l’arte del rientro soft
non ho niente da dire, volevo solo stare un po’ qua a fare due chiacchiere, ve lo dico subito così vi mettete tranquilli o andate a farvi un giro (ma questo sarebbe poco gentile nei miei confronti, comunque fate come vi pare, ma non siete per niente carini, ve lo dico perché lo sappiate). allora ecco, potrei dirvi questa cosa qui.
il rientro in ufficio. il rientro in ufficio dovrebbe svolgersi così, ditemi voi se sbaglio. si arriva, rilassati però, non di corsa, che avete ancora tutte le ferie appiccate addosso, non fate quelli che dio quante cose avrò da fare oggi, su. si arriva e si saluta tutti, uno a uno, e si fanno quelle chiacchiere banali da rientro che aiutano a creare un clima rilassato. poi si accende il pc, ma con calma, un momento… e si leggiucchia la posta e fondamentalmente basta, si lascia che il tempo passi nel modo più piacevole possibile. volete ascoltare un po’ di musica su youtube? ok. volete chiacchierare con il compagno di banco su com’è andato il capodanno? bene. volete mangiare pizzette in compagnia? meglio ancora. potete fare quello che volete, è il giorno del rientro.
ora, cosa di questo idilliaco quadretto non è chiaro? nulla. allora perché nostra signora dell’ansia immotivata (e no, in questo caso non sono io), perché ha iniziato a blaterare appena varcata la soglia? per rompere le palle a me, sono giunta a questa conclusione.
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il 8 gennaio 2010 alle 9:42 p ha detto:
“a chi tocca nun se ngrugna”
lei pensi che lo hanno detto a me, la nota presidentessa dsdc, stamattina perchè ho chiesto una piccolissima cosa appena entrata in segreteria…ma le pare possibile? no, ma, la mi dica lei che mi conosce!