mio fratello c’è sempre stato. non è mica nato oggi voglio dire, è da quando ho tre anni che c’è, quindi poi uno dopo un po’ ci fa l’abitudine, se capite cosa voglio dire. e voi non lo sapete, ma io e mio fratello ci siamo dati botte da orbi che come ne siamo usciti vivi diosololosa, ma siamo ancora vivi e questo è un fatto. botte da orbi e mazzate a più non posso, tante prese e tante date che veniamo da una famiglia in cui il senso del giusto prima di tutto. io gli ho fregato parecchi vestiti anche, appena è diventato alto abbastanza da poterglieli fregare. fregati poi… presi in prestito, che poi glieli ridavo i jeans, mica me li tenevo. e comunque parlavamo un sacco, voi ci davate una traccia e noi andavamo avanti per ore, che poi l’argomento vale quel che vale e a noi ce ne fregava poco, e io una volta gli ho anche raccontato un libro per filo e per segno che secondo me a lui piaceva ma lui non aveva voglia di leggerselo, allora io mano a mano che andavo avanti glielo raccontavo, che a leggerlo alla fine mi sa che ci metteva meno. parlavamo anche la sera prima di dormire, ogni tanto, prima che ognuno avesse la sua cameretta, e anche dopo lasciavamo la porta aperta e parlavamo al buio, da stanza a stanza, ognuno sotto la sua coperta fino a che uno dei due non diceva vabbè dai a domani, buonanotte.
oggi eravamo seduti nella stessa poltrona, in pausa lui da un mese di lavoro fuori sede e io da una figlia meteoropatica, e viene fuori che anche lui ascolta musica salentina. allora chiedo: com’è? e lui risponde: e tu com’è? ha sempre questa logica stringente che ti spiazza, mio fratello. poi fa: è che, più in generale, mi piace la musica popolare. e questa non me l’aspettavo mica, che io pensavo di essere la sola e invece c’era lui, ma chi lo sapeva? allora gli ho raccontato delle ricerche degli ultimi mesi, dei canti popolari, di quelli della guerra e della resistenza, dei collettivi di recupero e salvaguardia della musica popolare e lui stava lì e ascoltava, niente di più e niente di meno. e penso sia l’unico, a conti fatti. è l’unico con cui posso chiacchierare a ruota libera di cose che annoiano quasi anche me, senza che metta su una faccia spazientita o che mi interrompa per parlare dei fatti suoi. per dire che fratello che ho io.