ora vi voglio dire, c’è chi uccide per molto meno

ah, le meraviglie dei viaggi in treno… io appena salgo metto su la mia divisa da perfetta misantropa, cuffiette in testa e libro in mano che a cambiare idea si fa sempre in tempo e a pentirsi invece no, quindi non mi rompete le palle e ci si risaluta quando si scende, ciao.
iniziamo con una precisazione preliminare: su un treno regionale, ad agosto, gli scout non possono salire. niente di personale, davvero, che siete tanto carini e chissà quante storie di amori amorazzi e tradimenti avrete da raccontare dopo una settimana di campo e figurarsi se non vorrei star qui a sentire tutto. è che cento chilometri trattenendo il fiato sono lunghi da passare, lo capite da voi questo, no? quindi niente di personale, appena entrerete nella fase ‘il sapone è mio amico’ sarò felice di partecipare a tutti i vostri pettegolezzi estivi, ma fino ad allora… teniamoci in contatto, ok?
e passiamo al momento dell’entrata in scena di marylin manson e signora. ma il marylin manson dei suoi giorni più bui però, quello che quando lo guardi ti fa pregare che la terra ti inghiotta prima che tu possa guardarlo ancora. e niente dita von teese, so che vi piacerebbe ma no, è un altro marylin manson solo con il caschetto platino quello che abbiamo qui. e secondo voi, su settantotto vagoni e diecimila posti disponibili, dove finiscono loro? davanti al prete, certo che sì.
ed è stato nel momento esatto in cui quel sorrisetto sardonico mi ha fatto strizzare gli occhi che ho visto comparire all’orizzonte la mia nemesi. lunghe extention bionde raccolte con quella noncurante affettazione un po’ così, unghie con gel alto una spanna, rolex al polso, occhiali gucci e bauletto laccato rosso louis vuitton stretto in grembo come il bambino gesù. arriva trascinando una valigia rosa alta quanto lei e chiede: è libero questo? che lei starebbe tre posti più in giù ma le fa fatica, stella. e si siede, che una con un bauletto così volete mica che attenda una risposta, la vita è breve e lei ha tutte le foto nuove da postare su facebook e la sua amica da chiamare e lui è proprio tanto carino, siamo stati bene questi due giorni insieme (e che minchia c’è dentro quella valigia allora, un cadavere fatto a pezzi?!), però c’è questa tizia di perugia con cui sta… non se la porta neanche dietro per le vacanze comunque, mi ha chiesto se lo raggiungo in sardegna, che ti devo dire, vediamo.
ora voi capite che io non ho altra scelta se non augurarmi che il treno deragli, vero? riuscite a capirlo anche voi questo, no?

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3 Risposte a “ora vi voglio dire, c’è chi uccide per molto meno”

  1. Giovanni7x

    Ciao,a dire il vero non ho capito nulla..ma per me questa è la norma e non sicuramente l’eccezione,ma scusa..Marilyn Mansone mi sembra di aver visto su mtv che è una stella del rock è che è un uomo…forse mi sbaglio??…cmq neanche a me piacciono quelli che parlano ad alta voce dei fatti loro,come se,chi gli sta vicino,deve per forza ascoltare..sull’autobus,l’altro giorno,uno si è messo a parlare al telefono da quando è salito a quando è sceso (cioè,circa 15 minuti dopo)..non so il motivo ma mi erano venuti così i nervi che avrei voluto scendere (ma con sto caldo figurati se cammino a piedi :D ).Ciao ciao

  2. Giovanni7x

    Ps. Rileggendo il tuo commento ho capito che tu non avevi mica detto che Marylin Manson è una donna…scusami tanto eh? :D
    PS. Gettare le armi non è arrendersi.è avere fegato.Bella frase,vero??adios e buone vacanze ( spero che farai lo stesso altri interventi ..io li leggo sempre ma non commento perchè…a volte non so cosa dire,ecco)

  3. Dick Basstardly

    Il treno è bello, come il cinema, anzi, anche meglio.
    Ogni gruppo di sedili ha il suo schermo, su cui scorrono immagini, sempre le solite. Forse noiose, prive di alcun interesse, o forse solo contenitori di significati ancora vuoti, a cui ciascuno di noi può dare quello che più si adatta al proprio stato d’animo del momento.
    Ma è anche un ampio campionario, un catalogo di stranezze umane. Basta liberarsi dalla noia del viaggio, dallo stress che spesso lo accompagna e guardarsi intorno, osservare gli altri ponendosi come osservatore curioso e acritico per coglierne l’aspetto pittoresco, anche letterario. Come fossero soggetti da dipingere, istanti di vite da scrivere, ispiratori di colonne sonore per film di altre epoche ancora a venire.
    Quando mi porto dietro quel tedio insostenibile che mi segue ovunque, trovo sollievo anche viaggiare in treno.

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