false speranze

sul calar della sera, la famiglia al gran completo si dirige baldanzosa verso il seggio elettorale perché l’unione, psicologicamente parlando, fa la forza. qualunque sia il risultato finale, almeno il cinquanta per cento più uno degli elettori avrà alzato le chiappe dal divano per andarsi a prendere l’ultimo diritto che ancora gli è rimasto, sicuro come la morte. ne siamo certi, certissimi. dobbiamo esserne certi, almeno per dare il buon esempio alla prole porca miseria.
nonostante la nostra granitica fiducia nell’elettorato italiano, però, il capannello di gente che ci si para davanti appena entrati ci lascia un tantino stupiti. ma è solo un momento, poi la speranza mai sopita ha la meglio. hai capito l’elettore! un moto d’orgoglio finalmente, un po’ di sana voglia di riprendersi quel che gli spetta. vuoi vedere che qualcosa sta iniziando a cambiare, vuoi vedere che le coscienze si sono risvegliate, che il senso civico è al fin risorto!

poi, nascosto dietro a una colonna, furtivamente fa capolino un televisore. italia-brasile: 0-3. e vaffanculo.

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  1. che tenerezza…

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