Archivio del mese di marzo 2010

mercoledì, 31 marzo 2010

post che mi capisco da sola

dopo cinque anni cinque dal suo ultimo avvistamento e ben sette dalla sua nascita, mi torna alla mente come fosse passata di qui solo ieri la sirena gorda. poi quindi alina, poi mina poi dio solo sa che altro e penso che sarebbe proprio arrivata l’ora di tornare a scrivere, ma i nodi a quel punto verrebbero al pettine e allora che tutto finisca in fuffa come al solito. tra un piangersi addosso e l’altro, però, ho scoperto che esiste una versione di hey jude cantata da ella, e se questo non è il buonumore che viene a bussare alla porta, amici miei…

martedì, 30 marzo 2010

tutto è bene quel che finisce bene

i miei prugni sono in fiore, brunori sas torna a suonare a roma e le elezioni regionali non sono mai esistite.
ah, e ricky martin ha dichiarato di essere gay. tesoro mio, c’eri rimasto solo tu ad avere dubbi in merito, noi non sapevamo più come dirtelo…

martedì, 30 marzo 2010

incubo²

avevo una smart. rosa e col fiocchetto, come hello kitty.

lunedì, 29 marzo 2010

mezzo vuoto mezzo pieno

oggi una giornata che sembravano due. ci siamo persi anche il sole della pausa pranzo chiusi dentro un posto che aveva il condizionatore acceso, hai visto mai facesse freddo. e questo è un chiaro segno dell’apocalisse che bussa alla porta, quando non si è più lucidi nemmeno per scegliere la pausa pranzo giusta. niente chiacchiere, niente canzoni, niente sole splendido splendente, niente di niente, solo mail e telefonate e cassette visionate negli scantinati, una tristezza che la metà bastava.
ma poi sali in macchina e ti accorgi che non servono più i fari ché è ancora giorno e guardi dritto davanti a te e vedi una luna piena enorme e bianca appoggiata sui colli ed esprimi il tuo desiderio, che il prossimo sarà tra un mese, e quando lui torna a casa vedi la busta con i pacchettini del thailandese, perché è stata una brutta giornata per tutti ma è il vostro anniversario e lo sapete solo voi due. allora pensi che in fondo, a conti fatti, non è andata poi tanto male.

venerdì, 26 marzo 2010

se devo fare tutto io allora

non è ch’io non scriva perché abbia da fare eh, dai su, anche voi. è che lo sapete come vanno queste cose, uno si alza la mattina, ha l’ipod felice ed ecco lì che gli è già passato di mente. d’altra parte posso mica pensare a tutto io, se volete un post me lo dite e io ve lo scrivo. ma fatevi vivi solo in caso di estrema necessità, che sono seriamente impegnata a pensare ai fatti miei nell’attuale contesto storico. ciò non toglie ch’io vi ami tutti come fosse il primo giorno, neanche a parlarne. allora dicevamo… eric clapton. eric clapton che mi dicono essere inglese, te pensa, che io lo facevo americano invece. adesso io non voglio star qui a far polemica, ma eric clapton saran quarant’anni che suona o sbaglio? me lo volete dire che è uno che mi piace o aspettate che lo scopra da sola, eh? che se fossi morta la settimana scorsa non l’avrei saputo. vi pare bello, lasciarmi annegare nell’inconsapevolezza? non so… io a volte proprio non vi capisco.
poi. la lega, meravigliosa creatura. la lega era un po’ che non faceva una cosa che uno dice ah, quei vecchi mattacchioni dei leghisti. così sono corsi ai ripari e ne hanno fatta una, settimana scorsa. sapete quella delle salviettine igienizzanti per pulirsi le mani dopo aver toccato un immigrato, no? ecco, siccome la barzelletta di borghezio che saliva sul treno con lo spray disinfettante gli era rimasta scompagnata, allora si son fatti venire in mente questa. marione, pensavi me la fossi dimentica eh? col cazzo. io vivo per il giorno in cui un nigeriano alto due metri e tre deciderà di donarti tutto il suo amore per ringraziarti di aver reso trenitalia un posto più pulito.
poi che altro? martedì c’è stata la presentazione del tarlo e l’avevo aspettata tanto ma poi alla fine non sono andata, che all’improvviso mi sembrava una cosa tanto piccina e io non ero dell’umore che ci voleva per essere lì e allora ho detto vabbè dai, però magari sarebbe stato bello invece.
poi niente, più o meno tutto qui. delle pause pranzo vi racconto la settimana prossima, che quella è tutta un’altra storia.

venerdì, 19 marzo 2010

friday i’m in love

e se lo dicono i cure, io ci credo. oggi niente limoncello time e niente calzone da salvatore, che ha cercato di tenerci buoni con un vassoio di dolcetti ma no, siamo stati irremovibili. mangiati fino all’ultimo, ma con irremovibile scontento.
però la giornata era cominciata con una certa qual nota giuliva data da un’improvvisa intuizione di barbie fior di loto, che ci ha passato un pezzo che più anni ’8o non si poteva. e il pezzo giusto chiama playlist, va da sé… io poi ormai sforno playlist come cornetti a colazione, che nella vita non si sa mai. metti che ti viene voglia di ascoltare quella cosa lì, puoi mai andare a cercarla fra i cd che poi bisogna ricordarsi dove sono, trovarli, aprire la custodia… una fatica del tutto priva di senso, voi questo lo sapete bene. e poi abbiamo prenotato amsterdam! io la lonely planet ancora non la compro che porta sfiga, ma ho biglietti e ferie firmate e se non è viaggio imminente questo ditemi voi. per il resto niente, ci sono previsioni di mangiate ciclopiche per questo weekend, ma saprò darvi maggiori dettagli quando rientrerò alla magione barcollando.
fino ad allora, as usual, statev’ bbuon’.

mercoledì, 17 marzo 2010

a guardar bene qualcosa si trova sempre

ho avuto giorni migliori voglio dire, me ne sono stata sola in mezzo al mare con nessuno all’orizzonte a parte i pesci che ti nuotano tra i piedi o sdraiata sull’erba a occhi chiusi a respirare e basta. poi ci sono i giorni normali, che fossero tutti belli così dopo un po’ verrebbero a noia. oggi era una giornata in bilico, che quando te ne vai a letto puoi dire tanto è andata bene quanto è andata male, è questione di un niente, che non sapresti neanche dire.
allora oggi, a volerla guardare in un certo modo, è andata così.
un’ape piaggio. l’ape piaggio mette il sorriso, non dite di no perché allora siete morti dentro. mette il sorriso e fa anche cantare, cioè se vedete un’ape piaggio e vi viene da cantare va bene, ma se non vi viene in mente niente va bene lo stesso, non state a farvi venire l’ansia adesso che non è questo il punto. quindi, un’ape piaggio. poi un miracolo che mi hanno raccontato, un miracolo vero non tanto per dire, di quelli che fossi una brava ci avrei già tirato giù un film che praticamente è bell’e pronto. poi sole, e sole vuol dire pranzo da salvatore, vassoietto pieno di pizza e sedie girate al sole per scaldarsi come i gatti. poi trenta dolcetti fatti fuori in cinque. poi una canzone da ballo della scopa e la pubblicità di un cuore di panna e noi. poi poi poi. il papero grasso che mi vede entrare e trotterella verso di me sculettando e con le braccine in alto e una canzone nuova nuova che so suonare tuuuutta quanta. e col barrè. poi domani andrà anche meglio, che salvatore fa i calzoni e google prevede sole a più non posso. non mi vorrei sbilanciare ma potrei anche prendere il gelato.
cercate su, che qualcosa alla fine trovate anche voi. sta lì.

martedì, 16 marzo 2010

piano inclinato

ma ve l’ho detto che alla fine ho sconfitto il fottuto barrè? ah non ve l’avevo detto? beh, l’ho sconfitto. chiedete in giro, ho testimoni a mio carico. e ho anche due biglietti e mezzo per l’olanda, perché dovendo organizzare la prima vacanzetta vera con la prole ho pensato, cosa c’è di meglio di un paese che ha legalizzato prostituzione e droghe leggere? e infatti. quindi eccoci qui, biglietti in mano e dita incrociate, poi vi saprò dire.
per il resto tutto scorre, l’imbecille ha scritto la parola fine in coda al suo romanzo da un milione e mezzo di battute, caruso è il solito idiota (da non confondere con l’imbecille, mi raccomando, è tutta un’altra sfumatura di scemenza) e il ken di barbie fior di loto ha ritrovato pezzi di sorriso, che era stato smarrito ormai da tempo immemore, sepolto sotto palate di bile e malanimo e tristezza nera. c’era ancora però, io gliel’ho visto e faccio il tifo per lui, che tutti abbiamo bisogno di avere un ken felice.
io al momento sto in cima al piano inclinato. ho già passato il pezzo in cui sembra tutta pianura, è iniziata la rincorsa e prendo velocità più in fretta di quel che sperassi. dubito che in fondo ci sia un prato fiorito ad attutire la botta, ma stiamo a vedere, avete visto mai…

venerdì, 12 marzo 2010

è inutile bussare, qui non vi aprirà nessuno

incredibilmente mi trovo a dover dire quanto segue, portate pazienza:
1) questo non è un blog pro sofia loren.
2) questo non è un blog contro gina lollobrigida.
3) questo è un blog a cui gliene frega mediamente una mazza tanto dell’una quanto dell’altra e nutre lo stesso grado di annoiato disprezzo per come entrambe abbiano deciso di ridurre a macchietta quello che un tempo fu un canone di bellezza per un paese intero.
4) ‘questo è un blog’ è un’affermazione forte di cui non sono certa di volermi assumere la responsabilità.
ciò detto, vado a narrare. un milione di anni fa, diosolosacomemisiavenutoinmente, scrissi una delle tante minchiate che sono solita scrivere, relativa nello specifico alla fine indecorosa di claudio-lampade-abbronzanti-a-pacchi-baglioni. e fin qui tutto bene, che i fan di baglioni se ne sbattono del mio blog e vivono felici per i fatti loro. ma perché fermarsi a baglioni che poi la vita sarebbe semplice? e butto dentro anche la lollo. e se ne viene giù il mondo.
ora, amici (o più probabilmente amico dai mille soprannomi) difensori della dignità della lollo nazionale, mi rivolgo a voi e spero sia per l’ultima volta, dopo di che sarò costretta ad assoldare un killer che ci liberi per sempre della nostra amata bersagliera: la lollo è la miglior donna del mondo ok? ci sarebbe anche mia nonna quando fa le fettine panate, per dire, ci sarebbe anche letti flavia quando mi racconta le storie sceme volendo, ma no, se devo scegliere una sola donna al mondo io scelgo la lollo, va bene? non mi presentate altre candidature che non le prendo nemmeno in considerazione, per me c’è lei e lei sola. sofia loren dici? pussa via, chi la conosce, allontanate da me quell’indegna creatura.
adesso, amico squilibrato che vieni a farmi visita illudendomi che qualcuno davvero mi stia lasciando un commento (e voi sapete che è una ferita sempre aperta questa per me), gentile paladino difensore dell’onore della nostra, potresti gentilmente sparire dalla mia vista una volta per tutte, che mi sono abbastanza rotta le palle di dover fare canc sui tuoi commenti? non è che non voglia, passerei tutta la vita a riempire il cestino dei tuoi preziosi scritti, ma mi si è infiammato il tunnel carpale capisci? a forza di cliccare su quel cazzo di canc. e siccome ho già il mal di schiena e un po’ di torcicollo anche e la gola così così… insomma un periodaccio, non è per te, davvero. se tu potessi… ecco.

venerdì, 12 marzo 2010

cose buone

una giornata oggi che non passava mai, mai. abbiamo provato a spingerla, a prenderla a calci, a ubriacarla… niente. adesso, se dio vuole, pare sia giunta al tramonto, ma non lo so eh… che le giornate così sono infide, quando meno te l’aspetti ricominciano daccapo come niente fosse.
cooomunque, dopo una comunicazione sindacale ammantata di ridicolo di cui parleremo diffusamente nei prossimi giorni, dopo un po’ di musica bella ascoltata in solitaria, dopo qualche sguardo finalmente più disteso, me ne sono andata a trovare rifugio nei miei blogghetti, che quando devi passare il tempo non ti abbandonano mai. ho riso tanto, da sola che non è proprio lo stesso, ma ho riso. e mi sono preparata spiritualmente al viaggio che è ora, se ne sente la mancanza da queste parti.
quindi niente, statemi bene anche voi eh, che ci tengo.