Archivio del mese di maggio 2008

martedì, 6 maggio 2008

il grillo sapientino e la meditazione da asporto

attraversavo un momento di sano misantropismo, nel quale speravo di crogiolarmi beatamente per tutta la pausa pranzo, quando mi si parò davanti il grillo sapientino facendo delle strane mosse di qualche balzana arte marziale.

- zarration! – mi disse
- ti venga il colpo della strega! – pensai
- come mai non vuoi uscire a pranzo? hai forse qualche problema, qualche trauma infantile non risolto, un conflitto interiore non sanato, temi forse la mia schietta dialettica o c’è qualche magagna ben più grave che ancora non riesco a mettere a fuoco?? parla, dunque!
- ok vengo, basta che stai zitto – capitolai

già sapevo che avrei pagato caro quel mio gesto vile. e così fu.
avevo studiato un piano, era perfetto. “se mi concetro molto e metto in pratica tutta quella roba tipo meditazione da asporto che sicuramente avrò letto su cioè nel mio periodo di formazione, sicuro, sicuro come la morte, il mio corpo sarà qui a mangiare pizza mentre mente e orecchie saranno a casa a guardare i simpson”. il che, peraltro, mi avrebbe donato anche un gioviale sorrisetto, perfetto per tranquillizzare l’animo degli astanti.
non funzionò, dannata meditazione da asporto…

vabbè, pensai, per cinque minuti posso anche ascoltare. stavolta non mi frega, sul bio sono preparata. e invece lo scaltro insettino quel giorno aveva preparato la sua ricerca su ben altri argomenti…

arrampicatosi su uno dei tanti funghi che crescono spontanei a desolation road, il grillo così pontificò:
- compagni insetti (compagni tua sorella, pensammo in coro), non siete soddisfati del vostro lavoro? avete la folle pretesa di venir pagati anziché lavorare per la gloria del perfido e molle jabba the hutt? vorreste mettervi un cappio al collo ogni qual volta passeggiate per desolation road? e non vi siete mai chieste – o sciocche creatute – come mai tanta insoddisfazione si annidi nelle vostre squallide carcasse?? eh?! anch’io un tempo, quand’ero giovane e verde, soffrivo di siffatte insoddisfazioni ed ero scosso da cotanti fremiti d’impazienza, ma trovai presto una soluzione… (pausa ad effetto per creare suspence. che non si creò.) decisi di rivolgermi allo stregone bioenergetico!

- oooooohhhh – rispondemmo tutti come un sol’uomo. sarà una roba tipo kenshiro, che toccando i punti chiave fa esplodere i nemici. potremmo iscriverci in massa e così porre fine all’inutile vita del verde insetto.

- devo dire – riprese la bestiola – che la bioenergia ha molto giovato alla mia salute nonché alla mia autostima. ad esempio tu, formichina – disse puntanto la sua zampetta minacciosa verso di me – che da più giorni storci il collo come una vecchia gallina da brodo (vecchia tua sorella, pensai, stavolta solo io), hai mai pensato che il male che senti è dovuto a un lavoro che non ti si confà?
la formichina mangiapizza si ricordò di essere ormai una signora e si astenne dall’ovvia risposta.
- non credi che anziché curare il collo sarebbe assai più saggio curare le cause che il male hanno provocato? possibile mai che voi sciocchi insetti, schiavi di un capitalismo che vi acceca, non vediate che i rimedi della medicina tradizionale altro non sono che inutili paliativi? non vi accorgete che vi vendono lucciole per lanterne?

- lanterna tua sorella!! – gridò a un tratto annina bionda lucciola, fino ad allora intenta nella meditazione da asporto ma improvvisamente sentitasi chiamata in causa. Con un rapido colpo di coda colpì il grillo sapientino e lo fulminò.

questa è la storia della guerra partigiana fra la meditazione da asporto e la fighettina bioenergia. gli eventi narrati sono ormai incisi a fuoco nella pietra e nessun revisionismo storico potrà mai confutarli.
così è deciso, l’udienza è tolta.

lunedì, 5 maggio 2008

ancora euskadi

vista donostia? bene. piaciuta? bene. adesso mollate quel vassoio di pintxos (ho detto mollate. mollate! ok, ancora uno, giusto per finire di bere il txakoli…) e percorrete mooolto lentamente la strada che costeggia l’oceano. non vedrete mai più una strada bella così, quindi più dura meglio è. fermatevi in ogni villaggio di pescatori che riuscite a trovare, in ogni porticciolo e in ogni slargo a picco sull’oceano poi, con la morte nel cuore, rassegnatevi al fatto che tutto nella vita abbia un inizio e una fine e proseguite verso bilbao.

ps: il guggenheim, come ogni guggenheim, è un signor museo. il fatto che non vedrete mai quello di las vegas non vuol dire che proprio quello faccia schifo, fatevene una ragione.

lunedì, 5 maggio 2008

kontuz! euskal herria

dopo aver elevato il vostro spirito a roncisvalle e a saint jean pied de port potete considerare pienamente soddisfatta la vostra sete di cultura.
a questo punto, senza frapporre indugio, buttatevi pure a corpo morto sull’enogastronomia dei paesi baschi.

iniziamo da quelli francesi, accoccolati tra i boschi dei pirenei da un lato e sdraiati al sole dell’atlantico dall’altro. il colpo d’occhio lascia senza fiato, sono d’accordo con voi, ma è solo un bieco mezzuccio per far sì che vi distraiate e torniate a inseguire profili vacanzieri alti. non cascateci, continuate piuttosto a respirare e andate a caccia di miele, sidro e marmellate.
una volta fatta sufficiente provvista per l’inverno, potrete scendere in spiaggia a cuor leggero. che non si dica che vi siete lasciati scappare i surfisti di biarritz. cadono in acqua come quelli di varazze, ma volete mettere l’aplomb?

lunedì, 5 maggio 2008

hasta la navarra, siempre!

quando arrivi in navarra la prima cosa di cui ti accorgi è quanti diversi punti di verde esistano in natura. 
la seconda è che i poliziotti a pamplona vanno in giro con gli stessi ridicoli berretti di quelli francesi, ma su moto da enduro. si coglie una certa qual differenza…
la terza è, che mentre tu non fai altro che startene al sole a rimpinzarti di bocadillos, intorno a te uno sciame di pellegrini si sta rifocillando con un pasto frugale, alleggerendo per un momento le spalle dai loro pesanti zaini. sei seduta in mezzo al cammino di santiago de compostela, alzati babbea!

PS: capirete di aver varcato il confine con la francia quando la colazione vi costerà più di una notte in albergo a pamplona. sorridete disinvolti e fate ciao ciao con la manina all’amico barista.

venerdì, 2 maggio 2008

tutto quello che c’è da sapere sull’aragona

- è tutto giallo. gialli i fiori nei campi, quando ci sono, e gialla la terra delle cave lungo la strada. constatate come l’aragona sia una terra brulla, ma con un certo qual fascino e proseguite.
- i segnali stradali sono color ciclamino. non rosa, non rossi, non fucsia, ma color ciclamino. stanno troppo avanti. constatate quanto siano avanti gli spagnoli e proseguite.
- anche qui se accendi la radio si prende radio maria. constatate quale danno incalcolabile stia arrecando l’italia al mondo intero e proseguite.
- pale eoliche e pannelli solari a tutto andare. constatate quanto vi girano le palle pensando all’ultima bolletta dell’enel e proseguite.

fine di tutto quanto ci sia da constatate. potete procedere sereni verso la navarra.

PS: saragozza è un cantiere a cielo aperto, si lavora anche il primo maggio per tirare a lucido la cittá in vista dell’expo 2008. due tapas mangiateveli, tanto per far vedere che siete ben disposti a cominciare la vacanza.