era difficilissimo
eritema e raffreddore. sì sì, si può, hai voglia…
eritema e raffreddore. sì sì, si può, hai voglia…
venerdì 10 luglio: amica e amico oggi sposi. li 10 luglio. che tra l’altro di venere e di marte non si sposa e non si parte santiddio, non facciamo quelli che tanto io non ci credo che la vita è già difficile così.
luglio, che come lo dici fa già caldo. e che ti metti per un matrimonio a luglio, il bikini e le infradito? un tacchetto te lo vuoi mettere, uno scollo? ma poi dov’è sto matrimonio, in comune? no, pare in chiesa. ecco, quindi ci vuole il coprispalle. mica puoi andare in chiesa mezza nuda. sì ma che caldo però, è luglio! forse un pareo, magari lungo… un bel cappello a falda larga, due lustrini sulle infradito…
ma poi con questo raffreddore che ti vuoi mettere, che bene che va sembri la sposa cadavere. ma ce ne vogliamo stare a casa? un bella tazza di gelato che rinfresca la gola, un bel libro sdraiata al letto sotto al lenzuolino, il pacchetto di fazzoletti a portata di mano… no? dici che pare brutto? e andiamo.
allora io vado. voi statevene pure abbracciati ai vostri condizionatori, maledette carogne.
claudio baglioni che canta canzoni dove non arriva più con la voce facendo l’unica espressione che il lifting gli consente mette freddo dentro come solo la pubblicità del danacol di little tony riesce a fare.
per dire che la lollobrigida e la pampanini non sono le uniche a rincoglionirsi con l’età.
raffreddore a luglio, si può.
dopo giorni di attenta e incredula osservazione, confermo quanto segue: alla nuova arrivata in casa pantofola piace la musichetta di don camillo e de il mio nome è nessuno. ma niente, e ripeto niente, batte al momento la sigla delle ragazze cin cin.
sono i flanders, cazzo.
qual è il segno inequivocabile dell’inizio dell’estate? rispondete veloci. bravi che siete, rai uno che trasmette super varietà.
supervarietà è quel contenitore di vecchie scenette televisive, vecchi presentatori, vecchi attori, vecchi cantanti, vecchio vecchiume che a rivederlo si dice che bella la televisione di una volta. ora, perché io riconosco gente che era già vecchia quand’era giovane mia nonna? alberto lupo, perché io riconosco alberto lupo?
avvistato in spiaggia un lettore dell’avvenire. dopo attenti studi, sembrerebbe che tale mammifero abbia la tendenza a riprodursi e a vestire i suoi cuccioli con improbabili costumini coordinati. si attendono con ansia i primi segnali di estinzione della specie.
come nella migliore tradizione italiana, mamma e figlia se ne vanno al mare mentre il signore e padrone della casa e del telecomando resta a casa a guadagnare la pagnotta.
qui il ritmo è lento e il da fare è tanto, una delle molte contraddizioni di questi giorni, ma tant’è. scendere in spiaggia quando c’è ancora silenzio e tornare a casa quando i ragazzi che hanno finito gli esami si sono appena svegliati lascia perplessi, eppure va così e non mi costa nessuna fatica. faccio cose mai fatte prima in un luogo che mi ha vista nascere, e forse questa è la cosa più strana. faccio foto per ricordare i momenti e penso che il tempo passa in fretta, mi faccio coccolare e guardo nascere l’estate, un giorno alla volta.
pregato gli dei tutti, ricevuta connessione a scrocco. grazie signore grazie, grazieee!