo a toccare per vedere com’è. stamattina, che facevano due gocce di pioggia e di neve neanche l’ombra, non c’era un’anima in giro, perché a roma se dici neve si sta a casa che è vacanza. tempo di percorrenza casa-ufficio: 2 minuti e 37 secondi.
poi arrivo qui e inizia a fioccare, ma per davvero, non come succede di solito che cade un po’ di pioggia con qualcosa dentro e non se ne accorge nessuno, fiocca proprio, che io adesso non lo so bene come funziona la neve, ma secondo me è quella. e fiocca fiocca, dopo un po’ è tutto bianco e allora scendiamo alla macchinetta del caffè (che qui da noi bisogna uscire per andare alla macchinetta, perché secondo lui, il capo, questo dovrebbe scoraggiare alla pausa caffè, ah ah), ci prendiamo una cioccolata calda, perché neve chiama cioccolata, tiriamo due palle di neve, facciamo un po’ di foto e guardiamo intorno e diciamo ti ricordi quella volta? e dove giri giri vedi solo visi che sorridono, tranne quelli del nord che dicono capirai che sarà mai. ma noi con quelli oggi non ci parliamo.

giovedì, 11 febbraio 2010

roma era tutta candida, tutta pulita e lucida

per noi che siamo di roma la neve è marte, è il primo uomo sulla luna, è il giorno della pensione, una roba che sai che esiste, forse, non è detto, ma certo non da queste parti, una cosa che a noi non è dato sapere. adesso, paaaare che stanotte sia prevista una nevicata.
ora io lo so che a voi non ve ne frega niente perché siete delle maledette carogne, che di neve ce ne avete fin sopra i capelli e bla bla bla, ma noi… e chi l’ha vista mai la neve? è caduta una volta da che sono nata, una, la notte della befana dell’85 e il giorno dopo si tornava a scuola e invece no perché ci siamo svegliati che era tutto bianco. ancora me la ricordo mia madre che entrava in camera a svegliarci e a farci guardare fuori dalla finestra, me la ricordo sì, è successo allora e poi non è successo più, per forza me la ricordo. capite poi perché la protezione civile lancia lo stato di pre-allerta per due fiocchi di neve che forse cadranno forse no? lo stato di pre-allerta? perché non sia mai domani ci svegliamo e fuori c’è un po’ di bianco sulle macchine, dio non voglia, scendiamo in strada tutti e tre milioni quanti siamo e allora lo voglio vedere bertolaso a tenerci buoni tutti, altro che festini e ricattucci poi, voglio vedere come la mette.
quindi adesso io me ne vado a letto, che ho anche un po’ di sonno che oggi ho fatto un sacco di cose, poi domani mi alzo, guardo fuori e se è bianco ci vediamo per strada, che a scuola non ci si va. sarò lì, guardate bene che mi trovate.

venerdì, 29 gennaio 2010

buone giornate

stamattina il mio pezzo di strada preferito era bello come non mai, con il sole e la nebbia che saliva pian piano. e avevo l’ipod felice anche.
quindi ecco, vedete di non rovinarmi la giornata.

martedì, 26 gennaio 2010

giorni bui

la giornata ha inizio con una fanta-riunione plenaria che parte alle 10.00 e termina, ma controvoglia, alla veneranda ora delle 13.40. andiamo a pranzo con le palle che girano a elica, si alza la polvere da terra tanta corrente c’è. quando usciamo piove anche un po’, così l’atmosfera fa pendant con l’umore della truppa. il pomeriggio se ne va in digestione e… basta, più o meno è tutto. il che dà la misura di quanto possa essere inutile a volte persino fare lo sforzo di togliersi il pigiama la mattina.

ah, per completezza dell’informazione, la giornata si conclude con l’ipod che si scarica nel bel mezzo di un mega-maxi-ingorgo. tempo di percorrenza tragitto ufficio-casa: un’ora e mezza. emergenza pipì: codice rosso.

a domani per nuove fantastiche avventure.

venerdì, 22 gennaio 2010

reminder

ricordarsi di fare pipì prima di uscire dall’ufficio per andare a casa. anche se non scappa, anche se oggi ho bevuto poco, anche se tanto ci metto un attimo ad arrivare a casa, anche se ma l’ho fatta cinque minuti fa, anche se, fermati in bagno e falla! perché la prima volta che salti il rituale ti ritrovi ferma in coda per un tamponamento di nove macchine nove, e allora non avrai altra possibilità che maledirti e lanciare uno sguardo furtivo alla bottiglietta d’acqua mezza vuota e, no, non ce la fai a farla lì dentro, idiota.

martedì, 5 gennaio 2010

fellini sarebbe dalla mia

oggi ero lì che trotterellavo nel mio pandino a metano dritta verso casa, quando a un tratto – spinto forse dal vento di bufera che spirava in quel momento ma forse invece dalla mano di dio, chi siamo noi per provare a spiegare il perché e il percome – mi vedo venire incontro un palloncino rosso.
ora voi che avreste fatto davanti a un palloncino rosso che vi corre incontro? appunto, anch’io. ho rallentato e mi sono quasi fermata e ho cercato di schivarlo e ho pregato che no! ti prego!! non mi si buttasse sotto le ruote che non volevo mica ucciderlo così. è stato un moto involontario ma in fondo mica poi tanto, che non si va in giro ad ammazzare palloncini… sotto natale poi, ma che modo è?
fin qui siamo tutti d’accordo, giusto? ecco. allora perché il tizio dietro di me (e ti ho visto dallo specchietto retrovisore, brutto bastardo di un ammazzapalloncini) mi ha guardato come se fossi pazza? perché?
che qualcuno me lo spieghi se ne è capace.

martedì, 22 dicembre 2009

la città di marzapane

la pioggia sta alle strade di roma come la tazza del latte a un biscotto già un po’ molliccio. puoi anche provare a salvare la situazione prendendo un cucchiaino, ma non ne verrà mai fuori niente di buono.

venerdì, 13 novembre 2009

qualcuno dovrà pur dirglielo

giovane ometto che te ne vai bel bello sul tuo motorino a sputare per terra per le strade di roma, con quel casco che sembra il berretto di jovanotti for president. io lo so che ti senti un figo, lo vedo da qui guarda, te lo leggo in quegli occhietti cisposi che hai.
siediti un attimo dai, che ti devo dire una cosa.

venerdì, 6 novembre 2009

a mosca gireranno chiusi nel sacchetto del sottovuoto, non so

roma. lo sapete dove sta roma, no? qual è il clima. ecco, oggi pioveva e c’erano 15 gradi. volgiamo fare 12 per tenerci bassi? facciamo 12. allora c’erano 12 gradi e una fanciulla se ne andava bel bella intabarrata nella sua pelliccia e nei suoi moon boot. a roma.

lo so, è quello che dico anch’io…

domenica, 4 ottobre 2009

alta fedeltà

io sono della scuola di nick hornby, secondo la quale che mondo sarebbe senza classifiche. ormai questa mia follia è nota al mondo, tant’è che quest’anno ho ricevuto 1001 libri da leggere prima di morire e 101 cose da fare a roma almeno una volta nella vita.

ora, voi capite che non ho avuto pace finché non ho saputo il numero esatto di libri che avevo letto e cose da fare che avevo fatto, non c’è bisogno che stia qui a dirvelo. ecco il responso: 73 e 31.

settantatré e trentuno! su milleuno e centouno!! la vedete anche voi la gocciolina nel mare, la vedete?
che poi a me è l’idea di aver fatto solo un terzo delle cose imprescindibili che ci sono da fare nella mia città a disturbarmi di più. ma come si fa? che ho fatto io fino a oggi, dove sono andata a perdere tempo? e tra parentesi, giusto perché non mi si dica che taccio le verità scomode, di quel 31 un buon quaranta per cento riguarda cose mangerecce. se si può andare avanti così… no, ditemi voi. se si può…