quando ci vorrebbe per davvero la fata carabina

è buio e fa freddo, è ora di cena e siamo imbottigliati in una coda che durerà ancora per taaanto tempo. per completezza dell’informazione la coda è per riuscire ad entrare al teatro argentina, dove stefano benni (!) e daniel pennac (!!) si incontreranno e parleranno amabilmente del più e del meno. la fila, a mezz’ora dall’apertura delle porte e a più di un’ora dall’inizio dello spettacolo, corre tutto attorno all’isolato, vi e chiara la situazione? Bene. Adesso, sinceramente, come vi aspettereste che fosse composta voi una fila così? da gente impazzita e pervasa da spropositato entusiasmo disposta all’estremo sacrificio pur di riuscire a entrare, un lungo serpentone composto da tanti me, non è vero?
allora che cazzo ci fanno sti tre qua davanti, che blaterano da interminabili minuti sulla presunta incapacità di benni di saper raccontare una storia? perché dio ha voluto metterli propri davanti agli occhi miei? e come è possibile, alfin mi chiedo, che sia stata davvero pronunciata la frase “dignità calpestata” riferita – lo giuro sulla fata carabina – ai lunghi tempi di attesa?! Respondez si vous plait.

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