Archivio categoria: ‘baby boom’

venerdì, 17 giugno 2011

sfacciatamente giovane

io quando gioco con la bacchetta magica non dico mica bidibi bodibi bù, come certa gente di mia conoscenza. io dico pampulu pimpulu parimpampù. ed è questo che fa di me una mamma sfacciatamente giovane.

nota: le winx, ho controllato, non usano formula magica alcuna poiché non dispongono di bacchette. quindi non fanno media.

dubbio: voi giocate con le bacchette magiche, no?

lunedì, 6 giugno 2011

ultime notizie dalla famiglia

il più piccolo di casa pantofola alla fine è arrivato. un mese e mezzo fa, un chilo e mezzo fa, nel giorno della liberazione nazionale e del santo patrono delle pasquette.
così adesso passiamo il tempo insieme, lungo giornate divise in capitoli di tre ore. ascoltiamo vecchie canzoni e qualcuna nuova, leggiamo tutto quello che troviamo in giro, guardiamo i fiori fuori dalla finestra e i bambini che tornano da scuola e contiamo i giorni che mancano al mare. poi torna il papero grasso (che ormai in realtà è più una giovane paperina bionda) e allora ci mettiamo in posizione di difesa, che lei l’affetto lo tira, non lo dà. di tanto in tanto ci guardiamo e ci riconosciamo e ci diciamo cose che voi non sapete e noi sì.
queste sono le nostre giornate. ci si potrebbe annoiare fino ad addormentarsi o emozionarsi fino a piangere. noi siamo ometti allegri e per lo più sorridiamo guardando il mondo e aspettiamo di capire che succede e stiamo bene così.

giovedì, 2 giugno 2011

femmina inside

- sepdcedt: amore, come ti chiami tu?
- pg: elisa.
- sepdcedt: brava, elisa rossi.
- pg: no! elisa rosa!

mercoledì, 13 aprile 2011

il momento della cova

con la prima gravidanza vuoi fare tutto per bene, allora sei lì che leggi cosa far ascoltare al bambino per farlo venir su sano e forte, ottimista e sicuro di sé e felice e ricco e bello e tanto, tanto simpatico. ti metti a studiare, da brava, e viene fuori che ci vuole la classica. e vabbè, sentiamo la classica, ascolteremo chopin. solo che con chopin poi ti viene su depresso e allora ci vuole mozart. va beeeene, ascoltiamo mozart. che per andare può anche andare eh, però come vivaldi… niente è meglio di vivaldi per un fagiolo che nuota nella sua pipì, niente. come ti viene al mondo un figlio con vivaldi non hai idea. tu fagli ascoltare vivaldi e vedi che figlio che ti vien su. e vada per vivaldi, che vogliamo fare, negare un fututo a nostro figlio perché non abbiamo ascoltato un po’ di vivaldi quando era a mollo nella pancia? non sia mai detto. ascoltiamo vivaldi.

allora ti metti comoda comoda con la tua bella musichina e ascolti. ma si dà il caso che vivaldi sia proprio quello che ti fa più schifo al mondo, allora con improvvisa saggezza zen decidi che tuo figlio si rifiuterebbe categoricamente di avere una mamma in crisi depressiva, se solo potesse dire la sua, lo saprai bene tu che sei la mamma, allora lasci perdere vivaldi e ritorni al tuo ipod che quello che c’è dentro gli piace sicuro.

questo con il primo figlio. con il secondo arrivi alla fine che a stento ti sei ricordata di comprargli due tutine. poi però ti pare proprio brutto e allora dici recuperiamo dai, che siamo ancora in tempo. e ricominci a cercare la musica giusta, hai visto mai che questo ti venga su un po’ meno dissociato dell’altra. E scopri, con simpatico tempismo, che ascoltare musica rock e jazz (cioè tutto quello che hai ascoltato da nove mesi in qua) rende i piccoli ansiosi e irritabili. classica ci vuole, la musica ci vuole classica. ma oramai sei arrivata alla fine e va bene anche chopin. così sarà ansioso e irritabile, sì, ma anche romanticamente depresso, e che diamine.

mercoledì, 2 marzo 2011

buoni propositi per la primavera

oh, finalmente soli, io e voi. da oggi e per i prossimi due mesi sono ufficialmente una mangiapane a tradimento, mi dispiace tanto, tanto tanto, so che ne soffrite. ne riparleremo quando io avrò le doglie e voi sarete alla quarta pausa caffè della giornata.

allora, i programmi sono questi, state a sentire. 3% analisi, visite, controlli, monitoraggi e via così all’infinito, 10% attività ricreative che mi donino un’aurea un po’ charmant di persona sana, attiva e piena di interessi, 87% (percentuale sottostimata) ozio matto e disperatissimo in cui intendo riversare ogni mia energia.

io conto di farcela, stay tuned.

giovedì, 6 gennaio 2011

la paura, quella vera

per ragioni che – confesso – tuttora ignoro, c’è gente al mondo che regala a bambini di due o tre anni cicciobello bua. non al mio papero grasso, perlamordiddio, ma l’ho visto succedere e ah! se vorrei poter dire di no.
cicciobello bua funziona nel seguente modo, che vi andrò a spiegare nel dettaglio perché potrebbe tornarvi utile, che nella vita non si sa ma (e poi la paura condivisa aiuta a superare lo stato di shock, e poi perché non ho capito perché solo io solo io): c’è questo cicciobello, bellino non come le nuove barbie che sembrano delle trans venute male, che a un certo punto si ammala. ora, io lo so che tutti i bambini da piccoli si ammalano e non ti preoccupare che vedrai saranno i denti e se non sono i denti avrà preso freddo e se non è neanche il freddo è che sta crescendo, lo so, ma questo ha le guance che diventano rosse come il naso della renna di babbo natale e piange senza sosta e chiude gli occhietti oppure li apre e ti guarda disperato. ok, niente panico, nella scatola c’è un po’ di roba, ci sarà anche qualcosa che funzionerà.
1) ciuccio: ahahahah.
2) biberon di latte: mmm… no, se lo beve eh, ma poi no, ha ancora il singhiozzo convulso.
3) biberon con le vitamine: se, vabbè.
4) biberon con una non meglio identificata medicina: niente, sarà omeopatica.
5) puntura: a questo punto, tirati giù i pantaloncini e inserito l’ago, sto poro cicciobello lancia un urlo di dolore che tormenterà i vostri sonni per i giorni a venire e ripetervi che è solo un giocattolo per bambini non cambierà le cose, no. sarà l’incubo ricorrente che scandirà le vostre notti, in bocca al lupo.
ok, finito di sgolarsi, i faretti sulle guance si spengono e lui torna a sorridere beato. ora vi chiederete… cos’è che lo ha fatto guarire? TUTTO! bisogna dargli tutta sta roba in quest’ordine esatto, perché se cambiate qualcosa o ne saltate anche solo una, l’unico modo per porre fine alle sue sofferenze sarò di lanciarlo via lontano, fuori dalla finestra, lontano, più lontano ancora. se abitate a un piano alto però, se siete al piano terrà continuerà a piangere perso al buio là fuori in giardino e allora dovrete per forza farlo sbranare dai cani.
buona befana anche a voi.

domenica, 14 febbraio 2010

disinnescato anche il gatto

ho visto le prime foglie nuove sugli alberi… ci siamo gente, ci siamo! (fine dell’entusiasmo di chi attende la primavera per uscire dal letargo, inizio del post).
argomento numero uno: nel mio pezzettino di strada preferito, venerdì ho scoperto una casa che mi piace tanto, è proprio bella bella solo che è diroccata. e lo so, che volete da me? pare che tutte le case che mi piacciono siano mezzo pericolanti e stiano andando in rovina, il che dà da pensare. così su due piedi non so dirvi a cosa di preciso, ma a qualcosa sono quaaasi certa che ci sia da pensare (solo che io adesso sono intenta ad aspettare la primavera, fate voi poi mi dite).
argomento numero due: anche il gatto mario, come da previsioni, è stato disinnescato. al secondo incontro fra lui e il papero grasso ha vinto il papero per uno a zero, la prossima volta lo farà roteare per la coda e poi lo mangerà, ve lo dico io. forse, se sarà di buon umore, sputerà fuori i baffi, ma non ci giurerei. io ve lo dissi in tempi non sospetti, quella non è una bambina, quella è il demonio. a voi vi frega perché è carina, ma io che l’ho fatta so resistere al fascino e infatti non mi fido. io sto col gatto.
argomento numero tre: domani c’è una di quelle riunioni per cui ti svegli la mattina e ti fai passare il termometro dal signore e padrone della casa e del telecomando sperando di avere quaranta e mezzo, poi scopri invece di avere trentasei e uno e preghi che le nevi perenni abbiano bloccato nottetempo la porta di casa impedendoti di uscire. non è che non voglio, capo, è che non posso.
argomento numero quattro, e con questo vi saluto per sempre che se no poi domani mattina quando suona la sveglia vi odio e non sarebbe per niente bello da parte mia: tra due giorni inizia sanremo (vi lascio il tempo di metabolizzare) (fate pure con calma) (…) (fatto?). niente e nessuno potrà salvarvi dalla trash-cronaca, niente e nessuno.
e adesso definitivamente addio.

sabato, 23 gennaio 2010

armi spuntate

finora due cose facevano paura al papero grasso (per dire quanto siano più evolute le nuove generazioni… a me milleecento, a lei due): l’aspirapolvere e il gatto mario. finora. oggi resta solo il gatto mario, fino alla prossima volta almeno.

venerdì, 8 gennaio 2010

le gioie della maternità # 10

alter linus

questa è la nuova espressione preferita dal papero grasso (che al momento, tanto per tenervi aggiornati sullo stato della sua voracità, è purtroppo più simile a taz).

venerdì, 11 dicembre 2009

le gioie della maternità # 9

aggiornamento dall’ultimo capitolo, che sono certa avrà lasciato un segno indelebile nelle menti di tutti voi. torno a casa e il papero grasso emette un nuovo suono, sospetto assai… qualcosa che non ha niente di riconducibile alla parola ‘mamma’, ma che si avvicina bensì in maniera preoccupante alla parola ‘tata’.
non dico niente, ci siamo capiti.