si cambia e si resta uguali

ecco la seconda cosa che volevo dirvi. è già la seconda volta da quando sono rientrata in ufficio che mi viene presentata la possibilità di un cambio di rotta. ora, non c’è assolutamente bisogno che vi dica che sentire la parola ‘cambio’ e iniziare a iperventilare è stato tutt’uno, ma poi ho respirato nel sacchetto di carta che porto sempre con me e sono stata suuubito meglio.
appena mi sono riavuta ho fatto questo ragionamento qua, ditemi se non ho ragione. non è che io sia proprio la regina del trasformismo, su questo convengo, ma non si può neanche dire che sia rimasta sempre ferma allo stesso punto, no? prima dormivo fino all’ora di pranzo, adesso alle sette ho già fatto dodici cambi pannolino, un anno fa facevo la colazione dei campioni con uova pancetta toast caffè spremuta e dolcetto, adesso mangio quello che avanza dal passato di verdure e dalla soglioletta bollita. quindi ho pensato questo: nessun problema sui cambiamenti epocali, che a me le rivoluzioni vere non fanno né caldo né freddo, mi adatto ai tempi che cambiano io. ma non mi spostate quelle quattro abitudini stupide che ho perché mi prende il panico. a me toglietemi la tazza di duffy duck che ho sulla scrivania e sono una donna finita.
ma meglio tenersi stretto lo stesso portapenne e affrontare coi capelli al vento i cambiamenti naturali che la vita ti presenta, o no?

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