Archivio categoria: ‘grillo sapientino’

mercoledì, 6 agosto 2008

il grillo sapientino e l’agenzia di lavoro interinale

desolata, ne mancava ancora uno. non si ripeterà più.

in quel tempo loschi figuri si aggiravano per i corridoi di teleridicolo.
i male informati sostenevano fossero signori dei feudi vicini, venuti a rendere omaggio al nostro sovrano illuminato, il molliccio jabba the hutt. i bene informati sposavano la tesi cospirativa e diffondevano la teoria dei compratori finnici che, in un futuro prossimo, avrebbero rilevato il feudo e regalato al perfido jabba un po’ di meritato riposo. i fedeli osservanti continuavano a sperare nell’invasione aliena e nella conseguente ascensione al cielo dell’orrido the hutt.
l’unico ad essere felice come una pasqua era il grillo sapientino.

- finalmente! – non smetteva di esclamare trionfante – l’era della meritocrazia è ormai alle porte! AHAHAHAHAH!! Una bella ripulita all’organico era proprio quello che ci voleva, così cacceranno a calci nel sedere una buona volta tutti quelli che non parlano un inglese very fluently!
tra i valvassini si levò improvviso un mormorio, tipico di chi si fa i conti in tasca. vale come very fluently “the bill, please” e “how old are you”?
comunque, i più diffidavano dell’intera faccenda e, per non saper né leggere né scrivere, ricorrevano agli antichi metodi insegnati dai padri: mandare cv a pioggia e pregare ogni dì. Non funzionava quasi mai, ma il constatare che si era tutti sulla stessa barca teneva alto il morale delle truppe e altissima la perseveranza.
intanto i giorni passavano e tutto taceva.

così si era lì, che trotterellavamo tutti felici per desolation road sghignazzando sul nostro futuro di friggitori di patatine, quando il grillo iniziò il suo comizio.
- amici miei – disse
- amici suoi?!? brrrrrr… – pensammo tutti in coro
- non vedo proprio dove sia il problema. se uno vuole cambiare lavoro cambia lavoro, basta impegnarsi.
la formichina, che aveva fatto voto di silenzio, osservò con cura il tipo di catrame usato per asfaltare. ma annina bionda lucciola, pazza!, obiettò:
- grillo sapientino, non per far polemica, ma qui ci stiamo impegnando tutti.
- tzs… vi starete poi impegnando davvero? quanti curricula mandate al giorno? nella capitale del regno ci sono 10.000 società, bisogna fare delle ricerca un lavoro!! – disse dall’alto della cattedra, sulla quale nel mentre era salita.

annina bionda lucciola, che quel giorno navigava a vista in preda a uno dei suoi feroci mal di testa, stava per mangiarsi il grillo, antenne ali e tutto. così, conoscendo i suoi problemi di gastrite, la formichina decise di rompere il voto e intervenire.
- grillo sta un po’ zitto! Non si può mandare il cv a 10.000 società, è stupido! Oltre ad essere perseguibile come spamming… bisognerà fare una selezione, una cernita, non si può mica accettare di tutto.

- e perché no? allora vuol dire che non volete davvero cambiare lavoro! io per esempio (la formichina rinnovò immadiatamente il suo voto e iniziò la respirazione yoga) ho cambiato 5 lavori, e tutti mandando cv dalla mattina alla sera. e ho sempre avuto il tempo indeterminato! (la formichina optò per la meditazione zen) e ho sempre ottenuto stipendi miliardari! (la formichina decise che canticchiare la sigla di hallo spank fosse la scelta più saggia) quindi il lavoro c’è, si trova, è facile. e chi non ci riesce o non sa cercare o è un incapace!
ma a questo punto già non l’ascoltava più nessuno, impegnati come si era nel cantare tutti in coro “hallo spank, il mio papà, hallo spank, l’ha preso il mareeee”.

si narra che, mentre si era tutti lì a trotterellare felici per desolation road, un’allegra famigliola rom travolgesse il grillo con il suo passeggino porta-vettovaglie, lanciandolo su, negli spazi siderali.

martedì, 22 luglio 2008

il grillo sapientino e la rivoluzione

e con quest’ultimo capitolo si chiude la saga del grillo sapientino. spero vivamente di non doverla mai più riaprire. statemi bene. 

tempi difficili a teleridicolo. il perfido e molliccio jabba the hutt passeggiava nervoso per i lunghi corridoi del regno, fumando foglie di non so che pianta puzzolente, arrotolate e tenute insieme da un filo di bava di lumaca. dalle sue minuscole orecchie di orco sbuffava fuori fumo e grida, dando chiaro segno di non gradire che gli venissero frantumati i gioielli della corona.
vassalli, valvassini e valvassori, uniti da un comune e proletario istinto di sopravvivenza, giravano prudentemente al largo. quando nel regno tira quell’aria, la regola è una sola: sguardo basso e via andare.

il grillo sapientino, però, poco avvezzo a fiutare l’aria che tira, quella mattina aveva deciso che era sorta l’alba della rivoluzione.
- buongiorno compagni! che si dice qui nel basso proletariato? cos’è quell’aria sonnolenta che vedo dipinta sui vostri volti, non sarà mica la rivoluzione che russa? AH! AH! AH!

mentre tenevo a bada il gigante buono, che già alla b di ‘buongiorno’ si era trasformato nella strega dell’ovest e voleva mettere a tacere per sempre l’insopportabile vocina, annina bionda lucciola cercò di contenere i danni:
- grillo sapientino, vuoi farci spedire tutti al confino? l’imperatore oggi non vuole sentir volare una mosca, ha i gioielli che gli girano.
poi l’istinto da comare prese il sopravvento e chiese luccicando:
- cos’è adesso questa storia della rivoluzione, grillo sapientino?

il gigante buono stava per saltare al collo di tutte e due, facendone polpette. fui costretta a sedarlo lanciandogli al volo tarallini all’olio d’oliva. così, mentre il gigante placido banchettava, il grillo ci mise a parte del suo piano.
- è tempo di uscire dal torpore in cui siete caduti, compagni, di liberarvi dall’inedia che vi attanaglia. non vedete che l’imperatore ci sfrutta, che siamo schiavi del suo giogo?

per la miseria, pensai, mi ci sarei giocata le provviste per l’inverno che il grillo aveva un passato da picchiatore di piazza. va’ te a sapere che nutriva una coscienza operaia, invece.
il grillo continuò:
- avrete notato come negli ultimi tempi la situazione sia peggiorata. Pur nella vostra indifferenza, non avrete certo potuto ignorare gli ultimi fatti, gravissimi, di cui l’imperatore si è reso protagonista.

in effetti era da un po’ di tempo che a teleridicolo avvenivano delle sparizioni un tantino sospette. specie tra i valvassini (ma si ricordavano casi illustri anche di vassalli e valvassori), sembrava esserci un improvviso bisogno di vacanze, quasi tutte concentrate in certi campi estivi del nord della siberia, a quanto pare gettonatissimi. dal gabinetto imperiale ogni richiesta ferie era stata accolta con premurosa benevolenza. perché adesso, siamo onesti, sarà stato anche un’orrido, viscido, fetido, ripugnante ammasso di bava, ma quando si trattava della salute degli abitanti del feudo, jabba the hutt non si faceva guardar dietro da nessuno.

il grillo proseguì:
- non trovate che sia un vero e proprio sopruso il modo in cui l’imperatore ci costringe ad abbeverarci? non credete che sia in piena violazione di normativa cee la distribuzione di tutte quelle bottigliette di plastica, che poi altro non sono, mi ci gioco le antenne, che un oggetto del dimonio?

annina bionda lucciola, tramortita da quella nenia senza senso, dormiva beata con le alucce conserte sulla scrivania. io controllavo con la coda dell’occhio il livello dei tarallini nella ciotola del gigante buono. c’era tempo, ne aveva ancora per un po’. così chiesi:
- grillo, insettino mio adorato, le tue parole hanno improvvisamente risvegliato la mia coscienza, colpevolmente e troppo a lungo addormentata. orsù dunque, illustrami il tuo piano di riscossa per il proletariato oppresso.
- formichina mangiapizza – rispose deciso – il piano è semplice. bisogna dare un segnale chiaro all’imperatore, che non pensi di poterci sfruttare oltre. noi siamo tanti, lui uno solo, ci prenderemo quanto ci spetta. ho già scritto in bella copia una lettera ufficiale in cui, a nome di tutti gli abitanti del regno, chiedo formalmente che ci vengano assegnati due – e dico due – campane per la raccolta differenziata. una per la carta e una per la plastica! basta sprechi, riciclare bisogna! se il popolo fosse un po’ più attento all’ecologia, invece di pensare solo agli aumenti di stipendio e alle ferie in siberia, allora sì che in questo feudo le cose andrebbero come si deve, vacca d’un cane!

BAM! e con la ciotola ormai vuota – ciotola in PET 100%, materiale assolutamente non riciclabile – il gigante buono diede una gran zampata e spiaccicò il grillo sapientino sul pavimento, ancora sporco della bava di jabba the hutt.

si narra che da allora ogni anno, quello stesso giorno, i bambini del feudo si riuniscano nei giardini imperiali di tele ricolo e accendano un gran falò con tutte le bottigliette raccolte, in ricordo del grillo sapientino e della sua rivoluzione.
dall’ormai celebre località termale di siberia nord i villeggianti brindano con vodka alla nube tossica che, un anno dopo l’altro, avvolge il loro vecchio regno.

giovedì, 15 maggio 2008

il grillo sapientino e il genetliaco dell’imperatore

erano passati ormai due lustri da quando la formichina mangiapizza aveva preso baracca e burattini ed era partita per le ferie, ma grandi cose si profilavano all’orizzante del suo primo giorno di lavoro.

a tele ridicolo fervevano i festeggiamenti per il bicentenario dell’orrido, perfido, viscido jabbone the hutt e tutti gli abitanti del regno erano stati chiamati a rendergli omaggio, ciasuno recando in dono il più sincero messaggio d’augurio di cui fosse capace. la cosa andava un po’ per le lunghe, perché alla massa informe di messaggi pervenuti andavano eliminati gli insulti impronunciabili, quelli di cui non si trovava traccia nella letteratura precedente e le minacce di morte. insomma, il capo-vassallo aveva il suo bel daffare, pora lei.

la formichina aveva appena finito di canzonare degli infelici valvassini suoi vicini, resisi protagonisti di un simpatico siparietto in onore dell’imperatore. era dunque impegnata a scompisciarsi a più non posso, quando giunse a tradimento la missiva “TUTTI i sudditi dell’impero sono invitati a consegnare quanto prima un messaggio d’augurio al nostro grande, potende, invincibile, radioso, altobellobiondo imperatore jabba the hutt. l’omaggio va reso spontaneamente e con gran profusione di giubilo, senza alcuna possibilità di defezione, pena la pubblica gogna”.

- porca paletta! siamo fottuti!! – disse iperventilando. poi, impasticcandosi di bacche di valeriana transgenica, elaborò il suo piano d’attacco.
- ok, manteniamo la calma. facciamo squadra, uniti e compatti, e tutto andrà per il meglio. ma la maledizione delle belle speranze stava per colpire… da dietro la colonna vide sbucare le antenne del grillo sapientino.
- grillo! salta fuori, avanti, che c’è? – il grillo zampettò verso la formica e disse con aria mogia:
- formichina mangiapizza, mia amica di vecchia data, ho appena letto dell’omaggio che va reso all’imperatore – e una lacrima brillò tra le ciglia del grillo – ho saputo che tutti hanno composto sonetti e laudi per questo gran giorno e i più hanno deciso di andare in gruppo a riverire il nostro jabba, ma io sono sola – le lacrime divennero due – e non so proprio cha fare!!!

a questo punto il grillo sapientino scoppiò in un pianto dirotto, la piccola corazza scossa da singhiozzi convulsi, le antenne piegate ormai prive di forza.
- grillo coraggio, animo – rispose la formica, celando il già crescente senso di panico. – se proprio vuoi – disse – se davvero non hai voglia di andare da solo a rendere omaggio all’imperatore, omaggio che proprio per questo risulterebbe unico ai suoi occhi, se proprio proprio non vuoi, in quel caso puoi unirti a me – terminò la frase in un sussurro.
- sìììììììììì! sì sì sì sìììì!!! bene formichina, il nostro sarà l’augurio di tutti gli auguri! forza allora, andiamo.
a questo punto ci sarebbe da riportare un lungo elenco di imprecazioni che, per rispetto del pubblico, l’autore si riserva il diritto di censurare.

non ci sono documentazioni certe da questo momento in poi, ma alcuni presenti giurano che negli studi di produzione di tele fuffa si presentò uno strano manipolo di uomini, così composto:
formichina mangiapizza, che scrutò per tutto il tempo il pavimento, cercando una crepa in cui potesse nascondersi, il grillo sapientino che zompettava insieme al braccio corto dell’opus dei, la stagista dalle lunghe ciglia e l’esperto di diavolerie elettroniche.

si dice inoltre (ma qui davvero si sconfina nella leggenda popolare) che il messaggio di auguri, architettatto dall’insopportabile insetto e dal suo amico chierichetto, consistesse nello squallido siparietto: “italia… uno!! ops, dovevamo dire teleridicolo uno! tanti auguri!!!!!!!!”

da quell’infausto giorno nessuno ha più avuto notizie della Formichina Mangiapizza, comprensibilmente scomparsa.
ci piace ricordarla così, ancora abbracciata al suo briciolo di dignità.

martedì, 13 maggio 2008

grillo sapientino vs chat noir

a teleridicolo quel giorno jabba the hutt aveva fatto fermare gli orologi da qualcuno dei suoi fidati scagnozzi, così che il tempo nella valle delle lacrime era costretto a non passare mai. decidemmo così di escogitare un piano. mentre ape ale e pa’ la zanza stordivano il potentissimo battista l’autista con lusinghe riguardanti il suo magnetico e imperituro fascino da ex drago spegnifuoco, formichina mangiapizza e annina bionda lucciola con abili mosse sbloccarono gli orologi regi e fecero suonare la chiamata per il rancio.

ce ne stavamo perciò tutti riuniti lì a desolation road, a stiracchiarci al sole del primo meriggio, chi mangiando pizza chi pontificando chi leccandosi le ferite, quando a un tratto qualcuno chiese:
- e tu, chat noir, in che colonia felina pensi di andare quest’anno in vacanza?
danielle chat noir mosse la felina coda con regale eleganza e con un miagolio che era quasi un far le fusa disse:
- quest’anno, contrariamente alle leggende metropolitane che spesso circolano su noi gatti, me ne andrò in una colonia di mare.
- con chi? – fu la domanda infausta di annina bionda lucciola
- sola – fu la risposta di chat noir, che sottintendeva: ancora deve giungere il regale felino degno di sedere con me al sole. magari quest’anno arriverà dal mare magari no, intanto io vado.

a quelle parole saltò fuori da sotto un sasso il grillo sapientino, con una violenta tachicardia che scuoteva la sua piccola corazza e con le antenne tutte tremanti.
- cosa sentono le mie antenne grille! danielle chat noir, che diamine, un po’ di dignità! il tuo comportamento getta un’onta di disonore su tutto il regno! un felino della tua razza, con quel pelo nero e lucido, con quegli occhi che brillano al buio, con quella coda agile e sinuosa… (e intanto il verde insetto diventava rosso d’invidia) un gatto da leccarsi i baffi, vacca d’un cane!
- grillo, mischiami un’altra volta a un bovino e ti vendo al ristorante cinese – disse l’alano muovendo appena le orecchie.
- scusa gigante buono, era l’enfasi della narrazione – disse il grillo piegando le antenne e tornando subito verde – quello che intendevo dire è che è un affronto, una bestemmia contro dio, un peccato contro natura che tu trascorra le vacanze da sola. ma è presto fatto, ho giustappunto per le mani un amico zitello che non so a chi ammollare! è molto ricco e piuttosto belloccio, dall’intelligenza acuta e dalle squame lucenti.
- squame lucenti? – chise con garbo il nobile felino, il cui pelo però si era già gonfiato avvertendo il pericolo.
- sì è un anfibio, ma vi troverete a meraviglia, ne sono certo. forse non vi ho mai detto, compagni (compagni tua sorella, pensammo tutti come un sol’uomo), che tra le mie molte occupazioni c’è quella di combinare matrimoni. tutti ben riusciti peraltro! oggigiorno un matrimonio non si nega a nessuno – disse ammiccante, rivolgendosi a formichina mangiapizza.
- fatti i favi tuoi – rispose la formica, che era una signora. e scambiò una rapida occhiata con il gigante buono per concordare insieme quale supplizio infliggere all’insopportabile insetto.
- sì sì sì – proseguì, incurante del fastidio dei più – ormai è deciso! fra tre giorni, prima che il gallo canti tre volte, tu verrai a cena da me insieme al mio amico anfibio. sono certo che vi troverete a meraviglia.
- non sono certa che felini, insetti e anfibi seguano la stessa dieta – provò ad obiettare chat noir, ma il grillo sapientino ormai non sentiva ragioni. aveva già mandato in stampa il menù, su carta riciclata e perfettamente biodegradabile.

ma un’antenna del grillo, che il verde insetto usava abitualmente per tenere sotto controllo tutta desolation road, si accorse che qualcuno stava ricoprendo un grigio muro con colorati e anarchici disegni.
- porca di una vacca sacra dell’India!! – si lasciò sfuggire.
a quella blasfema esclamazione myrice la cicogna, sacerdotessa buddista e anarchica convinta, estrasse con calma zen il suo baygon dalla borsetta di tela indiana e donò ai valvassini di teleridicolo una buona mezz’ora di silenzio e tranquillità.

martedì, 6 maggio 2008

il grillo sapientino e la meditazione da asporto

attraversavo un momento di sano misantropismo, nel quale speravo di crogiolarmi beatamente per tutta la pausa pranzo, quando mi si parò davanti il grillo sapientino facendo delle strane mosse di qualche balzana arte marziale.

- zarration! – mi disse
- ti venga il colpo della strega! – pensai
- come mai non vuoi uscire a pranzo? hai forse qualche problema, qualche trauma infantile non risolto, un conflitto interiore non sanato, temi forse la mia schietta dialettica o c’è qualche magagna ben più grave che ancora non riesco a mettere a fuoco?? parla, dunque!
- ok vengo, basta che stai zitto – capitolai

già sapevo che avrei pagato caro quel mio gesto vile. e così fu.
avevo studiato un piano, era perfetto. “se mi concetro molto e metto in pratica tutta quella roba tipo meditazione da asporto che sicuramente avrò letto su cioè nel mio periodo di formazione, sicuro, sicuro come la morte, il mio corpo sarà qui a mangiare pizza mentre mente e orecchie saranno a casa a guardare i simpson”. il che, peraltro, mi avrebbe donato anche un gioviale sorrisetto, perfetto per tranquillizzare l’animo degli astanti.
non funzionò, dannata meditazione da asporto…

vabbè, pensai, per cinque minuti posso anche ascoltare. stavolta non mi frega, sul bio sono preparata. e invece lo scaltro insettino quel giorno aveva preparato la sua ricerca su ben altri argomenti…

arrampicatosi su uno dei tanti funghi che crescono spontanei a desolation road, il grillo così pontificò:
- compagni insetti (compagni tua sorella, pensammo in coro), non siete soddisfati del vostro lavoro? avete la folle pretesa di venir pagati anziché lavorare per la gloria del perfido e molle jabba the hutt? vorreste mettervi un cappio al collo ogni qual volta passeggiate per desolation road? e non vi siete mai chieste – o sciocche creatute – come mai tanta insoddisfazione si annidi nelle vostre squallide carcasse?? eh?! anch’io un tempo, quand’ero giovane e verde, soffrivo di siffatte insoddisfazioni ed ero scosso da cotanti fremiti d’impazienza, ma trovai presto una soluzione… (pausa ad effetto per creare suspence. che non si creò.) decisi di rivolgermi allo stregone bioenergetico!

- oooooohhhh – rispondemmo tutti come un sol’uomo. sarà una roba tipo kenshiro, che toccando i punti chiave fa esplodere i nemici. potremmo iscriverci in massa e così porre fine all’inutile vita del verde insetto.

- devo dire – riprese la bestiola – che la bioenergia ha molto giovato alla mia salute nonché alla mia autostima. ad esempio tu, formichina – disse puntanto la sua zampetta minacciosa verso di me – che da più giorni storci il collo come una vecchia gallina da brodo (vecchia tua sorella, pensai, stavolta solo io), hai mai pensato che il male che senti è dovuto a un lavoro che non ti si confà?
la formichina mangiapizza si ricordò di essere ormai una signora e si astenne dall’ovvia risposta.
- non credi che anziché curare il collo sarebbe assai più saggio curare le cause che il male hanno provocato? possibile mai che voi sciocchi insetti, schiavi di un capitalismo che vi acceca, non vediate che i rimedi della medicina tradizionale altro non sono che inutili paliativi? non vi accorgete che vi vendono lucciole per lanterne?

- lanterna tua sorella!! – gridò a un tratto annina bionda lucciola, fino ad allora intenta nella meditazione da asporto ma improvvisamente sentitasi chiamata in causa. Con un rapido colpo di coda colpì il grillo sapientino e lo fulminò.

questa è la storia della guerra partigiana fra la meditazione da asporto e la fighettina bioenergia. gli eventi narrati sono ormai incisi a fuoco nella pietra e nessun revisionismo storico potrà mai confutarli.
così è deciso, l’udienza è tolta.

mercoledì, 30 aprile 2008

il grillo sapientino e i prodotti biologici

me ne andavo quatta quatta a fare il mio quotidiano rifornimento di pizza (prodotto tipico nostrano composto da farina, olio e avanzi del reparto insalata, tutto in parti uguali), già pregustando la mia imminente scarcerazione da teleridicolo per sopraggiunta cessazione di attività coronarica, quando il grillo sapientino mi si parò davanti.

- grillo – dissi – accetta il mio consiglio da amica prima che mi rammenti di esserti nemica, libera tosto il passo e lascia che scelga da me di che morte morire.
- giammai – rispose il dannato insettaccio – voglio che tu sappia tutti i veleni che ci sono in ciò che tu mangi e tutti quelli che mancano in queste foglie ingiallite che invece mangio io. vieni, che ti spiego tutto mentre ti rovino il pranzo.

così strinsi la mia pizza al petto, pronta a difenderla a costo della vita, e uscii al sole accecante del primo meriggio dove già mi attendeva il grillo, ormai acerrimo nemico. chi è nemico della pizza è anche mio nemico, quindi testa in alto e sguardo fiero che qui o si marca il territorio o si muore.

- tu lo sai – riprese l’insettaccio, incurante della mia attenzione sprofondata nel cabaret – che io mangio solo prodotti biologici?
- e quanti maledetti soldi-grilli hai, mi trovai a pensare. ma chiusi il becco con un abbondante trancio di pizza e non fiatai.
- io compro tutto in erboristeria – riprese – lì si trova tutto ed è più sano. e poi mangio le cose dell’orto di mamma grillo, che infatti sono buonissime e questo ne è una prova – disse piazzandomi sotto il naso la ciotola con il suo pappone.

il pappone del giorno, non molto diverso da quello del giorno avanti e di quello a venire in realtà, consisteva in una natura morta di foglie di lattuga per lo più mangiate dalle lumache, ma non tutte. alcune foglie erano di un bel giallo paglierino e le lumache, che sono attente al biologico si sa, certe cose non le mangiano.
col mio fiuto da giovane segugio, venni a sapere quindi che i grilli si nutrono abitualmente degli avanzi delle lumache. madre natura sa come provvedere a tutte le sue creature, nella sua infinita saggezza.
mamma grillo, invece, a quanto pare coltiva un orticello che ad intervalli regolari viene saccheggiato dal grillo sapientino, che si nutre di quel ben di dio incurante del concetto di tempo.

- grillo sapientino – non potei fare a meno di notare – le foglie rovinate si tolgono anche se sono bio e poi, so di darti un brutto colpo, ma anche l’insalata biologica ha un ciclo vitale…
- no! – rispose subito il grillo, con una luce feroce negli occhi – tutto ciò che è bio non scade!

zitta come un pesce muto, mi catafiondai sulla mia pizza e mi augurai che se lo mangiassero le lumache. ma le lumache, che sono attente al biologico si sa, certe cose non le mangiano.
e così va avanti, il grillo sapientino, rosicchiando foglie gialle, pomodori blu e carote molli. che le lumache facciano uno strappo alla regola e se lo mangino…

mercoledì, 23 aprile 2008

le fantastiche avventure del grillo sapientino

Capitolo uno

quel giorno il grillo sapientino, come sempre ignaro di tutto, aveva deciso di gustare un buon pranzetto con i suoi nuovi amici. giunse allora alla mia scrivania ad annunciare la lieta novella, accolta da me con indubbio aplomb e con abbondante giubilo interiore.

la compagna di stanza del grillo sapientino però (nonché stagista del braccio corto dell’opus dei, nonché giovane pulzella previdentemente indottrinata dal gigante buono), spaventata dalla ferale notizia e temendo violente ripercussioni, decise di andare senza frapporre indugio dal gigante a chiedere consiglio:
- o gigante buono – disse – il fato ci è avverso, il grillo sapientino ha deciso di pranzare con noi!!

il gigante buono, trasformatosi in men che non si dica nella perfida strega dell’ovest, disse chiaro e tondo alla giovane pulzella:
- pulze’, col grillo sapientino ce magni te, nun ve volemo vede’ manco dipinte – e ritrasformatosi nel gigante buono continuò placidamente a lavorare.

la giovane pulzella, ingenua creatura, decise di mandare una mail al gioviale gestore delle macchinine a scontro, certa che un sapiente battito di ciglia e poche gocce di profumo distrattamente lasciate cadere su outlook avrebbero mosso il nostro a pietà.
mai si sarebbe aspettata un così netto e repentino rifiuto! Il gioviale gestore, chiusosi ermeticamente nel suo studio bunker e finto un’improvviso impegno di lavoro, rispose laconico alla mail: NO!

così, dopo un ultimo, lento, disperato battito di ciglia, la giovane pulzella si caricò sulle spalle il grillo sapientino e s’incamminò sulla strada battuta dal sole.

si narra sia stata vista piangere sconsolata, seduta su un trespolo da bar, mentre il grillo sapientino le ripeteva che no! non si mischiano proteine e carboidrati! e no! non si beve caffè, che contiene 200 veleni! e no! non si usano le creme solari che sono tossiche e inquinanti! e no! non si…
e così fino al calar del sole…

martedì, 22 aprile 2008

dove tutto ebbe inizio

a grande richiesta, ripropongo in questa sede le avventure del grillo sapientino. chi allora non era della partita avrà modo di scoprire come nacquero teleridicolo e i sinistri personaggi ivi domiciliati.
ogni fatto, nome, cosa, animale o città è frutto della fantasia distorta di una mente malata. astenersi citanti in giudizio, grazie.

prologo:
studi di registrazione
tutto si svolge a teleridicolo, per gli amici telefuffa, televisione autarchica distribuita nell’iperspazio.

location esterna
desolation road

cast (all star)
- jabba the hutt: l’orrido, perfido, molliccio imperatore proprietario di tutta la baracca.
- la formichina mangiapizza: insetto d’indole assai pacifica, si nutre esclusivamente di pizza, di cui fa abbondanti provviste per l’inverno. se rinchiuso in cattività può manifestare sospetti squilibri comportamentali, a cui cerca di porre rimedio facendo ricorso alla scrittura compulsiva. in quanto unica depositaria di questa storia, si autoinveste regina incontrastata degli infimi valvassini.
- il grillo sapientino: suo acerrimo nemico, nonché rompicoglioni honoris causa, si nutre di tutto ciò che abitualmente gli altri insetti schifano. è stato insignito da jabba the hutt del grado più alto di valvassore.
- il gigante buono: alano di razza, seppure ancora infimo valvassino, suole sonnecchiare al sole riposando placido. fa ricorso al suo tonante latrato solo se costrettovi dalle odiose cantilene del nostro insettaccio. storico compagno di merende della formichina mangiapizza, combatte insieme a lei una lotta partigiana contro i malefici rompicoglioni del regno.

nb: nessun animale è stato maltrattato durante le riprese del film. vassalli valvassini e valvassori sì, tutti.