Archivio del mese di marzo 2010

martedì, 9 marzo 2010

almeno io se sto zitta sembro normale

giovane ometto che guidi la polo che mi è dinnanzi e che scruti i miei gesti sbirciando nello specchietto retrovisore, cosa ti fa pensare che il mio cantare a squarciagola in macchina sia più assurdo del tuo andartene in giro con i capelli da indiano cherokee? sentiamo, avanti.

lunedì, 8 marzo 2010

8 marzo a casa pantofola

sepdcedt al papero grasso: allora capito amore? quando siamo al parco tu devi dire ‘papà, quando torna la mamma?’ e io dico ‘la mamma non torna più amore, è andata via di casa e ci ha lasciati soli, adesso siamo soli tu e io’. capito?
lady p.: devi dire che sono morta, non che sono scappata. se sono morta rimorchi di più, fa più pena.
sepdcedt: sì beh, ma mi dispiace. ti voglio bene io, in fondo.

domenica, 7 marzo 2010

il nuovo sport nazionale

inventare mille modi divertenti per irridere il semplice dato di fatto ch’io non riesca a fare un fottuto barrè. si stanno organizzando dei campionati divisi per gironi, aderite in numerosi.

sabato, 6 marzo 2010

narcotici nell’aria

ve la racconto così com’è andata e lungi da me voler romanzare.
si era qui, sul far della sera, io a sfamare il papero grasso e il sepdcedt a languire sul divano che la giornata gli era cominciata presto. trafficavo su youtube per cercare la colonna sonora adatta che la ragazza mi è di gusti difficili (è una gran rompicoglioni a dirla tutta, ma tiriamo avanti) quando a un tratto… metti una canzone, mettine due, mettine tre, non sento più quella vocetta da papero che fino a un minuto prima faceva da controcanto agli stornelli. mi giro al rallentatore, che certe scene bisogna godersele fotogramma per fotogramma, e non me la trovo addormentata a braccia conserte sul seggiolone? corro a portare la lieta novella al sepdcedt e quello giace nella stessa posizione. no, ho già controllato e lo specchietto si appanna, sicché parrebbe ancora vivo.
ora la situazione è questa: ho un frigo pieno, un barrè da imparare, un libro da finire e la serata libera. io non rispondo di me, poi non venite a dirmi niente ché vi ho dato il giusto preavviso.

update: e comunque ridere da sola in una casa travolta da improvvisa narcolessia leggendo chinaski e bevendo camomilla non è sano.

venerdì, 5 marzo 2010

del risalire la china il venerdì

la settimana finora aveva fatto abbastanza cagare, possiamo dirlo tranquillamente che tra di noi non ci formalizziamo più. senonché stamattina il sole splendeva alto nel cielo e io avevo l’ipod felice, il che ha fatto sì che la giornata iniziasse con un certo qual entusiasmo. poi no, poi è arrivato novembre, ma è quello il bello della luce al neon che ci puntano contro, a noi polli in batteria, no? e infatti.
poi c’è stata la pausa pranzo soli uomini, io dick e il cherubino, che prima mi hanno preso amabilmente per il culo perché non mi viene il barrè (no, non mi viene, non vi ci mettete anche voi), con quella faccia di chi dice giusto a una femmina può non venire il barrè, però poi mi hanno trattata abbastanza da maschio e non succedeva dai tempi di caruso fiore e l’imbecille voglio dire, è quasi l’alba di una nuova era amici, c’è di che festeggiare.
poi ci sono state un po’ di chiacchiere sceme e musica bella e cioccolatini, che se vai a vedere son le uniche cose che ci si ricorderà, che il resto è rumore di fondo.
poi c’è stato il mio colpo di genio. ho trovato le foto nascoste che cercavo e mi sono sentita veramente, veramente, veramente la regina del web. ma non mi hanno dato soddisfazione che io purtroppo frequento la gente sbagliata, questa è la verità, mi circondo di perfide carogne che minano la mia autostima, ma i fatti parlano e fino a nuovo ordine resto la regina del web. così è deciso, l’udienza è tolta.

venerdì, 5 marzo 2010

strani giorni

giorni strani. si parla per dire cose di cui poi ci si pente e si resta in silenzio sprecando del tempo prezioso, che poi non ce ne sarà più. io passo il tempo mangiando cioccolata e rosicchiando unghie, poi mando giù tutto a sorsi di limoncello, la guest star dell’open space.
c’è una spiegazione a tutto, state calmi… è andata così. si era lì che si pranzava seduti attorno alla tavola rotonda, quando monty dice sai cos’è che mi piace un sacco? il liquore alla liquirizia, e il cherubino fa sai cos’è che mi fa vomitare? la liquirizia. a casa ho giustappunto una bottiglia di limoncello che però è alla liquirizia e quindi mi fa schifo. e allora io faccio, fa schifo a te mica a noi, portalo che ce lo beviamo. e quello non ti arriva il giorno dopo con la bottiglia nascosta nella busta come i barboni di new york, diavolo d’un cherubino? quindi ecco spiegato il limoncello in open space, c’è una spiegazione a tutto, ve l’avevo detto. un cicchetto per la ricreazione della mattina, uno per la merenda del pomeriggio e la giornata è passata quasi indolore, lo consiglio caldamente a tutti.
e basta, questa era l’unica nota di merito della settimana. sono giorni strani, strani parecchio.
ci sarebbe giusto da segnalare l’ingresso trionfale di un nuovo, meraviglioso personaggio: barbie fior di loto. ma questa è un’altra, altrissima storia.