Archivio del mese di giugno 2009

giovedì, 25 giugno 2009

vecchi clienti

- buonasera, sono sempronio di telecom.
- salve sempronio.
- chiamo per proporle un’offerta davvero vantaggiosa.
- guardi, io…
- è un’offerta che riserviamo solo ai clienti più affezionati.
- ecco sì, però io…
- e visto che voi siete nostri clienti ormai da più di vent’anni…
- non abbiamo telecom.
- prego?
- noi non abbiamo telecom, siamo con fastweb.
- ah. avete cambiato da poco quindi.
- da sempre. mai avuto telecom.
- capisco. dev’esserci stato un errore.
- su su, non faccia così, niente di personale.

mercoledì, 24 giugno 2009

sono sulla cresta dell’onda

ho un persecutore, ci potete credere? lo so sono senza parole anch’io, d’altra parte, si sa, l’emozione non ha voce. ma ora lasciate che mi rivolga a colui che mi ha resa finalmente una vera blogger.

gentile utente che per motivi a me ignoti sei finito a leggere il mio blog,
ho avuto il piacere di fare la tua conoscenza mesi or sono, quando mi desti l’onore di pregiarmi di un tuo commento. purtroppo di lì a poco un improvviso impegno con la sala parto mi impedì di dedicarti il post che meritavi. ma la vita ha voluto riservarmi una seconda opportunità, facendoti tornare a questi lidi con ben tre commenti tre in una volta sola.

ora tu mi chiedi di cancellare un’indirizzo mail che tu stesso hai inserito nel primo commento, e non provare a fare il furbetto con me, birbante, perché so benissimo che anche il precedente messaggio è opera tua. lo so perché sono il narratore onniscente di tutta la storia, perché ho i superpoteri e perché essendo l’amministratore del blog sono a conoscenza degli indirizzi mail di chi lascia i commenti, anche se si firma come anonimo, coglione che non sei altro.
comunque, nella mia infinità bontà d’animo, avevo già oscurato il tuo indirizzo dopo il primo avviso. poi è arrivato il secondo, che ho trovato un po’ pedante, ma mi stavo ingozzando di confetti al cioccolato, non ci ho prestato troppa attenzione. quando ecco arrivare il terzo, che se non fosse stato inviato da un tizio che si firma come un personaggio di kenshiro mi avrebbe fatto davvero cagare sotto. ma capisci da te che quando la frase ‘ti faccio chiudere il blog per violazione della privacy’ è pronunciata da un tizio con i capelli bianchi che fa la mossa del lupo solitario, tremo lo stesso eh, ma meno, un filino meno. poi tesoro mio, ma quale blog, abbi pazienza… per chi mi hai preso, per beppe grillo? se mi fai chiudere il blog mando i post via mail a quei cinque lettori che ho e buonanotte. che tra l’altro sarebbe anche molto più pratico, chissà perché non ci ho pensato prima.

quindi riassumendo: stabilito che a) io non parlo con gente nata dopo il 1980 poiché la mia religione me lo impedisce e b) non parlo nemmeno con chi a ventisei anni ancora non sa che va messo un cazzo di spazio dopo il punto, e che per finire c) tu non esisti, sei solo una proiezione della mia fantasia, perché il mio blog è noto per non ricevere commenti neanche nel giorno del suo compleanno, stabilito questo puoi anche risparmiarti la fatica di inviare ulteriori commenti perché li faccio finire direttamente nel cestino, al momento pieno fino all’orlo di pannolini che odorano di morte.
sempre tua,
lady p.

con tutti gli altri ci rivediamo domani alle 19.31 in punto, alla scadenza dell’ultimatum. se troverete una pagina bianca, vorrà dire che fino a oggi avete avuto a che fare con un blog veramente figo e non lo sapevate. vergognatevi per questo.

martedì, 23 giugno 2009

ma chi gliel’ha detto poi

dall’oroscopo dell’internazionale di questa settimana:
“Quando inciampi in una sedia le chiedi scusa? Alle feste ti ritrovi sempre da solo a parlare con la persona più noiosa? Hai mai cominciato un discorso dicendo ‘Non vorrei disturbarti, però mi chiedevo se non ti dispiacerebbe…’? Se sì, è il momento di cambiare.”

martedì, 23 giugno 2009

piccole gioie della vita

chiudere l’ultima pagina di un libro già pregustando il momento in cui, ritta davanti alla libreria, sceglierai il prossimo da aprire.

lunedì, 22 giugno 2009

caporetto

beh dai, però non è andata tanto male. il ventitré per cento dico. potevano votare in quindici, quindici persone fisiche proprie, potevano non far votare per niente, potevano dare dieci frustate a tutti quelli che uscivano dalla cabina. per dire quanto poteva andare peggio, poteva poteva.

ma l’esperienza non è stata vana, no no no. da un simpatico cartoncino appeso fuori dal seggio e recante in alto il titolo ‘le mie vacanze’, ho scoperto che il cento per cento del campione intervistato tra i poppanti d’italia identifica il concetto di vacanza con il mare. vittoria schiacciante, ah ah. i fautori della montagna si riuniranno presto in congresso per esaminare i motivi dell’ormai insanabile distacco tra il vertice e la base.

domenica, 21 giugno 2009

false speranze

sul calar della sera, la famiglia al gran completo si dirige baldanzosa verso il seggio elettorale perché l’unione, psicologicamente parlando, fa la forza. qualunque sia il risultato finale, almeno il cinquanta per cento più uno degli elettori avrà alzato le chiappe dal divano per andarsi a prendere l’ultimo diritto che ancora gli è rimasto, sicuro come la morte. ne siamo certi, certissimi. dobbiamo esserne certi, almeno per dare il buon esempio alla prole porca miseria.
nonostante la nostra granitica fiducia nell’elettorato italiano, però, il capannello di gente che ci si para davanti appena entrati ci lascia un tantino stupiti. ma è solo un momento, poi la speranza mai sopita ha la meglio. hai capito l’elettore! un moto d’orgoglio finalmente, un po’ di sana voglia di riprendersi quel che gli spetta. vuoi vedere che qualcosa sta iniziando a cambiare, vuoi vedere che le coscienze si sono risvegliate, che il senso civico è al fin risorto!

poi, nascosto dietro a una colonna, furtivamente fa capolino un televisore. italia-brasile: 0-3. e vaffanculo.

sabato, 20 giugno 2009

dal balcone

se apri le finestre alle cinque e mezzo di mattina ti aspetti di trovare la strada deserta e buio buio buio. ma ovviamente buio non è, ché siamo a giugno, e in strada è tutto un andirivieni di gente.
il mio vicino di casa è uscito in motorino. dietro di lui sul sedile spuntava uno scatolone enorme da pasticceria e qualcosa che assomigliava a un pan brioche. uhmmm… poi c’è un tizio che corre, il che lo fa risultare quantomeno sospetto, e un signore con una busta gigantesca caricata sulle spalle. deve ancora spuntare il sole ed è già sudato poveretto.
alle sei si alzano le tapparelle della signora di fronte, solo che non è lei, è una donna più giovane. il che dà il via a due ipotesi. ipotesi a) le hanno messo una badante e questo, considerando che il figlio abita al piano di sopra, getterebbe una luce mesta sul resto della mia giornata, quindi optiamo per l’ipotesi b) che vede la fantomatica figlia venuta a passare il week end con la madre e, per motivi a noi ignoti, ad alzarle le tapparelle ad un’ora improponibile del mattino.
chiude il quadro un non meglio identificato tamarro che se ne va a zonzo per le strade del quartiere in sella al suo motorino truccato.

venerdì, 19 giugno 2009

quando si dice cogliere l’attimo

ho tre cose di cui scrivere, ma la prole è svenuta in seguito a peripezie che narrerò poi sicché ne approfitto e leggo in santa pace con i piedi in aria e il ventilatore acceso.
le tre cose, ove mai resistessero all’usura del tempo, aspetteranno. voi nell’attesa… non so, fate cose.

martedì, 16 giugno 2009

italiani-americani: una faccia, una razza

questi giorni va di moda lo spot elettorale autogestito, che bene che va è triste e scialbo. bene che va. ma a volte punta al largo respiro, al confronto con i grandi leader europei e mondiali, e si apre a nuove prospettive.

- questa legge elettorale è stata definita una ‘porcata’ persino da chi l’ha promulgata. e a ragione, perché rende impossibile governare senza dover sottostare al continuo ricatto degli alleati di coalizione. ce lo vedete obama a dire…
- no.
- come dice, scusi?
- no, non ce lo vedo.
- ma così tarpa le ali al confronto di largo respiro, scusi. barack obama, dicevo, ce lo vede lei a dire…
- senta guardi, io barack obama non lo vedo da nessuna parte. primo perché uno come obama si guarderebbe bene dall’occuparsi di politica in un paese come il nostro, ché è una persona seria. e secondo per quell’altra faccenda…
- quale faccenda?
- QUELLA faccenda.
- non capisco.
- ce l’ha presente lei obama, no? l’avrà vista qualche sua fotografia in giro…
- sì, un bell’uomo, ha un po’ le orecchie da topolino, ma mia moglie dice che è tanto affascinante…
- ma quale affascinante e affascinante, andiamo, non faccia lo gnorri! obama è negro e i negri qui da noi non vanno al governo, non li farebbero nemmeno entrare a montecitorio, li fermerebbero all’ingresso per controlli. lo so io, lo sa lei, lo sa calderoli. ci mancherebbe anche questa, un negro al governo…
- ma lei è razzista, scusi! a parte il fatto che a volerla dire tutta obama è meticcio, poi se fosse figlio di madre etiope e padre padano ad esempio, un figlio dell’italico impero voglio dire, ecco qui che…
- ecco qui che…? no, dica dica, cosa vorrebbe dimostrare lei con questo ragionamento? non starà mica pensando… no, eh?!
- tripoli, bel suol d’amoreeee… na na nana na na nanana naaaaa!
- senta lei, non ricorra al sentimento nostalgico per far passare l’idea che uno come obama potrebbe essere eletto anche qui da noi, che potrebbe diventare capo del governo addirittura, non ci provi nemmeno. ma siamo impazziti?
- quindi mi sembra di capire che lei voterà no al referendum.
- ah no, io non ci vado mica a votare.
- …
- non mi guardi con quegli occhi, su. sarà mica colpa mia se i referendum li fate d’estate. ho già l’ombrellone prenotato, che facciamo, buttiamo via i soldi? ma non lo sa che c’è la crisi, glielo devo dire io? poi ci meravigliamo se questo paese è allo sbando…

lunedì, 15 giugno 2009

capisco di risultare poco credibile…

…ma sono quasi certa di aver visto in tv carlo pistarino.