le gioie della maternità # 5
la vita sociale.
capisci che qualcosa è andato storto quando chiunque si rivolga a te inizia la frase con: tu ORMAI…
la vita sociale.
capisci che qualcosa è andato storto quando chiunque si rivolga a te inizia la frase con: tu ORMAI…
divano, interno giorno. papero grasso svenuto in braccio. neogenitrice bloccata nella posizione più scomoda possibile, resiste stoica ai morsi della fame per godersi dieci minuti di inaspettato silenzio. che adorabile ingenua…
- driiiiiiiiiiin
- @#§”ç@
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ditemi dove sono nascoste le telecamere. forza, su.
in un’epoca storica in cui una relazione sentimentale media dura due notti e tre giorni, vedere sandro bondi negare l’evidenza e abbaiare come un cane impazzito che sta per essere abbattuto pur di difendere l’uomo della sua vita, beh, è qualcosa che riempie il cuore di speranza.
una tizia, che per convenzione chiameremo piccola stronza, sposa a trieste un tizio a cui per discrezione ci riferiremo come quel poveretto.
la piccola stronza si sveglia la mattina, indossa il suo bell’abito bianco e va in municipio a sposare quel poveretto. viva gli sposi, riso negli occhi, foto con la zia, poi aspetta amore che sento l’esigenza di un cambio d’abito (come morgan nel serale di x factor). voi cominciate ad andare che io arrivo, tanto c’è qui il tuo amico, amore, mi accompagna con la macchina, facciamo in un attimo.
poi com’è come non è, lo sapete come vanno queste, la piccola stronza si accorge di aver fatto un errore. e allora che può fare, continuare a vivere nella menzogna forse? non le resta che seguire il suo cuore, che per fortuna la porta in viaggio per le isole della grecia insieme all’amico del giaguaro. per fortuna. poteva sempre portarla in mezzo ai parenti inferociti di quel poveretto pronti a colpirla con lo spiedo della porchetta.
non sai mai dove decide di portarti il cuore…
visto il concerto di mika su sky, presa la decisione: devo andare al concerto di mika, devo. dice, ma perché? perché ha i riccioletti e perché tutti si divertono e perché si abballa tutti insieme. ora devo trovare solo una ragazzina di dodici anni che giustifichi la mia presenza lì.
non mi ci facevate eh? e lo so, non mi ci facevo neanch’io. ma ci sono i palloncini!!
forza su, chiunque sia in possesso di una ragazzina di dodici anni da prestarmi faccia un passo avanti.
la mia vicina oggi si sposa. non ho idea di chi sia, mai vista prima, ma siccome ho sentito la mamma un giorno dire qualcosa tipo blablabla e sui balconi all’improvviso c’è stata un’esplosione di petunie e blablabla, allora ho capito che la mia vicina oggi si sposa.
per fortuna, grazie a una provvidenziale insonnia del papero grasso che alle quattro e mezza stanotte era sveglia come un grillo, ho potuto seguire, nell’ordine:
h: 5.00: l’arrivo del parrucchiere
h: 6.00: l’arrivo della truccatrice
h: 7.00: l’arrivo del fiorista
h: 8.00: l’arrivo del fotografo
h: 10.00: l’arrivo di personaggi di dubbia provenienza vestiti in maniera bislacca assai
finalmente come dio vuole si apre il portone e, sotto l’archetto in cui nottetempo è cresciuta rigogliosa una girlanda fiorita, fa la sua comparsa barbie cuore.
il viso malinconico di donna veronica sulla prima pagina del corriere è qualcosa che stappa l’anima. la compostezza e la forza con cui sta cercando di affrontare la fine del suo amore sono ammirevoli, le sue figlie devono esserne fiere. solo con le amiche più care la signora lario si è lasciata andare ad un commento esasperato: “mi sono messa contro uno degli uomini più potenti del mondo. capite che sarà durissima?”
quanta amarezza, quanto dolore nelle sue parole. vorrei rivolgerle una parola di conforto, per quanto ciò sia possibile…
ciccia, non è che quando l’hai conosciuto fosse il mahatma gandhi, eh?!
l’ultima cosa che ricordo sono urla che abbattevano la barriera del suono. i cani del quartiere per la paura sono andati a nascondersi sotto all’apetta dell’arrotino, per dire che bomba a orologeria mi sono messa in casa…
poi ho messo su sky live, che trasmette il concerto di vasco h24, e le urla sono svanite. non sono stata lì a fare domande, che certi misteri sono troppo più grandi noi, mi sono cristallizzata nella posizione in cui ero e basta. ma non si sveglia più, dovrò mica metterle uno specchietto sotto al naso?
devo fare pipì. qualcuno faccia qualcosa.
«il parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso» e inoltre «la xenofobia si sconfigge solo con l’integrazione, a partire da quella scolastica».
ma dimmi tu se una a trent’anni si deve ritrovare a essere d’accordo con gianfranco fini.
la tata ovvero il colpo gobbo.
prima o dopo arriva il momento di dover tornare al lavoro e si iniziano a cercare soluzioni per disfarsi del fagotto. i nonni sono fuori gioco causa giovane età e conseguente procacciamento di dignitosa pensione, gli asili nido – bontà loro – fanno orari da ufficio postale, i gradini della chiesa suscitano ancora qualche remora… si fa largo così l’ipotesi di una tata.
all’inizio i requisiti sono altissimi, che se si presentasse alla porta mary poppins la guarderemmo come una poveretta. poi, quando il tempo inizia a stringere e un futuro di vagabondaggio si profila all’orizzonte del papero grasso, ci si inizia a sentire improvvisamente più disponibili alla trattativa.
dopo varie candidature balzane, finalmente trovi la tata perfetta. lo sai che sarebbe perfetta, lo sai da quando le hai parlato al telefono, da quando le hai aperto la porta e hai sentito un profumo inequivocabile di biscotti fatti in casa, lo sai tu e lo sa lei, che infatti mette subito le cose in chiaro chiedendo più del tuo stipendio. il che pone un’infinità di spunti interessanti su cui riflettere, ma lasciamoli da parte per ora. adesso è il momento di istruire il papero grasso affinché finga d essere quel che non è: un adorabile bambolina priva di audio. e il papero grasso, sarà il profumo di biscotti che aleggia nell’aere, inspiegabilmente acconsente a perpetuare l’inganno.
così, quando mary poppins varca la soglia trova ad attenderla una bimba sorridente, con il suo bel vestitino miracolosamente pulito, con le scarpine ancora tutte e due ai piedi, con i capelli che le sono anche un po’ cresciuti per l’occasione e con gli occhioni blu. fa sfoggio di tutte le sue mossette più carine, sorride tutt’intorno, poi si stropiccia gli occhi e sbadiglia un po’. ecco qua, penso, ci siamo, è tutto perduto, adesso le urla romperanno i vetri e noi non rivedremo mai più mary, la nostra mary… mi alzo, inizio a cullarla e dopo trenta secondi – trenta giuro, non trentuno – dopo trenta secondi il papero grasso è lì che dorme beato.
- mary poppins: ma che amore di bambina, è deliziosa.
- lady pantofola: oh beh sa, oggi è un po’ in disordine…
- mp: ma si addormenta sempre così facilmente?
- lp: oggi è un po’ nervosa, in genere gattona fino alla sua cameretta e si mette in culla da sola.
- mp: ah però, già gattona! e come si guardava attorno, come sorrideva… è davvero vispa per la sua età!
- lp: trova? non le nascondo che eravamo un po’ preoccupati. è una settimana che proviamo a insegnarle il francese, ma ha ancora qualche difficoltà con i verbi…
- mp: bene, ho visto abbastanza. direi che possiamo risentirci la settimana prossima per definire i dettagli, d’accordo?
- lp: la settimana prossima dice… amore? quand’è che abbiamo il saggio di violino della piccola?