Archivio del mese di gennaio 2010

domenica, 17 gennaio 2010

back to 90′s

lo zapping serve. i canali inutili di sky anche. la prossima volta che zappingherete annoiati da un canale inutile all’altro e vi chiederete perché lo stiate facendo, sappiate che la risposta c’è, ed è questa: su lei, la summa di tutti i canali insulsi del satellite, stanno trasmettendo la serie completa (si spera) di innamorati pazzi.
lo so, dodici anni di acqua sotto i ponti ed è ancora amore alla follia, non lo dite a me.

giovedì, 14 gennaio 2010

tre motivi per salvare una giornata che finirebbe altrimenti dritta nel cesso

1) sulla strada che faccio la mattina per arrivare in ufficio c’è un albero di mimose in fiore, già tutto bello giallo e vaporoso e ciccione e il profumo si sente fin dentro al pandino e mette allegria. poi dura il tempo che dura, ovvio, ma intanto.
2) avvio il pc, aspetto quei tre quarti d’ora che ci vogliono perché parta anche outlook e trovo la mail di un collega che ieri aveva il turno di sera e che si è ricordato che il papero grasso spegneva la sua prima candelina e mi ha mandato degli auguri tanto carini e sono rimasta senza parole che proprio non pensavo.
3) stavo per mettermi a scrivere questo post ma avevo solo due motivi e due motivi mi facevan tristezza, così ne avevo trovato un terzo che però era proprio tirato per i capelli, e non scopro di avere un commento nuovo di zecca all’ultimo post? piuttosto, se qualcun altro volesse aderire al delurking day, che domani si prospetta un’altra giornatina… giusto per avere già un motivo pronto, ma se no no.

venerdì, 8 gennaio 2010

le gioie della maternità # 10

alter linus

questa è la nuova espressione preferita dal papero grasso (che al momento, tanto per tenervi aggiornati sullo stato della sua voracità, è purtroppo più simile a taz).

giovedì, 7 gennaio 2010

l’arte del rientro soft

non ho niente da dire, volevo solo stare un po’ qua a fare due chiacchiere, ve lo dico subito così vi mettete tranquilli o andate a farvi un giro (ma questo sarebbe poco gentile nei miei confronti, comunque fate come vi pare, ma non siete per niente carini, ve lo dico perché lo sappiate). allora ecco, potrei dirvi questa cosa qui.
il rientro in ufficio. il rientro in ufficio dovrebbe svolgersi così, ditemi voi se sbaglio. si arriva, rilassati però, non di corsa, che avete ancora tutte le ferie appiccate addosso, non fate quelli che dio quante cose avrò da fare oggi, su. si arriva e si saluta tutti, uno a uno, e si fanno quelle chiacchiere banali da rientro che aiutano a creare un clima rilassato. poi si accende il pc, ma con calma, un momento… e si leggiucchia la posta e fondamentalmente basta, si lascia che il tempo passi nel modo più piacevole possibile. volete ascoltare un po’ di musica su youtube? ok. volete chiacchierare con il compagno di banco su com’è andato il capodanno? bene. volete mangiare pizzette in compagnia? meglio ancora. potete fare quello che volete, è il giorno del rientro.
ora, cosa di questo idilliaco quadretto non è chiaro? nulla. allora perché nostra signora dell’ansia immotivata (e no, in questo caso non sono io), perché ha iniziato a blaterare appena varcata la soglia? per rompere le palle a me, sono giunta a questa conclusione.

giovedì, 7 gennaio 2010

amo l’umanità – take two

a me quelli che arrivano in ufficio dopo le feste con l’idea di lavorare…

martedì, 5 gennaio 2010

fellini sarebbe dalla mia

oggi ero lì che trotterellavo nel mio pandino a metano dritta verso casa, quando a un tratto – spinto forse dal vento di bufera che spirava in quel momento ma forse invece dalla mano di dio, chi siamo noi per provare a spiegare il perché e il percome – mi vedo venire incontro un palloncino rosso.
ora voi che avreste fatto davanti a un palloncino rosso che vi corre incontro? appunto, anch’io. ho rallentato e mi sono quasi fermata e ho cercato di schivarlo e ho pregato che no! ti prego!! non mi si buttasse sotto le ruote che non volevo mica ucciderlo così. è stato un moto involontario ma in fondo mica poi tanto, che non si va in giro ad ammazzare palloncini… sotto natale poi, ma che modo è?
fin qui siamo tutti d’accordo, giusto? ecco. allora perché il tizio dietro di me (e ti ho visto dallo specchietto retrovisore, brutto bastardo di un ammazzapalloncini) mi ha guardato come se fossi pazza? perché?
che qualcuno me lo spieghi se ne è capace.

domenica, 3 gennaio 2010

adesso ditemi voi se non è insopportabile

- sepdcedt: che stai sentendo?
- lp: sai akille? il blogger… l’amico di caruso, andavano all’università insieme e ha questo blog e si occupa di musica anche, ogni tanto lavora in radio, cose così. eh, allora ogni anno scrive un post con i 12 singoli più rappresentativi dell’anno appena passato e ce n’è uno di questo tizio che canta benissimo, ma proprio bene, mi piace un sacco!
- sepdcedt: ah, e come si chiama?
- lp: brunori sas.
- sepdcedt: ecco, questa era la risposta.

domenica, 3 gennaio 2010

il 2009 in bignami

un anno in status di facebook, o quel che ne rimane ( e no, certo che l’idea non è stata mia, non sia mai…).

ha una figlia rhythm and blues
mangia cioccolata
ha iniziato troppo presto la giornata ma spera nella rimonta
fa le pulizie di primavera tra i suoi contatti
respira nel suo sacchetto di carta
si prepara al caterraduno con il corpo e con la mente
finalmente viene sera
ha amici pavidi… pavidi, pavidi, PAVIDI!!
abbraccia il condizionatore con passione
chiude i rubinetti
pensa agli amici lontani
ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale
è pronta per il gruppo di visione, prontissssima!
conta i minuti
Jai guru deva ommmm
canta e scrive
e i panini di poldo
ha appena scoperto che dei colori primari e secondari non aveva mai capito una mazza
…e alcol etilico hanno stretto amicizia
non ho voglia di scrivere. il che, essendo al momento ciò che faccio sia per lavoro che per diletto, costituisce un problema mica da ridere…
as long as you love me so… let it snow, let it snow, let it snow!
finisce il suo libro ed era ora
è di concerto
è questione di equilibrio, non è mica facile

sabato, 2 gennaio 2010

come il sole all’improvviso

e all’improvviso capisci due cose. quando apri quel pacchetto rosso e dentro scopri un libro che mai in tutto l’universo mondo avresti pensato qualcuno potesse regalarti, in quel momento lì all’improvviso capisci due cose. la prima, che sei una maledetta snob del cazzo che guarda certi libri dall’alto in basso quando invece ogni libro, ogni libro è un donodiddio e vergognati di te stessa che potevano regalarti un profumo santiddio non ti accontenti proprio mai tu vero, devi sempre star lì a rompere le palle, non ce la fai proprio. la seconda è che finalmente ora sai il perché di quella doppia fila di libri sulla tua libreria, doppia fila che non finisce mai di suscitare critiche e discussioni. doppia fila che oggi ti sembra fatta apposta per nasconderci dentro quel libro lì.

sabato, 2 gennaio 2010

buona fine, miglior principio

così anche stavolta si è dato il benvenuto al nuovo anno a casa pantofola, tutti riuniti sotto lo stesso monte di salsicce, spiedini e bottiglie di vino. poi, come ogni mezzanotte che si rispetti, dopo il 4 3 2 1 buon annoooo!!! e i baci e gli abbracci e lo spumante e chi è che lo beve dolce? tu lo bevi dolce? ma davvero?! no no, va bene, per carità, toh e non è che vogliamo mettere a scaldare le lenticchie intanto? sì scaldiamole però fate schifo, io ve lo dico, e intanto usciamo sul balcone che abbiamo le stelline sì sì sì, ma veramente qua fuori stanno sparando armi nucleari, embè noi abbiamo le stelline uhhhh hai visto che fico se fai il cerchio?? attenta che piovono granate. ma ci riesci tu a scrivere il tuo nome? a me mica viene, che la scia mi finisce prima… dopo tutto questo, fra un piatto di lenticchie e cotechino e una tombola kitsch che aspetta di essere giocata, c’è l’arrembaggio ai cellulari per fare gli auguri agli amici lontani e ho corso anch’io, che gli auguri si fanno a mezzanotte, mica il giorno prima, mica il giorno dopo. solo che poi mi sono accorta che io i miei amici ce li avevo tutti lì, ed è stato bello.

ps: per quei poveretti di voi che non lo avessero visto, il capodanno di raiuno (i dieci minuti più lunghi di tutta la serata) quest’anno prevedeva il seguente cast: carlo conti alla conduzione, max pezzali al microfono, i los locos alle coreografie, una miss italia di mille anni fa alla tappezzeria e uno stuolo di babbine natale con bianco colbacco in testa al rifacimento occhi. che vi siete persi…

pps: nella top five dei premi della mia tombolina kitsch quest’anno c’erano: contenitore per urine che torna sempre utile, preservativo di buon augurio control vinto da fiore, barattolino di nutella vinto da letti flavia che a quest’ora sarà già vuoto, poi la regina del trash: vaso orrido con fiori pelosi orripilanti vinto dall’imbecille (che credo lo darà in dono alla dolce, sua metà), e in cima, solitario come solo i veri capi sanno essere, il re del trash: l’infernale arnese di forma oblunga che, se da un’estremità è un utilissimo seppur scomodo calzascarpe, dall’altra è un grattino per la schiena a forma di mano, indescrivibile nella sua sublime bruttezza. e chi, chi poteva averlo in dono se non quella vecchia scarpa del mio amico caruso? già già.
l’hanno prossimo verrete anche voi dai.