il primo lunedì d’autunno

è facile. ti svegli come tutte le mattine, tutte le mattine tranne le ultime due settimane che in realtà non sono mai esistite, fai quello che fai sempre cioè far finta di non sentire la sveglia far finta un’altra volta poi pipì caffè sacri lavacri e vestizione trucco e parrucco saluti e baci chiavi della macchina e ipod e neanche te ne accorgi che sei già sulla strada, sempre la stessa, curva dopo curva. ma oggi quando ti avvicini al tuo pezzetto preferito ti batte un po’ il cuore che è tanto che non lo vedi e chissà come sarà, sempre bello da togliere il fiato, riuscissi a fermarti almeno una volta per guardartelo bene con calma in pace, ma vogliamo mica far tardi proprio il primo giorno e poi stamattina l’ipod è felice e chi si azzarda a fermarlo, via fino alla meta, ci si ferma un’altra volta.
e arrivi lì che pensi ma la tristezza di sto posto non va in vacanza mai? nemmeno dopo le ferie? nemmeno se sei sovrappensiero e lo guardi all’improvviso? no, mai, grigiore e tristezza tutt’intorno, sali le scale che è meglio. e fai il corridoio e pensi speriamo di non essere la prima, che voglio i saluti e gli abbracci stretti e ciao come stai e gli occhietti felici, e giri l’angolo e ne trovi due su quattro e hai i tuoi begli abbracci e i saluti e gli occhietti e adesso sì che puoi apparecchiare la scrivania di tutte le tue carabattole nel cassetto che tanto le cose importanti le abbiamo sbrigate.
ma è il primo lunedì d’autunno, bando alle ciance, c’è una missione da compiere, c’è un desktop da cambiare. la faccenda è delicata ché il prossimo si tira fuori a natale, la storia è meno facile di quel che sembra ma siamo freschi e riposati, ce la possiamo fare. poi, come l’annunciazione dell’arcangelo gabriele a massimo troisi, il desktop perfetto ti appare e adesso sai che tutto andrà per il meglio, non hai che da far finta di lavorare e bloccare il computer quante più volte puoi, che un desktop bello così nessuno lo ha visto mai.

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  1. odio i lunedì, i lunedììì
  2. dai che lunedì è finita. dai, dai!

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