Archivio del mese di novembre 2009

mercoledì, 11 novembre 2009

reminder

devo smetterla di commentare i libri un secondo dopo aver finito di leggerli. devo smetterla smetterla smetterla.

mercoledì, 11 novembre 2009

emergenza libreria

il problema è anche vostro, risolvetemelo. lo spazio nella mia libreria sta finendo, come vogliamo fare? li metto a casa vostra? non mi tirate fuori la storia dello scaffale occupato dalle penne, dalle cazzabubbole e dalle moleskine che può benissimo essere liberato perché non è una strada percorribile e non mi risolve comunque il problema. fatevi venire in mente qualcos’altro, forza su.
sto in questa casa da tre anni e mezzo e ho già finito lo spazio, ora ditemi voi com’è possibile… e non è che parliamo di billy del’ikea eh? è una signora libreria di 3.20 mt per 2.70. no, ditemi voi… se mi tengo a freno e mi lego le mani posso farmi bastare quello c’è per… un anno, toh, un anno e mezzo se mi faccio murare viva dentro casa, poi finito.
e dove li metto io tutti i libri che ho nella wish list di anobii, dove? dove??

martedì, 10 novembre 2009

love is… amarsi anche nelle difficoltà

oggi volevo parlare di aria fritta, che la giornata è cominciata bene, con le nocciole a sorpresa. le nocciole. dimmi tu se uno si aspetta una cosa del genere quando si mette in macchina la mattina. e sì che io che spero sempre di arrivare lì davanti e trovare tutto chiuso perché c’è autogestione.

poi però mi è venuta in mente quest’altra cosa qui e allora ve la dico così la chiariamo una volta per tutte. basta abbandonare la gente per strada, basta. veramente, non se ne può più. benni non è più lui, è invecchiato, non è mica più quello di una volta. ehhhh guccini, ormai non è più lui. bob dylan anche, una volta forse, ma oramai. de niro poi, quando faceva i film con scorsese forse, ma oggi come oggi…
sai chi è ancora lui? rino gaetano. sentilo oggi, tale e quale non è cambiato di una virgola. sai anche chi? freddy mercury, bravino anche lui. salinger insomma, è vero che ha pubblicato poco, ma è ancora vivo, non so se possiamo farlo valere… non è che la gente può morire a trent’anni per far piacere a voi eh?
allora! basta un po’! coerenza ci vuole, cieca coerenza e stima incondizionata. scegli che ti piace benni e poi a sessant’anni ti sbaglia un romanzo? amen, te lo tieni così com’è, perché tu sei uno di quelli che amo benni e l’amerò sempre, te ne fai una ragione e vai avanti (ma poi, stefano benni ha 62 anni?! ma starete scherzando! quand’è che è invecchiato tutto in una volta? perché nessuno mi dice mai niente?). non è che la gente non abbia altro da fare che far uscire romanzi e dischi perfetti che vi piacciano tanto così poi potete dire eh però, comincia un po’ a tirarsela ultimamente. la gente ha anche una vita. sbaglia una volta, vorrà dire che avrà dovuto aiutare il cugino a fare un trasloco, non lo so, gli si sarà allagata casa, una roba così. fateli respirare… siete pesanti alle volte, sapete?

nota a piè di pagina: il post non ha valenza alcuna per i sostenitori di antonello venditti. se siete di quelli che io antonello venditti allora dovete aver abbandonato la nave che affondava già da buoni venticinque anni. a meno che non siate dei missionari e allora mi domando cosa ci facciate qui su escluso il cane.
pregasi non rispondere.

lunedì, 9 novembre 2009

bollani oh, mica un allevi qualunque

ci sono cose che destabilizzano. adesso non vi sto a dire quali, che se no questo diventa un blog in cui si capisce di cosa si parla e ci mancherebbe anche questa, ma ci sono cose che dici no dai, questo non succederà mai, mi ci gioco… e perdi anche le mutande (fra due giorni rileggerò e dirò: ma che cazzo era successo? magari adesso me lo segno da qualche parte, ma poi non ritroverò il foglietto e quindi. comunque…). questa è una cosa che volevo dire.
seconda cosa. passano gli anni, cambian le stagioni e i soliti meccanismi piccini restano sempre uguali, non c’è verso di spostarli di un cin. a me le piccinerie fanno venire una tristezza che neanche povera patria di battiato, le piccinerie e l’ottusità. per dire alle volte come ti può rovinare la giornata la gente.
terza cosa, questa la capiamo in tre. vedi il tizio buffo con gli occhialoni da aviatore e un cane a fianco e te ne viene subito in mente un altro con la biciclettina e il naso rosso da pagliaccio che era too dastardly to die. facciamo che è un bel ricordo a cui non pensavo e che è sbucato fuori dal nulla, mettiamola così.
quarta, che poi era quella per cui mi ero messa a scrivere. l’auditorium è l’isola che non c’è, è definitivo. le prime indicazioni partono da bolzano sud, trovi cartelli anche dentro agli autogrill, ma come arrivi a 500 metri da lì non c’è verso di trovare una cazzo di freccia che ti dica dove devi andare. niente, è avvolto nella nebbia, lo vedi solo se ci sbatti contro. ci sono i trans però, se può interessare… tenetelo presente. e chi c’era ieri all’auditorium? chi c’era?? braaaavi, bollanino nostro, quanto ci piace sto ragazzo… stavolta era nella formazione con il trio danese, bravisssimi. ha parlato pochino eh, che chi lo conosce lo sa, quello che racconta è un buon terzo dello spettacolo, però ha suonato che se ne veniva giù il teatro. era quasi un anno che non lo sentivamo, non accada mai più. ricordatemelo, che io ormai…
quinta. quanto è bello andare a sentire musica dal vivo con gli amici eh? quanto? vabbè dai, questa non valeva.

sabato, 7 novembre 2009

adesso lo sapete, regolatevi di conseguenza

sentirmi dire ‘stai tranquilla’ quando in realtà io sono tranquillissima, è una cosa che mi getta nel panico.

venerdì, 6 novembre 2009

a mosca gireranno chiusi nel sacchetto del sottovuoto, non so

roma. lo sapete dove sta roma, no? qual è il clima. ecco, oggi pioveva e c’erano 15 gradi. volgiamo fare 12 per tenerci bassi? facciamo 12. allora c’erano 12 gradi e una fanciulla se ne andava bel bella intabarrata nella sua pelliccia e nei suoi moon boot. a roma.

lo so, è quello che dico anch’io…

giovedì, 5 novembre 2009

i’m feeling blue, i’m feeling happy

presente quando piove quella pioggia che ti bagna l’umore e tu ti senti blues ma poi fai partire l’ipod e lui decide che no, quel giorno devi sentire un’altra musica e finisce che ti cambia l’umore. presente no? certo.
oggi c’è stata una di quelle scene di delirio organizzato che tanto amiamo. sembrava la gocciolina d’acqua che cade nel formicaio e scatena il panico, stesso clima da cataclisma imminente. cataclisma che si ripresenta più o meno una volta l’anno, puntuale come le tasse.
ora, domani esce il cd di giuliano palma, il che vuol dire che si avvicina il momento in cui io e letti flavia canteremo e balleremo mentre tutti intorno ci guarderanno come se avessimo la febbre a 40, incerti sul da farsi. domenica c’è bollani in concerto e io ricevetti relativo biglietto come presente del mio passato genetliaco. capite quanto me ne frega del cataclisma annuale che tutti ci annienterà? ecco.
però, insomma, quando tutti intorno si fanno prendere dalla febbre gialla un po’ l’umore… ma torni a casa e sky (cugino dell’i-pod) non ti sta mandando in onda una donna in carriera? una donna in carriera, che melanie griffith ancora non aveva gli zigomi dietro alle orecchie, quanta nostalgia. tra l’altro visto oggi fa abbastanza ridere, fidatevi di me.

- e adesso volti… come l’ha chiamato?
- culo secco
- esatto, quel culo secco e sparisca dalla mia vista.

giovedì, 5 novembre 2009

x factor: puntata 9

the bastards sons of dioniso!!! si comincia subito alla grande sulle ali della nostalgia. della canzone non ho capito una parola, però fa sempre piacere vederli scatenarsi e sudare come maiali. hanno messo su ottanta chili cadauno, ma fanno ancora la loro porca figura.
l’ospite d’eccezione di questa serata è valeriona marini, se ne sentiva la mancanza. vorrei soprassedere sulla faccenda, perché uno strato di mestizia spesso tre dita mi sta avviluppando tutta. dai che si comincia la puntatona dedicata a sanremo, dai.

- silver: un’avventura, lucio battisti. lui dà sempre questa idea di essere tanto carino e tanto un bravo ragazzo e il suo lavoro povero ma onesto lo fa sempre. oramai però siamo a livelli davvero alti, quindi per me tra poco ce lo perdiamo per strada.
- giuliano: l’immensità, don backy. lui ha una voce stupenda, è vero che in italiano è un po’ meno pulito e convincente, ma il pezzo è talmente forte che lui funziona bene lo stesso.
- yavanna: vacanze romane dei matia bazar. alla nona puntata stiamo ancora a parlare delle orecchie. sentite, abbiate pazienza… comunque, archiviato questo argomento, possiamo dire che la canzone suonata come un tango era fantastica e loro si sono dimostrate assolutamente all’altezza.
- chiara: le mille bolle blu, mina. lei ha una voce cristallina, l’ha fatta bene ed è stata molto fresca nel cantare, ma la messinscena così volutamente autoironica non mi ha convinta del tutto.
- sofia: nessuno mi può giudicare, caterina caselli. io non posso pensare a un’altra puntata con questa tizia, qualcuno faccia qualcosa. ciò detto, lei ha dimostrato nuovamente la sua inutilità e la sua mediocrità a tutto tondo. poi qualcuno mi spieghi cosa c’entrava citare wojtyla alla fine di un pezzo così.
- marco: almeno tu nell’universo, mia martini. no, stavolta no, peccato. hanno cambiato arrangiamento, ok, ma è proprio la voce che stavolta non funziona. una buona occasione sprecata, ma bisogna dargli atto che una volta è concesso a tutti sbagliare.

finita la prima manche, breve carrellata in cui si esibiscono di nuovo tutti con altre canzoni sanremesi da 30 secondi, sempre con la base. marco canta l’edera di nilla pizza ed è la cosa più bella di tutte, dico solo questo. solo questo.

nella sfida finale si affrontano… ta-daaaaà! chiara e sofia. non ci potete credere, lo so, ho strabuzzato gli occhi anch’io. cantano tutte e due come hanno sempre fatto: chiara da dio, sofia con l’inutilità che ben conosciamo. la mori stavolta non ha detto il solito ritornello ‘purtroppo in questo format vince chi è più bravo’, straaaano, e ha lasciato la palla a mara che, dopo avermi fatto venire un infarto, ha eliminato sofia. eeeeeeeeeee, meu amigu charlie, eeeeeeeeeeeee, meu amigu charlie, charlie brown!!! siamo liberi! finalmente liberi!! io posso anche finire qui questa edizione, quello che volevo l’ho avuto.

poi per l’ultima volta, se dio vuole, ci sono le new entry. ma taglio corto che tanto non c’è niente da dire a riguardo. passa la cantante di claudia mori, già scartata da morgan l’anno scorso. ha una voce pazzesca, se lo meritava, adesso staremo a vedere se la cacciano subito oppure no.

e anche per questa sera è tutto. signore e signori, buonasera.

martedì, 3 novembre 2009

si capisce che non c’avevo voglia di scrivere un post? però ho riso molto…

giorni fa è tornata alla ribalta letti flavia, quella donnina che avete già avuto modo di conoscere e amare qui e qui. lo so, la amo tanto anch’io.

- letti flavia: senti, tu che ne sai una più del diavolo.
- lady p: eh
- lf: come faccio a curare l’acne adolescenziale che mi è venuta? che poi è del tutto in contrasto con le zampe di gallina…
- lp: che te se mangiata tesò?
- lf: niente, giuro!
- lp: mmm… birra e vino? come stiamo messi? dolcetti di straforo?
- lf: niente di tutto ciò. lo giuro.
- lp: allora stress? ciclo in arrivo?
- lf: …
- lp: ma poi che sono la dottoressa giò io?!
- lf: e che ne so, tu sai sempre tutto! che te lo vedi a fare dr house allora??
- lp: ma quello è per i casi estremi, il dr house l’acne la fa curare al topo che ha addomesticato. però se ti dovessero spuntare degli zoccoli puoi sottopormi il tuo caso.
- lf: mah, chissà, io non lo escluderei… teniamoci in contatto.
- lp: e teniamoci in contatto.

lunedì, 2 novembre 2009

le gioie della maternità # 8

tu fai tanti sacrifici per i figli, te li porti nella pancia per nove mesi, nove lunghi mesi durante i quali non puoi mangiare niente. e non niente come per dire poco, NIENTE! perché una cosa fa venire la toxoplasmosi, una il diabete gestazionale, un’altra il citomegalovirus. il citomegalovirus, dai, ma che cazzo di virus è? allora dite non puoi mangiare niente perché tu donna partorirai con gran dolore, io lo so e me ne faccio una ragione, no il citomegalovirus, eddai!
nove mesi a digiuno, poi finalmente nasce, ti guarda e la ami. dici, vabbè, ho una fame che me la mangerei, però guarda che faccina che c’ha, ne è valsa la pena. non fai in tempo a dirlo che devi iniziare ad allattarla, è una cosa meravigliosa vedrai! a parte il fatto che anche farsi il bagno al mare è meraviglioso, ma se te ne fai uno di un’ora e dopo dieci minuti che sei fuori ricominci daccapo e ancora e ancora per tutto il giorno e quello dopo e quello dopo ancora, se fai così ti vengono le piaghe ciccia! e infatti. ma non importa, lei ha ancora quel faccino e tu la ami ancora. è un sentimento un po’ avventato stando così le cose, ma non puoi certo sapere che il secondo luogo comune che verrà sfatato dopo quello che una donna incinta deve mangiare per due è che una donna che allatta deve mangiare per due, non puoi saperlo, come potresti? ora io vorrei essere chiara su questo: è vero, allatti, perdi un sacco di energie, puoi mangiare per due, hai la giustifica del medico. basta che tu trovi qualcosa che puoi mangiare, perché la metà del mondo commestibile fa venire le coliche e l’altra metà le allergie, io ve lo dico così vi mettete l’anima in pace. allora posso mangiare il doppio, fantastico! cameriere, mi porti due porzioni di aria fritta, abbondanti mi raccomando!

a questo punto l’amore materno inizia a vacillare, anche perché i giorni passano e quel simpatico soldo di cacio assomiglia sempre di più in maniera preoccupante a suo padre. ma magari cambierà col tempo, non è niente di definitivo ancora… l’importante è che quando deciderà di parlare ti guarderà e dirà… ma c’è tempo, non stiamo a fasciarci la testa prima del dovuto, lo dirà ne sei certa.
poi quel giorno arriva, ci mette nove mesi a dire la prima parola, e se ci ha messo nove mesi santiddio vuol dire che si è spulciata tutto lo zingarelli e ha visto che tra tutte c’era sola una parola da dire, LA parola, quella e nessun’altra, non può essere altrimenti. infatti ti guarda con quella faccina che hai amato per errore, lo scopri solo ora, poi si gira verso il signore e padrone della casa e del telecomando e dice PAPA’.
toglietemela da davanti agli occhi, per il suo bene.