Archivio del mese di settembre 2009

giovedì, 10 settembre 2009

x factor reloaded

finalmente abbiamo tempo per parlare di cose serie. dunque.
è ricominciato x factor, signoretiringrazio. purtroppo la parte che a me diverte di più – quella dei casting – è già finita, ma le premesse non sembrano male. Intanto c’è claudia mori che dà una pista alla ventura. ha una cofana che mi piace tanto, da signora un po’ così… se la tira, è vero, ma almeno non parla per proverbi e riesce ad argomentare un po’ meglio di una bambina di dieci anni. è già qualcosa. morgan è come l’avevamo lasciato, si piace molto e parla parla parla, ma le sue scelte non fanno una piega e voglio vedere come si mette con le due carampane. poi quest’anno gli è stata affidata la categoria dei giovani, che a mio avviso gli calza a pennello. se nessuno fa la fine di robert sean leonard ne l’attimo fuggente va tutto bene. mara è sempre lei, ha già preso a parolacce quasi tutti e anche stavolta ha un gruppo dal nome improbabile che non riuscirà mai, mai, mai a pronunciare.
chi c’è ancora? facchinetti. facchinetti guadagna cinque punti con il nuovo look un po’ barbuto, ancora non sa parlare ma ci stiamo lavorando, un passo alla volta.
quindi niente, ci si sente domani per l’aggiornamento sul puntatone. ah, le gioie dell’autunno…

consiglio aggratise per giovani scapestrati: è inutile che ti crei tutta un’immagine da giovane cantante emo se poi ti presenti cantando generale di de gregori.

giovedì, 10 settembre 2009

è una grande verità

il giorno in cui decidi di mettere le tue scarpe tacco undici, quello, proprio quello è il giorno in cui l’unico parcheggio disponibile sarà alla fine del mondo.

postilla: ci sarebbe poi da chiedersi perché una dovrebbe indossare tacchi undici per andare al lavoro… la risposta c’è. ed è che una volta che hai fatto l’incauto acquisto, spinta da una botta di femminilità di cui ti sei pentita non appena uscita dal negozio, l’unico modo che hai per ottimizzare la spesa è mettere le suddette scarpe quando hai otto lunghe, lunghe ore da passare seduta.

martedì, 8 settembre 2009

quanto mi era mancata…

torna con successo la riunione a mezz’ora dalla pausa pranzo. si attende ora – con fiducia ed entusiasmo – sua sorella, la riunione a cinque minuti dalla campanella.

lunedì, 7 settembre 2009

dite cheeeese

ho sempre pensato che tutto sommato fosse meglio non conoscere il volto dei propri autori preferiti, che la delusione è sempre dietro l’angolo. a meno che tu non sia tolstoj voglio dire. se sei un panzone buontempone di metà ottocento con la barba di babbo natale allora no, allora va bene. ma se sei un essere umano medio manteniamo questa relazione su un livello platonico, ti dispiace?
per i blogger peggio mi sento, che nove su dieci scopri che quella mente arguta con quel sorriso un po’ così, che immagini intenta nottetempo a riempire lo spazio virtuale di tutto quel bendiddio che tu avidamente leggerai, altri non è che:
a) igor, oppure
b) la cameriera secca dei signori montagné, o nelle migliori delle ipotesi
c) il pupazzo gnappo.

perciò scriviamoci senza conoscerci mai, sarà più bello vedrai.

venerdì, 4 settembre 2009

si riparte

sicché sono tornata. dice era ora. e ho capito, si fa presto a dire era ora, sono a casa da nove mesi, un attimo.
l’altro giorno arrivo qui, il cestino sotto il braccio, le matite temperate, il grembiulino stirato. stavo bene, tutto a posto. ero pervasa da quell’immotivata euforia che solo il poco sonno sa dare. che bello, torno in ufficio! poco sonno, gioca brutti scherzi, mai fidarsi del poco sonno date retta.
arrivo e cerco volti noti, per iniziare a rompere il ghiaccio con i primi saluti. solo che non ci sono volti noti, i volti noti sono stati a) mandati al confino a spalare carbone in fondo a un pozzo, oppure b) salutati con una calorosa pacca sulla spalla e a mai più rivederci, oppure ancora c) passati a miglior vita.
però almeno ho la mia vecchia postazione, il mio cassetto, le mie… oh, dov’è la mia postazione! ok, le cose non sono importanti, il lavoro è importante. c’è sempre il mio vecchio lavoro. non è granché – siamo d’accordo – ma è il mio lavoro, ha quel fascino intramontabile delle cause perse, un non so che che t’innamora. poi sapete come vanno queste cose, basta un niente e noi persone anziane ci affezioniamo alle nostre abitudini, abbiamo bisogno di certezze, del conforto della routine. quindi sì, il lavoro è quello che è, le gratificazioni anche, ma è pur sempre… riposizionamento dice? ma, il mio vecch… no certo, capisco perfettamente. ma scherza? si figuri, anzi mi scusi se ho messo in disordine. provvedo immediatamente. certo, buongiorno. di nuovo voglia accettare le mie scuse. davvero.

mercoledì, 2 settembre 2009

aggiornamento playlist

ne è passata di acqua sotto i ponti da quando da queste parti si scodinzolava cantando cin cin cin cin ricoprimi di baci.
ora, dopo lunghe e attente sperimentazioni, posso decretare finalmente il vincitore di questa estate. a mani basse, the winner is don’t stop me now dei queen, trionfo assoluto seguito a fatica da fluorescent adolescent degli arctic monkeys. eppure, nel rush finale, quando pensavamo che ormai la partita fosse chiusa, è risalita con baldanza fino al gradino basso del podio una insospettabile quanto inespugnabile non son degno di te del morandone nostro.

martedì, 1 settembre 2009

diceva quello

il primo settembre è la prova inconfutabile dell’inesistenza di dio.
vagli a dar torto.