Archivio del mese di Luglio 2008

Sabato, 12 Luglio 2008

p.s.

abbiamo convenuto e messo a verbale che giuliano palma è una specie di michael stipe in versione sana e solare, il che fai di lui ‘the king’ e quel gran figo che è.
sarà lo ska, saranno le mossettine che fa quando balla, o il fatto che ogni tanto tira fuori una canzone che non si sentiva dai tempi di una rotonda sul mare con red ronnie, o che riesce a farti ballare anche un pezzo di iva zanicchi, non lo so, ma se ne va a braccetto con michael stipe nel paese dei gran fighi.

Sabato, 12 Luglio 2008

i need a friend, oh i need a friend to make me happy

il signore coi baffi sale e pepe che era vicino a me e che, sia detto per completezza dell’informazione, ha tirato fuori dieci cremini dio solo da dove, non ci credeva, eppure… 

giovani virgulti della società italiana, in dreadlock e ciabattine, birretta e spino in mano, cantavano alla luna “questo disco è il mio pensiero d’amoore per tee, per teeee“. mal dei primitives, mica robetta.
che bob marley avrà fatto un triplo carpiato nella tomba, ma giuliano palma se l’è risa sotto i baffi, parecchio anche.

Venerdì, 11 Luglio 2008

voi non ci crederete mai ma…

… paola e chiara esistono ancora. giuro, veramente. le ho sentite mezz’ora fa in un’intervista a scatole cinesi e hanno anche detto, nella stessa frase, parole testuali:

- abbiamo sempre affrontato il nostro lavoro con grande PROFESSIONALITA’
- madonna è una continua fonte di ispirazione per tutti NOI MUSICISTI

erano serie, voglio dire, non è che gianluca neri gli stesse chiedendo di raccontare una storiella divertente e loro hanno tirato fuori questa, era una cosa seria. professionalità e noi musicisti.
l’hanno detto, giuro su dio.

Martedì, 8 Luglio 2008

chiamiamoli saldi

sabato a roma era il primo giorno dei saldi estivi, meglio noto al mondo intero come il giorno più atteso a partire dal secondo giorno di saldi invernali. e mentre donne da ogni dove partivano in pellegrinaggio verso la città santa per comprare scarpe del mio numero, che evidentemente il giorno dopo non avrei più trovato, io ero in un campeggio (!) alla festa di compleanno di una quattrenne (?!).

ora, dimentichiamo il più velocemente possibile il sinistro particolare del campeggio, che bella la natura carine le cicale ma se devi fare pipì ogni venti minuti quando ti va bene il bagno alla turca usato da trecento altri amanti della natura non è proprio il massimo. dimentichiamolo. concentriamoci sulla festa della quattrenne, santa creatura.

voi tutti sapete che due cose hanno di bello le feste per bambini: il cibo e i giocattoli. per i giocattoli è facile, fai finta di voler far divertire i bambini, li intrattieni un po’ con qualche simpatico gioco mentre con occhio attento adocchi i regali appena scartati, poi lasci che quelle simpatiche bestiole si scannino tra loro e tu ne tieni per te uno, attenzione, un solo buonissimo pacifico bambino, che ti servirà da alibi per poter fare i tuoi porci comodi con tutto quel ben di dio.
stavolta c’era da scegliere tra una montagna di cose rosa, che mi sono state portate via prima ancora di riuscire a sbattere le ciglia per l’emozione perché ’se no le rompono tutto e poi piange’. chi le rompe tutto, chi?? ci sto giocando io, ti sembra che voglia romperle? con che gioco poi?!

ok niente panico, rimane la carta cibo a volontà. e non stiamo parlando di un cibo qualunque, no no no, qui è roba per bambini signori miei, cose piccole e colorate e buonissime. con queste vado tranquilla perché siamo arrivati sul presto, quindi ho aiutato la mamma dell’infante a preparare i tramezzini.
50 tramezzini, 50 diversi fantasiosi buonissssimi tramezzini. perciò la metà sono miei, giusto? li ho fatti io, sono miei. qualcuno lo lascio a quella pulce che compie gli anni, ma pochi che poi non mi mangia a cena. gli altri…

invece no, porcaccia miseria!! perché erano tutti lì che mangiavano come uccellini, che se no la gente che pensa, e guarda quella che pancia ha messo su falle anche mangiare tutte ste schifezze… per carità domani questi me li ritrovo in spiaggia, al primo cuscinetto diranno: ecco dov’è finita tutta quella roba che ti sei mangiata ieri alla festa!
i bambini sono bambini e sai quanto gliene frega a loro di mangiare, che vuoi mettere rincorrersi sotto il sole di luglio fino a svenire per disidratazione… quindi non c’era nessuno, NESSUNO che si buttasse a corpo morto su quel cazzo di buffet!

vabbè, ho detto, me ne rimangono di più da portarmi via. me li mangero in macchina, vaffanculo.
- ragazzi sentite, ve li portate via un po’ di questi tramezzini? ne sono avanzati un sacco, noi non li mangiamo.
- no tesoro grazie, domani non ci siamo tutto il giorno, vanno sprecati.

domani?!? ma che cazzo dici! quelli sono miei! li ho fatti io!! me li sono conservati per dopo! chi se li mangia qui, le cicale??

Lunedì, 7 Luglio 2008

non è dato sapere

ci sono incombenze domestiche che sono al di là di qualunque buona volontà, oltre che di qualunque comprensione, cose che sono semplicemente impossibili da portare a termine. io non capisco, tra l’altro, chi abbia messo in giro la voce che certe rogne vadano fatte inderogabilmente almeno una volta ogni tot. ma dove sta scritto? perché poi, perché?!

il filtro. esce sempre fuori un filtro che bisogna pulire. ma perché?? tu fai il filtro di mestiere, devi filtrare! ma no filtrare che poi ti devo pulire io, che se no tanto vale che me lo faccio da sola. devi filtrare e pulire, disintegrare quella schifezza che filtri. dice, ma dove va a finire poi quella roba là, mica può sparire? ma che cazzo di domanda è?! che faccio il filtro di mestiere io? ci saranno degli omini che hanno studiato apposta per rispondere a questa ed altre domande peregrine, adesso rimaniamo sul punto per favore.

lo sbrinamento del frigorifero, questo sconosciuto. questo è un argomento scabroso, perché mentre la faccenda del filtro l’ho passata con noncurante eleganza al signore e padrone della casa e del telecomando, che di dove vadano a finire i pezzi di sapone e le briciole di pane io non voglio saperne niente, quello dello sbrinamento rimane a tutt’oggi un problema irrisolto. problema che non ho mai avvertito come tale, questo va detto a onor del vero, fin quando non ho trovato i miei preziosi portaghiaccioli a forma di stella intrappolati nelle spire delle nevi perenni, quelle bastarde.
perciò credo sia giunto il momento di prendere atto della situazione ed escogitare una via d’uscita, ma andiamo ad analizzare i fatti nella loro crudezza:

1) perché devo togliere il ghiaccio da un costoso e sofisticato congegno creato all’uopo per creare ghiaccio? non è dato saperlo.
2) come dovrei toglierlo io sto ghiaccio, con un coltello uno scalpello un’ascia una sega circolare? e se rompo la serpentina? con le mani? e se mi rimangono attaccate? col phon? e se… no, non voglio neanche formulare il pensiero… escludiamo il phon.
3) mentre io sono intenta a sbrinare, la roba congelata dove la ficco? succhio i bastoncini finché non si ammorbidiscono un po’?!
4) con tutto sto ghiaccio poi che minchia ci faccio, lo uso per congelare la roba che mi si sta scongelando??
5) e per concludere, quando buono buono ho sbrinato sto frigo, ho pulito tutto, ho rimesso dentro quello che si è salvato dal disgelo e ho richiuso lo sportello, il ghiaccio che fa, non si riforma mai più nella vita? non dovrò ricominciare daccapo eh? non scherziamo…

Mercoledì, 2 Luglio 2008

ti accorgi di mancare da un pezzo quando…

1) torni a leggere i tuoi blog e ti accorgi che wittgenstein ha abbandonato il suo rosa gazzetta per un nuovo look molto pulito, molto leggibile, molto bianco. ci piace molto, però chi si poteva permettere nella blogsfera tutta quel rosa gazzetta? a me piaceva, faceva tanto luca sofri, ma il passato è passato, facciamocene una ragione.

2) continui il tuo giretto e ti accorgi che a momenti riapre blogbabel.
a dirla proprio tutta, nuda e cruda, la classifica non mi sembra rilevare grandi cambiamenti, ma è anche vero che escluso il cane non risulta essere fra i primi dieci… avranno estratto a sorte 50 nomi e li avranno messi lì a caso. sicuro.

Martedì, 1 Luglio 2008

scene di vita vera

la mancanza di aria condizionata a teleridicolo comincia a produrre le prime vittime.

- mia sorella aveva una bambola bellissima che se le bagnavi i dentini piangeva. allora mio fratello per farle dispetto le sputava in bocca.
- …
- io invece avevo la peppina, che a quei tempi era il non plus ultra. solo che ogni sera scendeva la signora del piano di sopra disperata e chiedeva se potevamo prestargliela perché se no sua figlia non dormiva.
adesso ci rido e ci scherzo, ma se fossi stata una bambina con un equilibrio psichico un po’ precario, avrei anche potuto farle del male a quella stronza. mica c’era da stare tanto tranquilli a fare i generosi con le bambole degli altri.
- …
- sbaglio?

il mio apporto a questa conversazione sono stati i silenzi basiti.


Chiudi
Invia e-mail