Archivio categoria: ‘baby boom’

lunedì, 2 novembre 2009

le gioie della maternità # 8

tu fai tanti sacrifici per i figli, te li porti nella pancia per nove mesi, nove lunghi mesi durante i quali non puoi mangiare niente. e non niente come per dire poco, NIENTE! perché una cosa fa venire la toxoplasmosi, una il diabete gestazionale, un’altra il citomegalovirus. il citomegalovirus, dai, ma che cazzo di virus è? allora dite non puoi mangiare niente perché tu donna partorirai con gran dolore, io lo so e me ne faccio una ragione, no il citomegalovirus, eddai!
nove mesi a digiuno, poi finalmente nasce, ti guarda e la ami. dici, vabbè, ho una fame che me la mangerei, però guarda che faccina che c’ha, ne è valsa la pena. non fai in tempo a dirlo che devi iniziare ad allattarla, è una cosa meravigliosa vedrai! a parte il fatto che anche farsi il bagno al mare è meraviglioso, ma se te ne fai uno di un’ora e dopo dieci minuti che sei fuori ricominci daccapo e ancora e ancora per tutto il giorno e quello dopo e quello dopo ancora, se fai così ti vengono le piaghe ciccia! e infatti. ma non importa, lei ha ancora quel faccino e tu la ami ancora. è un sentimento un po’ avventato stando così le cose, ma non puoi certo sapere che il secondo luogo comune che verrà sfatato dopo quello che una donna incinta deve mangiare per due è che una donna che allatta deve mangiare per due, non puoi saperlo, come potresti? ora io vorrei essere chiara su questo: è vero, allatti, perdi un sacco di energie, puoi mangiare per due, hai la giustifica del medico. basta che tu trovi qualcosa che puoi mangiare, perché la metà del mondo commestibile fa venire le coliche e l’altra metà le allergie, io ve lo dico così vi mettete l’anima in pace. allora posso mangiare il doppio, fantastico! cameriere, mi porti due porzioni di aria fritta, abbondanti mi raccomando!

a questo punto l’amore materno inizia a vacillare, anche perché i giorni passano e quel simpatico soldo di cacio assomiglia sempre di più in maniera preoccupante a suo padre. ma magari cambierà col tempo, non è niente di definitivo ancora… l’importante è che quando deciderà di parlare ti guarderà e dirà… ma c’è tempo, non stiamo a fasciarci la testa prima del dovuto, lo dirà ne sei certa.
poi quel giorno arriva, ci mette nove mesi a dire la prima parola, e se ci ha messo nove mesi santiddio vuol dire che si è spulciata tutto lo zingarelli e ha visto che tra tutte c’era sola una parola da dire, LA parola, quella e nessun’altra, non può essere altrimenti. infatti ti guarda con quella faccina che hai amato per errore, lo scopri solo ora, poi si gira verso il signore e padrone della casa e del telecomando e dice PAPA’.
toglietemela da davanti agli occhi, per il suo bene.

lunedì, 19 ottobre 2009

le gioie della maternità # 7

il sonnellino pomeridiano ovvero cinque minuti di pace.

lei è la luce dei tuoi occhi, lo sai tu, lo sa lei, lo sa il mondo intero. però al primo segno di stanchezza, appena vedi che con la manina si stropiccia l’occhietto ti metti subito in tenuta da ninna nanna e canti e culli finché l’occhio non è serrato ermeticamente. è un’impresa improba, ma il gioco vale la candela. il piccolo soldo di cacio subodora che c’è un secondo fine e oppone strenua resistenza, ma la voglia di berti una tazza di the in santa pace è più forte di tutto e ti guadagni la tua vittoria sul campo.

a un certo punto, ed è qui che capisci di essere un topo preso in trappola, senti che in casa non si muove una foglia, ma quando te ne accorgi è troppo tardi per creare quel minimo di rumore di sottofondo che ti consenta di muoverti. al primo alito di vento il papero grasso si sveglia ed è finita. quindi rimani dove sei, conti le mattonelle, ti giri i pollici e inizi a brinare, perché nel frattempo la temperatura è scesa a 5 gradi, ma non puoi accendere il condizionatore perché il dlin la sveglierebbe, e stai per fartela sotto dal freddo, ma niente, devi restare lì.

alla fine ti alzi, fai rumore, lei si sveglia e tu finalmente sei di nuovo libera. di pensare a tutto quello avresti potuto fare e che invece no, porca puttana!, ma comunque libera.

la morale è: è inutile cercare di essere furbi, per quanto ti ingegni quelle simpatiche canaglie saranno sempre più furbe di te.

martedì, 6 ottobre 2009

sui gradini della più vicina chiesa

che poi non è tanto il dovermi alzare alle 2.40 di notte che mi turba, ché la mancanza di sonno, voi lo sapete, non mi ha mai fatto né caldo né freddo. figuratevi se mi faccio problemi a non dormire sul divano, sveglia per sveglia tanto vale farsi venire il mal di schiena, questo dico io. e no, so cosa state pensando ma no, fare su e giù con nove chili in braccio cantando canzoni quanto mai bizzare non è poi questa tragedia, basta non pensare che prima o poi suonerà la sveglia e ti aspetterà una ricca, ricchissima giornata di lavoro.

quindi no, davvero, tutto a posto. ma se vi avanza un cesto, un po’ capiente perché il papero grasso mi è forte di gamba, nel titolo troverete la mia prossima tappa.

martedì, 22 settembre 2009

pooo…rtobello!

ve lo ricordate portobello? sì che ve lo ricordate, che siete tutti più vecchi di me. il programma di enzo tortora che c’era un corvo che forse era un merlo o un pappagallo, non lo so, e tu dovevi chiamare e fargli dire portobello e lui non lo diceva neanche a morire però poi appena attaccavi diceva portobello in settantadue lingue diverse e te lo volevi spennare. ecco. oggi torno a casa e c’erano i miei che rifacevano la stessa scena identica spiccicata, col papero grasso al posto del merlo.
per dire quanto può essere complicata a volte la mia vita…

lunedì, 21 settembre 2009

tanto per parlare un po’ dei massimi sistemi

non si può essere genitori oggi senza avere a che fare con l’orso ciccione che mangia il miele e con il gatto giapponese col fiocco in testa, non esistono vie di fuga. e questo è un fatto.

mercoledì, 2 settembre 2009

aggiornamento playlist

ne è passata di acqua sotto i ponti da quando da queste parti si scodinzolava cantando cin cin cin cin ricoprimi di baci.
ora, dopo lunghe e attente sperimentazioni, posso decretare finalmente il vincitore di questa estate. a mani basse, the winner is don’t stop me now dei queen, trionfo assoluto seguito a fatica da fluorescent adolescent degli arctic monkeys. eppure, nel rush finale, quando pensavamo che ormai la partita fosse chiusa, è risalita con baldanza fino al gradino basso del podio una insospettabile quanto inespugnabile non son degno di te del morandone nostro.

martedì, 7 luglio 2009

gusti variegati

dopo giorni di attenta e incredula osservazione, confermo quanto segue: alla nuova arrivata in casa pantofola piace la musichetta di don camillo e de il mio nome è nessuno. ma niente, e ripeto niente, batte al momento la sigla delle ragazze cin cin.

mercoledì, 10 giugno 2009

rieducational channel: giovani frugoletti crescono

la sola differenza tra un bambino e un criceto che rosicchia tutto quello che trova è che il criceto con un po’ di buona volontà puoi sempre venderlo per farne pellicce.

martedì, 9 giugno 2009

le gioie della maternità # 6

a grande richiesta di chi c’era e di chi no, vado ora a esporre le recenti cronache del circo medrano.

il battesimo.
un giorno tu e l’ignaro consorte decidete di battezzare il tenero frugoletto, comunicate lieti la notizia ai nonni e commettete in men che non si dica il primo di una tragica serie di errori.

- che giorno sarà?
- ancora non lo sappiamo, maggio o giugno.
- sì ma decidiamo in fretta, che bisogna avvertire tutti.
- tutti?
- tutti, tutti. non si può mica invitare la gente all’ultimo minuto!
- tutti… uhmmm… va beh, comunque mancano tre mesi… c’è tem
- tre mesi?! presto!!
- …
- e cosa pensavate di preparare per il rinfresco?
- mah, vorremmo fare una cosa semplice, giusto per salutare tutti e stare un po’ insieme.
- coff coff
- che c’è?
- no, niente. una cosa semplice, certo certo. potremmo preparare…
- niente.
- ?!
- non c’è bisogno che prepariate niente, pensiamo a tutto noi, state tranquilli.
- ma certo, è evidente! che cari… allora io stavo pensando… potremmo comprare due o tre prosciutti, chiedere al governo cinese come stanno messi con le riserve di riso, ma giusto un assaggino per uno che tanto fa caldo e la gente non ha appetito, poi ovviamente c’è da uccidere l’agnello grasso… per la torta che dite, sei piani basteranno?
- …

a un mese dall’evento tu e l’ignaro consorte avete ormai definitivamente abbandonato il timone e vi state lasciando trasportare dai marosi, perché affidarsi alla divina provvidenza in alcuni casi è l’unica cosa sensata da fare. poi, come dio vuole, arriva il fatidico giorno. ormai è tutto pronto, si tratta soltanto di mettere insieme tutti i pezzi, rallegrare un po’ l’ambiente con palloncini e festoni, dare un tocco di colore tutto intorno e il gioco è fatto. questa è la parte divertente, finalmente vi potete sbizzarrire, avete la situazione in pugno.
e abbassate la guardia, e compite l’ultimo, tragico, fatidico errore.

- veniamo a darvi una mano allora, eh? così facciamo prima.
- ma no, ci pensiamo noi, state tranquilli.
- ma è evidente tesoro che ci pensate voi, che discorsi.
- …
- allora, vediamo un po’… potremmo rallegrare un po’ i tavoli con dei fiori, che dite?
- sì, magari poss
- ho giusto qui delle piantine, non sono deliziose? benissimo, benissimo. ora i palloncini.
- sì, ecco, abbiamo comp
- posso dire solo una cosa? solo una? ne abbiamo fatti fare un po’ con il suo nome, non è una bella idea? benissimo, procediamo che il tempo stringe.
- ok, allora noi appendiamo qualche festone.
- uhmmm…
- no?
- certo certo, i festoni. che festa sarebbe senza i festoni.
- ma?
- no, stavamo solo pensando… non sarebbe simpatico avere qualcosa di un po’ più… personale?
- non saprei… sarebbe simpatico?
- vediamo cosa abbiamo qui…
- …
- sorpresa!! dei festoni con le sue foto stampate sopra! non sono deliziosi?!
- … …
- eh??
- delisiosi.
- ohhh, ora è proprio tutto pronto. complimenti ragazzi, avete organizzato ogni cosa alla perfezione. ah, cosa non si inventano oggi i genitori per questi figli… ma la viziate così questa bambina! ai nostri tempi due pasticcini e via!

ci rivediamo per la comunione, statemi bene.

venerdì, 29 maggio 2009

le gioie della maternità # 5

la vita sociale.

capisci che qualcosa è andato storto quando chiunque si rivolga a te inizia la frase con: tu ORMAI…