colui che siede alla destra del padre ha respirato la mia aria, giuro
lo scrivo ora perché mi ci sono voluti due giorni per riprendermi, ché ci sono momenti nella vita di una donnina che vanno metabolizzati bene, se no ti svegli una mattina e non sai più dire se è tutto vero o se l’hai sognato. ma ho le prove che sia vero, quindi eccoci.
giovedì 5 giugno dell’anno 2008 di nostra vita, io, inutile e vuota creatura vagante senza meta nell’universo, io ho ricevuto un firma uno sguardo fermo e un thank you da nick hornby. io. da lui. che mi manca pennac e posso andarmene contenta, voglio dire.
se vi sembra poco di questi tempi…
Tags: festival delle letterature 2008, massenzio, nick hornby
il 8 febbraio 2010 alle 11:42 p ha detto:
[...] vi ricordate quando ho visto dal vivo nick hornby e l’ho ascoltato leggere un brano del suo ultimo libro (che era questo) e poi ho comprato il libro e lui me l’ha autografato e mi ha guardata e mi ha detto grazie? e che poi non ho dormito per due giorni e camminavo a tanto così da terra e ero felice felice felice? ecco, ieri e prima ancora giovedì (quindi per due volte nella stessa settimana, sì) ho visto pennac. daniel pennac al teatro argentina che leggeva bartleby lo scrivano di melville. e la prima volta era accompagnato da stefano benni che chiacchierava amabilmente con lui e si raccontavano di come si erano conosciuti e quando avevano letto per la prima volta bartleby e cose così. e lui è proprio tanto tanto carino e gentile e appassionato, e voi nominatemi pennac e io penso al giovane holden: “quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amic per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”. e questo era l’argomento serio del post, l’unico e il solo, che sono così contenta per pennac che voi non lo sapete. è il mio preferito, non ce n’è eguali. passiamo ora alle consuete amenità. dunque. oggi in pausa pranzo sono stati snocciolati i seguenti argomenti: sarebbe più comodo per la donna mettere al mondo i suoi cuccioli come fa il panda, che viene fuori questo pandino piccolo piccolo che poi cresce una volta che è fuori, oppure come fa il canguro che poi se lo porta in giro nel marsupio che tra l’altro la chicco ne fa di comodissimi, oppure (e io voto per questa) potrebbe deporre l’uovo. ma comunque per ora è solo un’idea, stiamo mettendo a punto i dettagli. poi è stato stabilito che l’uomo cancro (del segno del) è senza dubbio il più ambito dalle donne ma è anche una discreta rottura di coglioni. e poi avatar è bello ma a chi piace. e comunque non quanto senti chi parla, per dire. è stata una pausa pranzo strana, ne convengo. poi. mi è stato fatto presente (c’è chi mi vuol bene…) che ha donna smette di essere giovane a 22 anni. 22, io pensavo almeno a 29, quindi di essere fuori corso solo da due anni, invece da nove cazzo, praticamente sono nata già vecchia. comunque mi sono consolata guardando le foto di un tizio per cui dovrei scrivere e che sostiene di avere sette anni più di me. io, lo giuro sulla pizza al taglio che non potessi mangiarla mai più nella vita, credevo andasse a scuola con mio padre. per dire alle volte la prospettiva… poi. prima mi sono asciugata i capelli al buio e con la finestra aperta (alle dieci di sera, a febbraio) cercando di far uscire un moscone che era in bagno. e che è ancora lì. spero gli venga la polmonite, curabile, ma che gli venga. poi. le uova al tegamino, è giunto il momento che le conosciate più a vicino amici miei. le uova al tegamino sono tendenzialmente delle stronze e vado ad argomentare. le suddette uova si fanno così: rompi le uova in una padellina piccola che tanto basta (e che per convenzione chiameremo tegamino), se si rompono bene, tutte belle tonde tonde procedi, altrimenti cominci a girare un po’ con la paletta di legno e dici: sai cosa? stasera ho proprio voglia di due uova strapazzate. e in questo caso tutto procede per il meglio, perché le uova strapazzate sono ragazze facili, non stanno tanto a tirarsela, le sfrugugli due minuti con la palettina e sono bell’e fatte. ma se dio non voglia quelle maledette non ti si rompono subito, se il rosso sta lì tutto intero, ti tocca proprio farle al tegamino, e le uova al tegamino (l’ho già detto, state attenti per favore) sono delle vere stronze. metti il sale, aggiungi il pepe, le fai cuocere come piace a te che il rosso è ancora non tanto cotto che puoi farci la scarpetta e il bianco è bello bianco che se invece è crudo e trasparente fa schifo schifissimo, e a quel punto lì le devi togliere dalla padella, non c’è cristo che tenga. puoi inventarti quello che vuoi, ma arriva un momento in cui bisogna farsi forza, spegnere il fuoco e mettere ste maledette dentro al piatto. ed è a quel punto che le uova al tegamino, quelle stronze, si rompono. perché si rompono eh, sicuro come la morte. e no, è inutile che prendiate il pane per fare la scarpetta, la scarpetta vale solo se il rosso l’avete rotto di proposito, se si rompe da solo è finita, è tutto perduto, cena rovinata. siete contente adesso eh? ma che stronze. [...]