la giornata è di quelle che non si dimenticano facilmente. all’ordine del giorno: l’abbigliamento della mamma e del bambino.
per l’occasione uno stuolo di nonne è comparso all’orizzonte come d’incanto, tutte con in mente bene impresse ceste di pizzi e crinoline, bauli di copertine ricamate a mano, armadi di vestine in naftalina da rispolverare.
la malcapitata inviata a infrangere siffatti sogni è una ragazza bionda e gentile che, come camminasse sulle uova, prova a dire quanto segue:
- le mamme dovranno portare una camicia da parto, bianca e aperta sul davanti, meglio se con la manica corta.
un primo brusio inizia a serpeggiare tra le astanti. io ho solo tre bottoncini, io l’ho comprata fantasia, io a maniche corte ho freddo… vedo una prima crepa infrangere la maschera di serenità di quella che per brevità chiameremo ‘povera donna’.
- anche per i bambini dovete cercare di usare le cose più semplici e pratiche possibili, quindi niente pizzi, niente merletti…
uno strato di ghiaccio inizia a ricoprire lentamente la platea, alcune donne perdono i sensi, altre si aggrappano saldamente alla poltrona per cercare di arrivare in fondo, ma il loro colorito cinereo inizia a preoccupare la povera donna che però, stoica, continua.
- poi serviranno un paio di asciugamani bianchi, di spugna
- ma per forza bianchi?
- beh, sì…
- e se sono azzurri?
- …
si sente un lieve lamento provenire dal fondo della sala. cerchiamo di non voltarci e andiamo avanti.
- è meglio scegliere sempre cose in cotone naturale per vestire il bambino.
- quindi anche in lana va bene.
- beh no, la lana può irritare la pelle, specie i primi giorni.
- ma anche quella lavorata in casa???
a questo punto le uniche signore che ancora non avevano avuto malori cadono riverse sulle sedie recitando versi satanici in aramaico e schiumando bava verde dalla bocca.
la povera donna raccoglie baracca e burattini, rivolge vaga un augurio masticato trai denti e infila la porta battendo il record olimpico dei 200 piani.
nota a margine: ho accuratamente deciso di omettere il capitolo ‘mutandine di rete’, per evitare di turbare il sonno dei giusti, ma qualora ve lo steste chiedendo… no, non hanno niente a che vedere con le calze a rete e no, è impossibile e impensabile un qualsiasi utilizzo sexy delle stesse.
alla prossima puntata per nuove fantastiche avventure.