Archivio categoria: ‘i me mine’

Lunedì, 5 Maggio 2008

ancora euskadi

vista donostia? bene. piaciuta? bene. adesso mollate quel vassoio di pintxos (ho detto mollate. mollate! ok, ancora uno, giusto per finire di bere il txakoli…) e percorrete mooolto lentamente la strada che costeggia l’oceano. non vedrete mai più una strada bella così, quindi più dura meglio è. fermatevi in ogni villaggio di pescatori che riuscite a trovare, in ogni porticciolo e in ogni slargo a picco sull’oceano poi, con la morte nel cuore, rassegnatevi al fatto che tutto nella vita abbia un inizio e una fine e proseguite verso bilbao.

ps: il guggenheim, come ogni guggenheim, è un signor museo. il fatto che non vedrete mai quello di las vegas non vuol dire che proprio quello faccia schifo, fatevene una ragione.

Lunedì, 5 Maggio 2008

kontuz! euskal herria

dopo aver elevato il vostro spirito a roncisvalle e a saint jean pied de port potete considerare pienamente soddisfatta la vostra sete di cultura.
a questo punto, senza frapporre indugio, buttatevi pure a corpo morto sull’enogastronomia dei paesi baschi.

iniziamo da quelli francesi, accoccolati tra i boschi dei pirenei da un lato e sdraiati al sole dell’atlantico dall’altro. il colpo d’occhio lascia senza fiato, sono d’accordo con voi, ma è solo un bieco mezzuccio per far sì che vi distraiate e torniate a inseguire profili vacanzieri alti. non cascateci, continuate piuttosto a respirare e andate a caccia di miele, sidro e marmellate.
una volta fatta sufficiente provvista per l’inverno, potrete scendere in spiaggia a cuor leggero. che non si dica che vi siete lasciati scappare i surfisti di biarritz. cadono in acqua come quelli di varazze, ma volete mettere l’aplomb?

Lunedì, 5 Maggio 2008

hasta la navarra, siempre!

quando arrivi in navarra la prima cosa di cui ti accorgi è quanti diversi punti di verde esistano in natura. 
la seconda è che i poliziotti a pamplona vanno in giro con gli stessi ridicoli berretti di quelli francesi, ma su moto da enduro. si coglie una certa qual differenza…
la terza è, che mentre tu non fai altro che startene al sole a rimpinzarti di bocadillos, intorno a te uno sciame di pellegrini si sta rifocillando con un pasto frugale, alleggerendo per un momento le spalle dai loro pesanti zaini. sei seduta in mezzo al cammino di santiago de compostela, alzati babbea!

PS: capirete di aver varcato il confine con la francia quando la colazione vi costerà più di una notte in albergo a pamplona. sorridete disinvolti e fate ciao ciao con la manina all’amico barista.

Venerdì, 2 Maggio 2008

tutto quello che c’è da sapere sull’aragona

- è tutto giallo. gialli i fiori nei campi, quando ci sono, e gialla la terra delle cave lungo la strada. constatate come l’aragona sia una terra brulla, ma con un certo qual fascino e proseguite.
- i segnali stradali sono color ciclamino. non rosa, non rossi, non fucsia, ma color ciclamino. stanno troppo avanti. constatate quanto siano avanti gli spagnoli e proseguite.
- anche qui se accendi la radio si prende radio maria. constatate quale danno incalcolabile stia arrecando l’italia al mondo intero e proseguite.
- pale eoliche e pannelli solari a tutto andare. constatate quanto vi girano le palle pensando all’ultima bolletta dell’enel e proseguite.

fine di tutto quanto ci sia da constatate. potete procedere sereni verso la navarra.

PS: saragozza è un cantiere a cielo aperto, si lavora anche il primo maggio per tirare a lucido la cittá in vista dell’expo 2008. due tapas mangiateveli, tanto per far vedere che siete ben disposti a cominciare la vacanza.

Mercoledì, 16 Aprile 2008

perché non l’ingegnere informatico allora

continuano ad arrivarmi ogni giorno via mail annunci di lavoro improbabili. non me li mandano perché sono simpatica, questo è evidente ai più, ma perché  tempo fa mi iscrissi ad alcuni di quei siti job qualcosa.

ora, tu sito che giuri e spergiuri di trovarmi un lavoro, e non un lavoro a caso oh no no no, il MIO lavoro, chiaro? quello per cui sono tagliata, quello per il quale ho studiato, quello che farà sì non solo che io mi svegli sorridendo ogni mattina e rincasi giubilante ogni sera ma quello, soprattutto, per cui l’umanità mi sarà grata. un lavoro sartoriale insomma, non quei lavoretti acrilici che compri sulla bacarella e che a fine giornata odorano di formaggio caprino dop.  
tu sito che mi fai compilare un questionario di settantasei pagine (perché è importante essere precisi e puntuali, non vorrete mica ricevere proposte di lavoro generiche e inaffidabili?), TU sito, mi spieghi perché allora da sei mesi mi mandi solo offerte per analisti funzionali?! che cazzo di lavoro fa un analista funzionale, eh?!?

se proprio devi dirmi guarda che sei una sfigata non lo troverai mai un altro lavoro, mettiti l’anima in pace e tieniti stretto quello che hai, se proprio devi dirmelo altrimenti il rimorso di coscienza non ti fa dormire almeno mettimi una nota a pié di pagina in cui mi dici che lavoro fa un analista funzionale!

dice, ma perché non ti cancelli dalla newsletter? e certo, bravi, non ci avevo pensato da sola…
e se quando mi cancello loro mi trovano un lavoro??

(la situazione si va aggravando, lo so)

Martedì, 15 Aprile 2008

lutto in casa matteotti

però l’abbiamo presa bene…

- mamma, come sta papà?
- in lutto.
- tanto stretto?
- hai presente le donne del sud ai funerali degli anni venti?
- uhm…
- sembrano brasiliane in tanga al carnevale di rio.
- …
- …
- coraggio.

Domenica, 30 Marzo 2008

sarete bravi voi

tra i molti problemi irrisolti della mia vita c’è questo: io, se pago, non so pretendere. non mi chiedete perché, non lo so.

quindi ieri, come ogni volta dal parrucchiere, ero lì con i mie capellini nuovi ancora bagnati e lui mi stava raccontando di quando si è operato al ginocchio. quello sarebbe stato il momento per interromperlo e dirgli: me li asciughi mossi? grazie. però non si interrompe qualcuno mentre ti sta parlando, tra l’altro eravamo arrivati ad un momento topico del racconto, la tensione narrativa era alle stelle.così lui racconta e prende spazzola e phon, racconta e divide i capelli in ciocche, racconta e comincia a stirare. io, dopo aver constatato che il momento per parlare era ormai abbondantemente superato, sono restata lì ad ascoltare buona buona la fine della storia.poi sono tornata a casa, ho infilato la testa sotto l’acqua e li ho lasciati asciugare al sole. tredici euro di piega presi e buttati.

ma se li avessi risparmiati ora avrei un problema irrisolto in meno, no?!
cosa sarebbe una donna senza i suoi problemi irrisolti…

Venerdì, 28 Marzo 2008

ma pensa te…

dopo una sola vacanza insieme e 13 anni di lontananza, trovare un messaggio su facebook non sembrerebbe anche a voi un po’ come come avvistare un ufo?

vado a riprendermi dal colpo, a lunedì.

Mercoledì, 26 Marzo 2008

i have a problem

so che non ve ne frega niente, inutili carogne, ma ho un problema e va risolto entro domani.

me lo ricordo come fosse ieri. sono tornata da nuoto il giovedì sera, ho lasciato la tessera della palestra sulla libreria, è rimasta lì fino alla mezzanotte della domenica ci metterei la mano sul fuoco, e il lunedì non c’era più. maledetta bastarda.

non vedo l’urgenza del problema, direte voi, ma è solo perché siete degli inutili e ottusi superficiali. si può guarire da questo, sapete?
il problema è che io domani dovrò presentarmi lì per la QUARTA volta consecutiva e dire all’insulsa bionda che siede al desk: puoi aprirmi per favore? ho lasciato la tessera a casa.

capite da voi che sbattere un po’ le ciglia non servirà. ho provato a passare accanto al tornello l’ultima volta, intrufolandomi tra le foglie della pianta, ma mi ha beccato e ha alzato il sopracciglio biondo. quindi adesso sono schedata, sono finita nel registro degli indagati, forse mi faranno fare i tuffi con partenza delfino davanti a tutti, forse le virate a dorso! non posso affrontare tutto questo, capite?! semplicemente NON POSSO.

allora quello che vi chiedo è - PER FAVORE concentratevi - qualcuno di voi si ricorda come si faceva a far ricomparire gli oggetti?

Mercoledì, 19 Marzo 2008

il santo dei bignè

a teleridicolo non c’è la mensa aziendale, anche perché se ci fosse cucinerebbero carpaccio di schiavo, carne estremamente nervosa e di difficile digeribilità, quindi ci siamo fermamente opposti al concetto stesso di mensa aziendale.

così, ogni giorno che dio manda in terra, con la pioggia e con il vento, scendiamo per desolation road e andiamo da salvatore. salvatore, o re della pizza che dir si voglia, è un tipo spiccio: se ti sta bene come cucino bene, se no mangia a casa tua che mi risparmi una tovaglietta.
oltre ai settantadue tipi diversi di pizza (tra cui non possiamo non ricordare quella con la porchetta e la più esotica pizza con fagioli all’uccelletto) lo chef propone ogni volta un piatto del giorno speciale: cicoria ripassata, peperoni ripieni, gnocchi al pesto… tutte cosette dalle tre alle sette ore di digestione. poi si dice ci sia anche un banco per l’insalata, da qualche parte, dicono. io non l’ho mai visto…

capite da voi che cercare di mangiar sano in un posto così è come sperare di fotografare un giorno il big foot. ma la speranza è sempre l’ultima a morire, allora è tutto un “poco sugo su quegli gnocchi!” e “scola bene quella cicoria affogata nell’olio!” o anche “non quel pezzo, sei matto? la parte MAGRA della porchetta!”.

così oggi eravamo lì, io la bionda e l’austroungarica, tutte e tre con i nostri piatti light davanti a chiacchierare del meno e del zottozero, quando a un tratto:

- ma oggi è san giuseppe!
- san giuseppe quello dei bignè?
- e sì eh. vola, comprane tre.
con aria disinvolta siamo lì che compiamo a cuor leggero il misfatto, quando vediamo alle nostre spalle l’ombra di salvatore.
- voi non stavate a dieta?
- ma oggi è san…
- ma dimme te… e mettice poco olio, e a me me fai mezza porzione… siete ‘na vergogna.
- ma…
- ‘na vergogna.

non so come sia successo, ma la mia vita ha preso una piega decisamente grottesca.


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