ultime dall’ansa
la fine del mondo è vicina e questo è un fatto. nel giro di un’ora siamo passati dai sessanta gradi all’ombra al giorno del giudizio. io tifavo pioggia, che quando metti il naso fuori e senti il profumo dell’acqua che arriva, l’estate sembra ancora più bella.
poi c’è che ho ricominciato a studiare. roba di nessun interesse per i più mai voi dormite pure sonni tranquilli che a temperare le matite ci penso io.
e poi ci sarebbe la storia della fisarmonica da suonare sotto i ponti. per farla breve, il fatto è questo. a teleridicolo si piange miseria. è un marchio di fabbrica, non so se capite, come l’abbronzatura per valentino, come le diciottenni per berlusconi, da noi va di moda la crisi dietro l’angolo. noi ci alziamo la mattina, timbriamo il cartellino, poi portiamo fiori freschi all’altarino di jabba the hutt che ci fa la grazia di farci lavorare. è così, non c’è un motivo, sarà qualche sostanza che dissolvono nell’aria, non lo so. fatto sta che come inizi a lavorare lì, tempo due giorni e cominci a considerare il fatto che meno male mi stanno facendo sto favore di farmi lavorare.
- il contratto integrativo è scaduto da un anno e mezzo. abbiamo chiesto un incontro ma l’azienda ce lo rifiuta
- eh, ma c’è la crisi, anzi anzi che ci fanno lavorare
- ma le richieste non sono mica di natura economica…
- dici bene te, ma già è tanto se ci tengono il posto, guarda
- hanno sostituito la società di vigilanza per problemi con i pagamenti
- hai capito com’è la situazione? e ci dà ancora i buoni pasto, pensa te
- sì, ma adesso hanno cambiato pure la società di pulizie…
- e non ci fanno portare nemmeno la carta igienica da casa, ce la danno loro!
- mmm. ma lo stipendio di luglio adesso ce lo pagano a metà
- hai capito? e l’altra metà a settembre… mica se la tengono loro, ce la pagano!
- e ce lo dicono di venerdì 30 luglio, non lo sapevano prima?
- ma per non farci preoccupare no? così partiamo per le ferie sereni. vai tranquilla vai, e cambia l’acqua ai fiori che se no appassiscono.