pomi d’ottone e manici di scopa
capita sempre così, ti assenti dal mondo per quattro giorni e succede la qualunque. vecchi blog che chiudono da una parte, nuovi blog che aprono dall’altra, gente che inizia a scrivere nuove storie, altra gente che smette di scriverne di vecchie. splinder se ne va in pensione e nessuno mi dice niente. come smetto di guardare il mio igoogle, la pagina del meteo tira fuori una stellina. dico, ma che è? non l’avevo proprio mai vista, mai nella vita. uh guarda, un fiocco di neve, chissà che vorrà dire… ha nevicato due anni fa a roma, non è che adesso può nevicare ogni minuto. ci basta così, non ci siamo ancora ripresi da quell’emozione, un momento. io poi quest’anno non sono proprio pronta, davvero, non la mandate mai la neve qui, proprio adesso la dovete far arrivare? fra altri vent’anni su, cos’è sta fretta?
intanto, preparandoci a questa fantomatica giornata bianca (a cui peraltro io continuo a non credere. sono per la rimozione dei pensieri scomodi, sì), io e letti flavia ci siamo regalate una mezza giornata per metterci in pari con le puntate precedenti. non sapeva nemmeno del ritorno della scopa secca, vedete un po’ voi di quanto eravamo rimaste indietro. non sapeva del destino cinico e baro, che ha fatto materializzare la mia nemesi al posto di colui che per mesi è stato il nostro tramite con awali malappo. lo so, già già, ma purtroppo è così che va il mondo.
appurato il fatto che il karma, se ci si mette, possa essere alle volte un maledetto bastardo, abbiamo guidato sotto la pioggia e siamo andate a farci correggere i miei compitini delle ultime settimane. lei è rimasta lì ad aspettare fino alla fine e io sono stata più tranquilla. andavano bene, pare. non proprio benissimo ma bene, forse benino. comunque è andata e ci hanno anche preso per sorelle, il che è sempre cosa buona e giusta.
poi c’è stato un problema su un certo quaderno che ho consegnato e che quindi non ho più e su un nuovo quaderno che dovrei trovare per scrivere ancora, ma che per forza di cose sarà diverso dall’altro… niente, una storia lunga, che non vi spiego perché siete aridi e niente affatto comprensivi sulle vitali questioni di cancelleria, che invece regolano il mio mondo. sappiate comunque che l’armonia dell’universo è ormai irrimediabilmente compromessa.
per consolarmi, letti flavia (che invece mi comprende benissimo, essendo affetta dalla mia stessa sindrome ossessivo-compulsiva) mi ha preparato un tè con la cannella e i semi di cardamomo. epperò io li ho confusi con i chiodi di garofano e quindi mi ha mangiata viva. non fate mai questo errore con letti flavia, è buona e cara ma se confondete le spezie potreste non uscire da quella casa sulle vostre gambe. io ve l’ho detto, tenetelo a mente.

