Archivio categoria: ‘piovono rane’

mercoledì, 7 luglio 2010

se a voi sembra normale

amica finta bionda che alberghi nel mio specchietto retrovisore, non starò a questionare su quanti e quali danni possa provocare una tintura sbagliata su una giovane e spensierata testolina come la tua, sono problemi tuoi che al più risolverai con un buon terapeuta o con un parrucchiere, in mancanza di meglio.
ma i coprisedile in pelliccia leopardata mi fanno caldo, capisci? ho caldo da qui, sto sudando, e con il caldo si commettono tanti gesti inconsulti di cui poi, solo in taluni casi a dire il vero, ci si pente. quindi che vogliamo fare, li togliamo? non lo so, dimmi tu…

martedì, 22 giugno 2010

lucine colorate, pan di zenzero e tutta quella roba lì

e finalmente è arrivato natale. la rinascente ha rimesso fuori la renna, la pioggia cade ma solo perché non è capace di diventare neve, la gente parla di che fare a capodanno e altre mille inutili amenità. ahhh, il fascino senza tempo di dicembre…

(ieri solstizio d’estate, oggi tisana e copertina davanti alla tivù. io dico solo questo, solo questo…)

venerdì, 11 giugno 2010

t.s.o.

ho lasciato passare il giusto lasso di tempo per poter commentare i fatti con equilibrio, serenità e distacco.
infermiera rapisce neonato, primo commento della madre: la perdono“.
rimandatelo con l’infermiera, date retta, che è il male minore.

lunedì, 31 maggio 2010

sono cose della vita, vanno prese un po’ così…

l’arrivo della bella stagione è infido, perché sei felice e fuori c’è il sole e fa caldo e stai bene, e allora ti rilassi, e abbassi la guardia. e succede che rilassandoti abbassi anche il finestrino della macchina, così, senza pensarci, per far entrare l’aria. solo che insieme all’aria entra anche la musica di quelli intorno e all’improvviso ti accorgi che eros ramazzotti non è più quel concetto astratto che ti eri convinta che fosse, è vivo e lotta in mezzo a noi.
eros ramazzotti è una piaga sociale, amici miei, che continua ad essere purtroppo tristemente sottovalutata.

sabato, 3 aprile 2010

vaste e varie

stavolta non mi hanno fregato, io la mia pasquetta me la sono fatta prima che non è possibile organizzare ogni volta cose fichissime da fare e poi ogni anno piove. anche stavolta, ve lo comunico in anteprima che me l’ha detto google, anche stavolta a pasquetta piove. ma oggi no, oggi c’era un sole da benvenuta primavera e io me ne sono andata a sdraiarmi sull’erba come da programma e quindi ah ah, adesso piovi pure quanto ti pare.
tra l’altro… ve l’avevo detto che ho scoperto un’altra casa bellissima abbandonatissima proprio a due passi da dove abito io? non ve l’avevo detto? me ne sono accorta l’altro giorno, e a occhio e croce quella casa deve essere lì più o meno da sempre, ma io non sono certo famosa per saper cogliere al volo i particolari…
poi volevo dire un’altra cosa di quelle proprio da vecchia rompicoglioni e voi non fate la solita faccia che la vedo già da qui. siete di un’antipatia rara, guardate. allora, la cosa è questa. sto sviluppando una sempre più preoccupante intolleranza per gli errorucci stupidi, quelli da scrittura sciatta. un’intolleranza che va sconfinando nella psicopatia per intenderci, potrei uccidere da un momento all’altro. sì senza accento, sto con l’accento, perché con l’accento grave anziché acuto, punteggiatura messa alla cazzo di cane… ma perché, che vi costa? fatelo per me eh, vi dispiace? su, che le persone anziane vanno accontentate, fatemi sto favore prima che io faccia come michael douglas in un giorno di ordinaria follia. ecco, bene, grazie.
e adesso che qualcuno mi spieghi perché mi è sparito qualsiasi tipo di notifica dei commenti in arrivo. qualcuno me lo dica prima che io impazzisca per sì futili motivi.

venerdì, 12 marzo 2010

è inutile bussare, qui non vi aprirà nessuno

incredibilmente mi trovo a dover dire quanto segue, portate pazienza:
1) questo non è un blog pro sofia loren.
2) questo non è un blog contro gina lollobrigida.
3) questo è un blog a cui gliene frega mediamente una mazza tanto dell’una quanto dell’altra e nutre lo stesso grado di annoiato disprezzo per come entrambe abbiano deciso di ridurre a macchietta quello che un tempo fu un canone di bellezza per un paese intero.
4) ‘questo è un blog’ è un’affermazione forte di cui non sono certa di volermi assumere la responsabilità.
ciò detto, vado a narrare. un milione di anni fa, diosolosacomemisiavenutoinmente, scrissi una delle tante minchiate che sono solita scrivere, relativa nello specifico alla fine indecorosa di claudio-lampade-abbronzanti-a pacchi-baglioni. e fin qui tutto bene, che i fan di baglioni se ne sbattono del mio blog e vivono felici per i fatti loro. ma perché fermarsi a baglioni che poi la vita sarebbe semplice? e butto dentro anche la lollo. e se ne viene giù il mondo.
ora, amici (o più probabilmente amico dai mille soprannomi) difensori della dignità della lollo nazionale, mi rivolgo a voi e spero sia per l’ultima volta, dopo di che sarò costretta ad assoldare un killer che ci liberi per sempre della nostra amata bersagliera: la lollo è la miglior donna del mondo ok? ci sarebbe anche mia nonna quando fa le fettine panate, per dire, ci sarebbe anche letti flavia quando mi racconta le storie sceme volendo, ma no, se devo scegliere una sola donna al mondo io scelgo la lollo, va bene? non mi presentate altre candidature che non le prendo nemmeno in considerazione, per me c’è lei e lei sola. sofia loren dici? pussa via, chi la conosce, allontanate da me quell’indegna creatura.
adesso, amico squilibrato che vieni a farmi visita illudendomi che qualcuno davvero mi stia lasciando un commento (e voi sapete che è una ferita sempre aperta questa per me), gentile paladino difensore dell’onore della nostra, potresti gentilmente sparire dalla mia vista una volta per tutte, che mi sono abbastanza rotta le palle di dover fare canc sui tuoi commenti? non è che non voglia, passerei tutta la vita a riempire il cestino dei tuoi preziosi scritti, ma mi si è infiammato il tunnel carpale capisci? a forza di cliccare su quel cazzo di canc. e siccome ho già il mal di schiena e un po’ di torcicollo anche e la gola così così… insomma un periodaccio, non è per te, davvero. se tu potessi… ecco.

martedì, 9 marzo 2010

almeno io se sto zitta sembro normale

giovane ometto che guidi la polo che mi è dinnanzi e che scruti i miei gesti sbirciando nello specchietto retrovisore, cosa ti fa pensare che il mio cantare a squarciagola in macchina sia più assurdo del tuo andartene in giro con i capelli da indiano cherokee? sentiamo, avanti.

venerdì, 5 febbraio 2010

un pubblico di cinofili e di storditi

parliamo un po’ di aria fritta, vi va? a me non tanto, ma meno ancora mi va di lavorare perciò non mi restate che voi. dunque. ero qui che guardavo i miei begli analytics, giammai per capirci qualcosa ma solo per farmi un po’ di fatti vostri – dove siete con che browser navigate come mi trovate and so on – quando arrivo al meraviglioso capitolo: parola chiave.
ora voi dovete sapere che le chiavi di ricerca sono un argomento che non smetterà mai di affascinarmi, perché la gente da google non vuole solo risposte, vuole conforto e consigli, che là fuori è un brutto mondo amici miei. poi vero è che ognuno ha il pubblico che si merita e infatti voi siete il mio.
1) c’è chi cerca il nome del blog, ogni volta, ogni ogni volta, perché metti che poi non è quello? e lo cerca così: escluo il cane; escluso; escluso il cane blog; esclusoilcane, www.esclusoilcane.com (!), www.esclusoilcane.it (?), blog escluso il cane e via cantando… tutte le varie declinazioni che vi vengono in mente ce le ho, lasciate pure libera la fantasia. poi…
2) poi ci sono quelli che uh, c’è scritto cane nel titolo! vedrai che parlerà di cani… poi magari potremmo dire che l’interesse per il suddetto cane è vasto e vario, ma non stiamo tanto a fare i difficili, questo blog accoglie tutti a braccia aperte, cani e porci: aborto cane, antidepressivo cane, bella trans si fa toccare dal suo cane, cane baci perugina, cane de andré, cane giuliano palma, cane lucio dalla, cane marco mengoni, cane mary poppins, cane preparto, cane silvio, cane tobia mondadori, canzone per far rilassare il cane, il cane di barbie, il cane che morto che si chiama gaetano, il cane muore perché è giunta la sua ora.
ma voi siete il mio pubblico e io vi adoro, malgrado voi.

mercoledì, 30 dicembre 2009

andiamo avanti per la quaterna

e anche quest’anno è arrivato il momento della tombola kitsch, entrata ormai a pieno diritto nella top five delle situazioni mondane irrinunciabili. la parte che preferisco, oltre a quando caruso apre il suo pacchettino e trova qualcosa che ha intenzione di usare VERAMENTE, è il momento della preparazione. andare nel negozio a tutto 50 cent e scegliere i premi è un momento impagabile, davvero. quest’anno poi non ho badato a spese e ho preso anche una cosa che costava 1 euro, che non si potrebbe fare, lo so, ma su alcuni articoli è consigliabile non badare a spese e poi vorrà dire che ci farò un tombolino.
comunque, io ero lì che riempivo il cestino di orrori inenarrabili, con su la mia bella espressione di divertito disgusto stampata in faccia, quando mi accorgo che intorno a me altra gente riempiva cestini con un trasporto quasi pari al mio, ma priva della benché minima traccia di divertimento e/o raccappriccio.
ora, lasciando da parte per un momento l’inquietante sensazione di déjà vu… se io fossi in voi, amati compagni di spese trash, mi porrei delle domande…

giovedì, 24 dicembre 2009

un tranquillo pomeriggio di spese natalizie

quante cose si possono imparare passando il pomeriggio in giro anziché stando a perdere tempo in ufficio, voi non ne avete idea.
innanzitutto puoi venire a scoprire che esistono pantofole da 69 euro (SESSANTANOVEEURO). giuro, ho guardato tre volte, mi sono anche toccata la fronte per sentire se per caso non mi fosse salita la febbre, che non ci potevo credere. sessantanove euro. che se le regalassi a mio nonno me le tirerebbe appresso senza pensarci un momento, per dire quanta tristezza mettono quelle ciabatte lì. quindi è solo per questo che non le ho comprate, giammai per i sessantanove euro, che avrei speso senz’altro volentieri per un prodotto di sì pregiata fattura. non che avessi in mente di comprare pantofole comunque.
poi. ho visto una giovane donna simpaticamente abbiggliata con giubbotto leopardato e colbacco (!!) coordinato. sarà parente di quest’altra qui, vedrai.
avete presente quelle bancarelle che stanno su un lato del marciapiede e che vendono tutto, dal bagnoschiuma alle padelle antiaderenti alle borse simil-louis vuitton? ecco. davanti a una di queste, a una sola, si era radunata una folla spropositata di gente, tanto che ho pensato regalassero soldi. che avreste pensato voi? appunto. allora mi sono fatta largo a gomitate nelle costole e calci negli stinchi (che quando mi scatta la curiosità quella vera perdo un po’ l’aplomb e viro più su anna magnani, mi viene così…) e vedo che la bancarella in questione vendeva cravatte. ora, voglio essere del tutto franca con voi, non erano cravatte quelle, proprio no. erano cose a forma di cravatta, realizzate in materiale… realizzate in un materiale, con colori molto sgargianti, abbinati un po’ a caso a dirla tutta, ma se mai doveste aver bisogno di una tavolozza a portata di mano, mettete una di quelle al collo e il gioco è fatto. una ressa che non avete idea per comprare ciò. se vi arrivasse un pacchetto a forma di cravatta quest’anno state attenti, fatelo magiare inavvertitamente al cane, date retta.
poi che altro? ah sì. la mondadori fa schifo. non entrate mai, mai più in una libreria mondadori, anche se è la più vicina e la prima feltrinelli utile si trova a vibo valentia. prendete la macchinetta, metteteci su un po’ di benzina che la strada è lunga e andate da feltrinelli. la mondadori è il male assoluto. come cazzo li ordinate quei libri, che non si riesce mai a trovare una mazza?? e perché non avete mai, mai, MAI le moleskine?! i libri esposti fanno tutti, senza eccezione alcuna, schifo pietà e raccapriccio e gli altri sugli scaffali sono ricoperti da uno strato centenario di polvere, segno che la gente che entra lì pesca solo dal cestone centrale, come in autogrill. e questo fa scendere la tristezza nel cuore, e ciò non è bene. quindi, date retta a me, mi volete stare a sentire una volta? non entrate più in una libreria mondadori neanche se vi scappa proprio di leggere e non avete niente per le mani e vi sta prendendo una crisi ipolettorica. alzate quella capoccetta vuota, di fronte a voi ci sarà un’edicola. è sicuramente meglio, sentite a me.