nudo di donna

io e letti flavia siamo ormai alla frutta, l’abbiamo capito persino noi. così, tra un riso isterico e l’altro, ci siamo coscienziosamente dirette verso le rispettive uscite di emergenza, salvo poi ritrovarci fuori a discutere su quale tonalità di arancio sarebbe più adatta al giubbotto salvagente. il che è molto da noi, sì, è vero.

sicché adesso ho questa nuova doc, bellissima e splendida proprio come la volevo io, che ha promesso di guarirmi e fare di me una donna nuova, bellissima e splendida proprio come lei (ha detto più una cosa tipo: vedrò quello che posso fare ma la situazione, pur guardandola nel suo complesso e con uno sguardo estremamente positivo e fiducioso nel futuro, è al momento pressoché disperata. non lo so, ecco, ma non contarci troppo bimba).

comunque, come dio ha voluto, la prima volta è andata. mi ero messa su tutta bellina, con il mio cappottino bianco e le scarpine belle con il tacco e il fiocchetto davanti, che così mi sentivo bene e potevo nutrire la folle speranza che non mi mangiasse viva appena entrata. non mi ha mangiata in effetti e mi ha anche dato del tu e chiamata fede. mi è andata di lusso insomma.
a conti fatti, tolta l’ansia del posto nuovo e del parcheggio e del cosa le dico e del come sarà e del signoremiodio perché perché perché proprio a me, tolto tutto a me sembra sia andata abbastanza bene. non mi sbilancio, ecco, però secondo me sì.

adesso ho un pacco così di compiti da fare a casa, tutti difficilissimi che ogni mattina mi sveglio e c’ho già il pensiero lì, però finora li ho fatti e secondo me mi dirà brava.
se no le mando letti flavia, e allora povera lei.

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