con gli scuri chiusi se possibile
poi c’è anche quest’altra cosa qui. io lo so che alla fine sembro pazza e voi però mi volete bene uguale e mi tenete così come sono, che tanto se no non è mica che cambio, ma io come prendo in mano la reflex trovo una porta o una finestra da fotografare. e se fossi una un po’ meglio di così lo farei perché mentre guardo nel mirino penso chissà che vite si nascondono lì dietro, chissà che storie.
sì, senza dubbio, ma poi in fondo… magari no, magari dentro non c’è nessuno, sono usciti tutti. che poi il più delle volte riprendo pezzi di case abbandonate da anni, chi vuoi che ci sia più lì dentro? è che sono proprio belle, le porte e le finestre, ma com’è che non se ne accorge nessuno? guardate un po’ meglio invece di andare in giro a pensare a chissà che, che quella roba lì qualcuno l’avrà fatta eh, non si son mica fatte da sole, ci sarà stato un omino che ha preso il legno l’ha lavorato e tutto. varrà la pena di guardarle dire dio che belle e fargli una foto o no?
e questo era il motivo per cui nei miei album le porte e le finestre vanno via come il pane.
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