Archivio categoria: ‘baby boom’

domenica, 14 febbraio 2010

disinnescato anche il gatto

ho visto le prime foglie nuove sugli alberi… ci siamo gente, ci siamo! (fine dell’entusiasmo di chi attende la primavera per uscire dal letargo, inizio del post).
argomento numero uno: nel mio pezzettino di strada preferito, venerdì ho scoperto una casa che mi piace tanto, è proprio bella bella solo che è diroccata. e lo so, che volete da me? pare che tutte le case che mi piacciono siano mezzo pericolanti e stiano andando in rovina, il che dà da pensare. così su due piedi non so dirvi a cosa di preciso, ma a qualcosa sono quaaasi certa che ci sia da pensare (solo che io adesso sono intenta ad aspettare la primavera, fate voi poi mi dite).
argomento numero due: anche il gatto mario, come da previsioni, è stato disinnescato. al secondo incontro fra lui e il papero grasso ha vinto il papero per uno a zero, la prossima volta lo farà roteare per la coda e poi lo mangerà, ve lo dico io. forse, se sarà di buon umore, sputerà fuori i baffi, ma non ci giurerei. io ve lo dissi in tempi non sospetti, quella non è una bambina, quella è il demonio. a voi vi frega perché è carina, ma io che l’ho fatta so resistere al fascino e infatti non mi fido. io sto col gatto.
argomento numero tre: domani c’è una di quelle riunioni per cui ti svegli la mattina e ti fai passare il termometro dal signore e padrone della casa e del telecomando sperando di avere quaranta e mezzo, poi scopri invece di avere trentasei e uno e preghi che le nevi perenni abbiano bloccato nottetempo la porta di casa impedendoti di uscire. non è che non voglio, capo, è che non posso.
argomento numero quattro, e con questo vi saluto per sempre che se no poi domani mattina quando suona la sveglia vi odio e non sarebbe per niente bello da parte mia: tra due giorni inizia sanremo (vi lascio il tempo di metabolizzare) (fate pure con calma) (…) (fatto?). niente e nessuno potrà salvarvi dalla trash-cronaca, niente e nessuno.
e adesso definitivamente addio.

sabato, 23 gennaio 2010

armi spuntate

finora due cose facevano paura al papero grasso (per dire quanto siano più evolute le nuove generazioni… a me milleecento, a lei due): l’aspirapolvere e il gatto mario. finora. oggi resta solo il gatto mario, fino alla prossima volta almeno.

venerdì, 8 gennaio 2010

le gioie della maternità # 10

alter linus

questa è la nuova espressione preferita dal papero grasso (che al momento, tanto per tenervi aggiornati sullo stato della sua voracità, è purtroppo più simile a taz).

venerdì, 11 dicembre 2009

le gioie della maternità # 9

aggiornamento dall’ultimo capitolo, che sono certa avrà lasciato un segno indelebile nelle menti di tutti voi. torno a casa e il papero grasso emette un nuovo suono, sospetto assai… qualcosa che non ha niente di riconducibile alla parola ‘mamma’, ma che si avvicina bensì in maniera preoccupante alla parola ‘tata’.
non dico niente, ci siamo capiti.

lunedì, 2 novembre 2009

le gioie della maternità # 8

tu fai tanti sacrifici per i figli, te li porti nella pancia per nove mesi, nove lunghi mesi durante i quali non puoi mangiare niente. e non niente come per dire poco, NIENTE! perché una cosa fa venire la toxoplasmosi, una il diabete gestazionale, un’altra il citomegalovirus. il citomegalovirus, dai, ma che cazzo di virus è? allora dite non puoi mangiare niente perché tu donna partorirai con gran dolore, io lo so e me ne faccio una ragione, no il citomegalovirus, eddai!
nove mesi a digiuno, poi finalmente nasce, ti guarda e la ami. dici, vabbè, ho una fame che me la mangerei, però guarda che faccina che c’ha, ne è valsa la pena. non fai in tempo a dirlo che devi iniziare ad allattarla, è una cosa meravigliosa vedrai! a parte il fatto che anche farsi il bagno al mare è meraviglioso, ma se te ne fai uno di un’ora e dopo dieci minuti che sei fuori ricominci daccapo e ancora e ancora per tutto il giorno e quello dopo e quello dopo ancora, se fai così ti vengono le piaghe ciccia! e infatti. ma non importa, lei ha ancora quel faccino e tu la ami ancora. è un sentimento un po’ avventato stando così le cose, ma non puoi certo sapere che il secondo luogo comune che verrà sfatato dopo quello che una donna incinta deve mangiare per due è che una donna che allatta deve mangiare per due, non puoi saperlo, come potresti? ora io vorrei essere chiara su questo: è vero, allatti, perdi un sacco di energie, puoi mangiare per due, hai la giustifica del medico. basta che tu trovi qualcosa che puoi mangiare, perché la metà del mondo commestibile fa venire le coliche e l’altra metà le allergie, io ve lo dico così vi mettete l’anima in pace. allora posso mangiare il doppio, fantastico! cameriere, mi porti due porzioni di aria fritta, abbondanti mi raccomando!

a questo punto l’amore materno inizia a vacillare, anche perché i giorni passano e quel simpatico soldo di cacio assomiglia sempre di più in maniera preoccupante a suo padre. ma magari cambierà col tempo, non è niente di definitivo ancora… l’importante è che quando deciderà di parlare ti guarderà e dirà… ma c’è tempo, non stiamo a fasciarci la testa prima del dovuto, lo dirà ne sei certa.
poi quel giorno arriva, ci mette nove mesi a dire la prima parola, e se ci ha messo nove mesi santiddio vuol dire che si è spulciata tutto lo zingarelli e ha visto che tra tutte c’era sola una parola da dire, LA parola, quella e nessun’altra, non può essere altrimenti. infatti ti guarda con quella faccina che hai amato per errore, lo scopri solo ora, poi si gira verso il signore e padrone della casa e del telecomando e dice PAPA’.
toglietemela da davanti agli occhi, per il suo bene.

lunedì, 19 ottobre 2009

le gioie della maternità # 7

il sonnellino pomeridiano ovvero cinque minuti di pace.

lei è la luce dei tuoi occhi, lo sai tu, lo sa lei, lo sa il mondo intero. però al primo segno di stanchezza, appena vedi che con la manina si stropiccia l’occhietto ti metti subito in tenuta da ninna nanna e canti e culli finché l’occhio non è serrato ermeticamente. è un’impresa improba, ma il gioco vale la candela. il piccolo soldo di cacio subodora che c’è un secondo fine e oppone strenua resistenza, ma la voglia di berti una tazza di the in santa pace è più forte di tutto e ti guadagni la tua vittoria sul campo.

a un certo punto, ed è qui che capisci di essere un topo preso in trappola, senti che in casa non si muove una foglia, ma quando te ne accorgi è troppo tardi per creare quel minimo di rumore di sottofondo che ti consenta di muoverti. al primo alito di vento il papero grasso si sveglia ed è finita. quindi rimani dove sei, conti le mattonelle, ti giri i pollici e inizi a brinare, perché nel frattempo la temperatura è scesa a 5 gradi, ma non puoi accendere il condizionatore perché il dlin la sveglierebbe, e stai per fartela sotto dal freddo, ma niente, devi restare lì.

alla fine ti alzi, fai rumore, lei si sveglia e tu finalmente sei di nuovo libera. di pensare a tutto quello avresti potuto fare e che invece no, porca puttana!, ma comunque libera.

la morale è: è inutile cercare di essere furbi, per quanto ti ingegni quelle simpatiche canaglie saranno sempre più furbe di te.

martedì, 6 ottobre 2009

sui gradini della più vicina chiesa

che poi non è tanto il dovermi alzare alle 2.40 di notte che mi turba, ché la mancanza di sonno, voi lo sapete, non mi ha mai fatto né caldo né freddo. figuratevi se mi faccio problemi a non dormire sul divano, sveglia per sveglia tanto vale farsi venire il mal di schiena, questo dico io. e no, so cosa state pensando ma no, fare su e giù con nove chili in braccio cantando canzoni quanto mai bizzare non è poi questa tragedia, basta non pensare che prima o poi suonerà la sveglia e ti aspetterà una ricca, ricchissima giornata di lavoro.

quindi no, davvero, tutto a posto. ma se vi avanza un cesto, un po’ capiente perché il papero grasso mi è forte di gamba, nel titolo troverete la mia prossima tappa.

martedì, 22 settembre 2009

pooo…rtobello!

ve lo ricordate portobello? sì che ve lo ricordate, che siete tutti più vecchi di me. il programma di enzo tortora che c’era un corvo che forse era un merlo o un pappagallo, non lo so, e tu dovevi chiamare e fargli dire portobello e lui non lo diceva neanche a morire però poi appena attaccavi diceva portobello in settantadue lingue diverse e te lo volevi spennare. ecco. oggi torno a casa e c’erano i miei che rifacevano la stessa scena identica spiccicata, col papero grasso al posto del merlo.
per dire quanto può essere complicata a volte la mia vita…

lunedì, 21 settembre 2009

tanto per parlare un po’ dei massimi sistemi

non si può essere genitori oggi senza avere a che fare con l’orso ciccione che mangia il miele e con il gatto giapponese col fiocco in testa, non esistono vie di fuga. e questo è un fatto.

mercoledì, 2 settembre 2009

aggiornamento playlist

ne è passata di acqua sotto i ponti da quando da queste parti si scodinzolava cantando cin cin cin cin ricoprimi di baci.
ora, dopo lunghe e attente sperimentazioni, posso decretare finalmente il vincitore di questa estate. a mani basse, the winner is don’t stop me now dei queen, trionfo assoluto seguito a fatica da fluorescent adolescent degli arctic monkeys. eppure, nel rush finale, quando pensavamo che ormai la partita fosse chiusa, è risalita con baldanza fino al gradino basso del podio una insospettabile quanto inespugnabile non son degno di te del morandone nostro.