pronto? qui manicomio comunale
dov’eravamo rimasti? alla cassa integrazione, vero?
ok, però la cassa non si fa più. adesso ci licenzia perché non abbiamo detto grazie. e si dice sempre grazie, lo sanno anche i bambini.
la scena, che vado ora brevemente a riassumere, è stata bella, bellissima. davvero. un momento di grande teatro.
- padrone: ué, popolino, volete 12 mesi di cassa integrazione?
- lavoratori: no, grazie. e lei?
- p: che discorsi. non ve lo stavo mica chiedendo sul serio, ero retorico. vi rifaccio la domanda. volete voi, o lavoratori, 12 mesi di cassa integrazione?
- l: alternative?
- p: vi mando a casa.
- l: ah ok. be’, dopotutto la cassa integrazione… ci ha convinti, sa?
- p: benissimo, allora fanno 10 giorni a testa.
- l: che poi in una anno, tutto sommato, te ne accorgi e non te ne accorgi.
- p: al mese. 10 giorni al mese.
- l: scusi, 10 giorni al mese tipo due settimane?
- p: non ve ne accorgerete nemmeno, date retta.
- l: a-ah. ma con i soldi come funziona?
- p: non so bene, ho sentito parlare di una quota di rimborso… poi credo ci siano da calcolare delle trattenute… ma è così volgare parlare di danaro, francamente. poi non è questo il punto, cosa c’entrano adesso i soldi, non fate che pensare ai soldi voi delle classi bassi. ne guadagnate in tempo libero, santiddio, io vi sto dando la possibilità di coltivare finalmente i vostri interessi, di avere tempo per voi stessi, quel tempo che vi è sempre mancato finora e che segna la differenza tra un poveraccio qualsiasi e un nobile annoiato. ma non dovete ringraziarmi, lo faccio con tutto il cuore, credetemi, in nome dell’antica amicizia che ci lega.
- l: non la stiamo ringraziando.
- p: non mi state ringraziando?
- l: vede qualcuno sorridere e battere le mani?
- p: credevo fosse timidezza. vabbè, ma la cassa quindi la accettate.
- l: si possono fare 8 giorni?
- p: no.
- l: ci garantisce almeno che non darà il lavoro in esterna?
- p: ma siete matti? con quello che mi costa qui dentro!
- l: ok, ci può prestare almeno i soldi per le sigarette però? glieli ridiamo, magari un po’ alla volta…
- p: il fumo invecchia la pelle.
- l: giusto. bene, allora ci pensiamo, le facciamo sapere.
- p: pensate a cosa?
- l: a firmare l’accordo di cassa integrazione. magari riusciamo a venirci incontro, magari a metà strada…
- p: …
- l: ma più vicino a lei che a noi, ovvio. è un modo di dire…
- p: …
- l: “a metà strada”, dicevamo. è solo un modo di dire.
- p: ma la parte in cui mi ringraziate quando arriva?
- l: quella veramente pensavamo di saltarla.
- p: ah, quindi non mi ringraziate?
- l: sì, ma per non metterla in imbarazzo, mica…
- p: ahhh ok. be’, ma allora vi licenzio.
- l: in che senso, scusi?
- p: così.
- l: …
- p: sapete quando ti prende all’improvviso la voglia di fare qualcosa di nuovo? mi è presa adesso, così.
- l: …
- p: avrei potuto provare con l’uncinetto, dite. sì, ma fatto un centrino, fatti tutti. non so, questo mi diverte di più. vi licenzio.
- l: ma in che senso?
- p: pazza idea di far l’amore con luiii, sognando di stare ancora insieme a teee…
(saluta tutti senza inchino e va via sfumando)
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Tags: centro igiene mentale
il 10 febbraio 2012 alle 5:35 p ha detto:
… avrei voluto esserci!!!
il 10 febbraio 2012 alle 9:22 p ha detto:
sì dai, vendiamoli insieme i palloncini, sarà bellissimo!
il 11 febbraio 2012 alle 9:57 p ha detto:
Ricostruzione fedelissima, ancorchè edulcorata.
Hai dimenticato credo solo due battute, che qui puntualmente riporto:
l.ma davvero ci licenzia?
p….chi lo sta chiedendo?
l. io, vede..qui dietro, con il berretto di lana
p. si alzi inpiedi, non la vedo!
l. ehm, non posso, non si ricorda di quelle pesanti palle di piombo che ci ha fatto indossare qualche mese fa per limitare il numero di pause pipi’..?
p. ..
l. ..e che possono essere sganciate solo a fine turno con quella chiave speciale che lei tiene sempre nella scatola dei sigari?
p..come si chiama lei? ..ah si, mi ricordo. Ok, coi licenziamenti inizierò in ordine alfabetico, partendo dal basso. E che cazzo!
….
il 11 febbraio 2012 alle 7:16 p ha detto:
l’ordine alfabetico partendo dal basso è un evergreen che mi accompagna dalle elementari.
il mio solo rammarrico è di non aver saputo che mise indossasse quel giorno…