Archivio categoria: ‘piovono rane’

lunedì, 2 gennaio 2012

pasqua chiamala che è arrivata

l’ho sentita! la prima signora che alle dieci di mattina del due gennaio ha detto: meno male che so’ passate ste feste… ma nun te crede eh, che ce manca poco a pasqua.
non abbassate la guardia amici, e buon anno anche a voi.

martedì, 18 ottobre 2011

non so, chiedo a voi

adesso ditemi, sinceramente: a voi sono mai dimagrite le DITA?

martedì, 5 luglio 2011

ucciderli da piccoli

quelli che ti incontrano e urlano il tuo nome e ti chiedono come stai e poi vogliono anche i dettagli e tu cerchi di fare più in fretta che puoi ma tanto per quando se ne sono andati la canzone che ascoltavi è già bell’e finita.
ed era la più bella di tutto l’ipod, porca vacca, e la stavi aspettando da quando sei uscita di casa. e no, certo che no, adesso non la puoi rimettere più.

giovedì, 3 marzo 2011

sabato al sole con ostaggi

io e letti flavia, dopo mesi di tormenti solitudini pianti e racconti smozzicati, MESI, riusciamo come dio vuole a regalarci un pomeriggio insieme. il cielo ci fa la grazia e ci manda una bellissima giornata di sole, che qui l’inverno dura un giorno e per il resto è tutta mezza stagione, per questo in giro non ce ne sono più. ce le abbiamo tutte noi, ah ah.
così, felici e contente, ci incontriamo alla stazione per l’ora di pranzo. iniziamo subito con gli aggiornamenti che non abbiamo tempo da perdere, ma scegliamo argomenti ancora un po’ marginali, che così quelli seri ce li gustiamo poi meglio. chiacchieriamo fitto e camminiamo sottobraccio, scegliamo il primo pub all’aperto per sederci al sole a mangiare qualcosa. ordiniamo e parliamo, arrivano i piatti e parliamo. intanto, al tavolinetto accanto al nostro, un signore ordina un cappuccino con cacao, inforca gli occhiali e inizia a leggere vestivamo alla marinara. beh, siamo sul pezzo, penso io. che il libro non l’ho letto ma un’occasione per fare la stronzetta snob non me la lascio certo scappare. e il cielo mi punisce, e letti flavia viene a fondo con me.

il vecchietto trova una scusa banale e, lento e inesorabile come l’abbiocco del primo meriggio, inizia a raccontarci la sua vita, giammai rinunciando a renderci edotte del suo punto di vista su tutto l’universo mondo.

in spagna sarebbe impensabile che un palazzo del centro non avesse gli scuri alle finestre. impensabile. il comune andrebbe lì e gli direbbe: tu domani metti gli scuri alle finestre. ma io non ho i soldi! pazienza, vendi la casa. comunque non c’è più educazione ormai. esci con un amico e quello ha le cuffiette con la musica dentro. allora se sei già in compagnia io me ne vado, che modo è? sbaglio? ah, se dovete fare una cena, fate sempre sedere a tavola uno magro accanto a uno robusto che se no stanno scomodi e non si godono la serata. poi la tovaglia va messa ricamata, con un panno sotto dello stesso colore del servizio di piatti così che il colore si intraveda dal ricamo, e se mangiate arance preparate sempre una ciotolina con dell’acqua, dentro mettete dei petali di fiori, in numero dispari e di diverso colore.

e la verginità. io lo dico sempre alle ragazze. non state tanto lì a conservarla per quello giusto, che se lo aspettate per anni e quando arriva vi accorgete che giusto non era? che fate allora, ne valeva la pena? andate anche con un uomo sposato se vi piace, uno che sapete già che tanto la moglie non la lascerà mai, ma se a voi piace, se pensate sia quello giusto per voi, quello che volete voi, allora datela pure a lui la vostra verginità, questo dico io.

ecco, sì, bene. concordo in pieno sulla scarsa necessità della lunga conservazione, che conta altro nella vita e ritrovarsi a dover buttare la confezione nuova, ancora sigillata, perché è scaduta è un peccato mortale. sono molto, molto d’accordo. ma io sono un po’ incinta. un po’ tipo inizio dell’ottavo mese, la faccenda ormai possiamo dire sia piuttosto evidente. non le sembra, amico mio, un insegnamento di vita quanto meno superfluo, date le circostanze?

e poi comunque io e letti flavia stavamo parlando!!!

martedì, 8 febbraio 2011

di nuovo sulla cresta dell’onda

e puntuale come le mie gravidanze, torna anche quest’anno il mio spammer di fiducia.
non ho capito bene perché, comunque vuole ancora che cancelli non so che commento a non so che post perché blabla se no blabla. ecco. adesso vorrei dirti, amico ryuga85, che stavolta ti dice veramente malemalemale, perché se anche tu avessi davvero la pazienza, la costanza e la voglia di inondarmi il blog di spam come dici (già tremo tutta) io sto giusto per dare inizio a una serie di lunghi, lunghissimi mesi in cui non avrò di meglio da fare che montare carrozzine, lavare tutine, sterilizzare biberon, preparare valigie, cullare, allattare, vestire, svestire. se davvero, davvero tu volessi darmi un po’ di buona spam da leggere e cestinare le mie giornate future ne guadagnerebbero in brio. sicché capiti proprio a fagiolo, fai pure.

sabato, 5 febbraio 2011

prolungamenti fallici, e basta

se compri una macchina tre volte più grande del limite della decenza, con quei fari che quando ti guardano hanno gli occhi arrabbiati e cattivi, per me vuol dire che:
a) ce l’hai molto piccolo e quel poco che hai non sai usarlo bene.
b) sei infinitamente tamarro.
c) sei una combinazione letale di ambedue le cose e questo fa di te un uomo senza speranza. se speravi di guadagnarne in figaggine, hai buttato via i soldi amico mio.

giovedì, 6 gennaio 2011

la paura, quella vera

per ragioni che – confesso – tuttora ignoro, c’è gente al mondo che regala a bambini di due o tre anni cicciobello bua. non al mio papero grasso, perlamordiddio, ma l’ho visto succedere e ah! se vorrei poter dire di no.
cicciobello bua funziona nel seguente modo, che vi andrò a spiegare nel dettaglio perché potrebbe tornarvi utile, che nella vita non si sa ma (e poi la paura condivisa aiuta a superare lo stato di shock, e poi perché non ho capito perché solo io solo io): c’è questo cicciobello, bellino non come le nuove barbie che sembrano delle trans venute male, che a un certo punto si ammala. ora, io lo so che tutti i bambini da piccoli si ammalano e non ti preoccupare che vedrai saranno i denti e se non sono i denti avrà preso freddo e se non è neanche il freddo è che sta crescendo, lo so, ma questo ha le guance che diventano rosse come il naso della renna di babbo natale e piange senza sosta e chiude gli occhietti oppure li apre e ti guarda disperato. ok, niente panico, nella scatola c’è un po’ di roba, ci sarà anche qualcosa che funzionerà.
1) ciuccio: ahahahah.
2) biberon di latte: mmm… no, se lo beve eh, ma poi no, ha ancora il singhiozzo convulso.
3) biberon con le vitamine: se, vabbè.
4) biberon con una non meglio identificata medicina: niente, sarà omeopatica.
5) puntura: a questo punto, tirati giù i pantaloncini e inserito l’ago, sto poro cicciobello lancia un urlo di dolore che tormenterà i vostri sonni per i giorni a venire e ripetervi che è solo un giocattolo per bambini non cambierà le cose, no. sarà l’incubo ricorrente che scandirà le vostre notti, in bocca al lupo.
ok, finito di sgolarsi, i faretti sulle guance si spengono e lui torna a sorridere beato. ora vi chiederete… cos’è che lo ha fatto guarire? TUTTO! bisogna dargli tutta sta roba in quest’ordine esatto, perché se cambiate qualcosa o ne saltate anche solo una, l’unico modo per porre fine alle sue sofferenze sarò di lanciarlo via lontano, fuori dalla finestra, lontano, più lontano ancora. se abitate a un piano alto però, se siete al piano terrà continuerà a piangere perso al buio là fuori in giardino e allora dovrete per forza farlo sbranare dai cani.
buona befana anche a voi.

giovedì, 16 dicembre 2010

colpi di scena all’alba del terzo millennio

pare… pare… che ci sia gente in giro per l’italia che non festeggia la vigilia di natale. no dai, seri, lo so, follia pura, ma pare che.
non è che non festeggiano il natale, che allora potrei capire. cioè, dopo vai all’inferno, in un posto senza neanche una lucina o una pallina colorata, ma ok, posso capire. ma se festeggi il natale e non la vigilia di natale allora c’è qualcosa di losco sotto. io, tanto per stare sicura, appendo una pallina nuova sul mio albero, giusto per ristabilire l’equilibrio nella forza.
comunque domani pare che nevichi, che è come dire che viene due volte natale. ma non lo so, la fonte è la stessa… lo capite da voi.

domenica, 21 novembre 2010

zecchino karaoke

a volte capitano cose che necessitano di una testimonianza, per far sì che la follia del mondo non resti nascosta in un angolo, inutilmente sprecata.
così succede che un giorno sei lì che saltelli tra un cartone animato e l’altro e ti imbatti nel coro dell’antoniano. uhhh, il coro dell’antoniano, uhhh mariele ventre, uhhh mago zurlì… spe spe, sentiamo che cantano. alzo il volume e sento: benedicat tibi dominuuuus et custodiat teeeee. benedizione a frate leone.
non mi chiedete altro, non ne voglio sapere mezza. anzi, non vi dico nemmeno il canale, così se lo danno in replica ve lo beccate pure voi.

giovedì, 14 ottobre 2010

idolatria, again and again

dite quello che vi pare, ma a me le coroncine del rosario che penzolano dagli specchietti retrovisori inquietano non poco. e le trovo scaramantiche quanto una treccia d’aglio, né più né meno, solo che davanti a una treccia d’aglio c’è ancora qualche sano di mente che si fa degli scrupoli.