ma invece sono io
poi un giorno il giovane esploratore tobia trova una scatola. la scatola in questione appartiene a me, ce l’ho davanti agli occhi tutti i giorni ma non la apro mai perché so cosa c’è dentro e sono cose che non mi servono, cose che voglio conservare e basta. il giovane esploratore tobia però incontra la scatola con lo sguardo per la prima volta e vuole vedere cos’è che contiene, apre il coperchio e tira fuori tutto, tutto tutto, infila anche la testa dentro per controllare se per caso sul fondo non sia rimasto ancora qualcosa. poi soddisfatto se ne va. e io metto a posto, è un tacito accordo.
a questo punto succedono due cose. la prima, mi rendo conto di quanto cazzo fosse piena quella scatola lì. la seconda, prendo coscienza del fatto che del suo contenuto non ricordo una beneamata mazza. vado ad elencare:
- una decina di foto scattate dalla finestra della mia camera, a casa dei miei, con nebbia sole albe varie.
- un registratorino di quando pensavo sarei diventata una giornalista, come nuovo.
- delle mini-cassette, una su cui ho registrato dalla tv bob dylan che canta in concerto i shall be released, l’altra con su la voce di mia nonna che recita un’antica preghiera popolare.
- delle buste da lettera che avevo fatto con carte che mi piacevano e che non ho più utilizzato perché ho smesso di scrivere lettere ai miei amici. peccato.
- un’agendina dell’anno in cui sono nata io e che era di mio padre.
- una decina di floppy disk (i floppy disk, che pur volendo che me ne faccio adesso, che non esisterà più neanche il lettore?) con dentro la mia tesi su eduardo e l’altra sul pasticciaccio e tutte le sceneggiature che avevo scritto e altra roba ancora.
- un quadernetto che ancora me lo ricordo quant’era brutto, così un giorno che mi faceva tristezza vederlo lì inutilizzato perché troppo brutto presi una bella foto da una rivista e lo foderai con quel vestito nuovo. dentro ci sono pagine scritte fitte fitte, di dieci anni fa, forse più, e queste credevo proprio di ricordarmele, ci avrei giurato. invece leggo le ultime due facciate e non saprei dire chi le abbia scritte. e vorrei sapere anche come va a finire quella storia, che adesso mi incuriosisce, e penso che se solo non fossi così tanto io magari potrei anche riprenderla e vedere di darle un epilogo.
ma invece no, sono proprio io, fino in fondo.
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