Archivio del mese di febbraio 2008

mercoledì, 13 febbraio 2008

un pomeriggio a casa può nascondere le sue insidie…

ero lì a infilare il pappone nella sonda che ho costruito per riuscire a passare tra le mie tonsille, quando ho pensato di guardare un po’ di tv. e siccome voglio che soffriate con me, andrò tosto a raccontarvi l’odierna puntata dell’italia sul due.

c’è questa mini mini fiction che mandano in onda su cui poi si apre il dibattito con gli ospiti in studio. fin qui, per il bene di tutti, direi di non commentare.la mini mini fiction di oggi narrava di un tizio che tradiva la moglie con la sua ex, malata terminale. lei lo ricontattava facendo leva sulla compassione per non trascorrere sola come un cane i suoi ultimi giorni. non commenterò neanche questo, e siamo già a due favori che mi dovete.il dibattito in studio, neanche a dirlo, ha raggiunto livelli di pathos inenarrabili: barbara alberti vs marta flavi, non c’è bisogno di aggiungere altro. gli altri ospiti cercavano di farsi inquadrare o sostenendo che dopo una bugia simile il matrimonio era rovinato per sempre oppure che la ex era stata quantomeno scorretta, aveva fatto leva sulla pietà di lui senza considerare le possibili conseguenze. a questo punto milo infante ha sentito il dovere morale di intervenire, per sottolineare che “sicuramente ha voluto cogliere l’ultimo soffio che la vita poteva offrirle”.

insomma, la discussione era accesissima. d’altra parte quando si toccano temi così vicini alla vita di ciascuno di noi…ma è stato quando pensavo che fosse finita e ho abbassato la guardia che è arrivata la mazzata tra capo e collo. dallo studio siamo ritornati alla fiction per vedere come andava a finire la losca faccenda.lui torna da lei, dicendo scusa ho sbagliato. lei, con la valigia di lui già bell’e pronta, dice per me puoi anche morire macinato da uno schiacciasassi, sparisci. lui corre via (dall’altra pensiamo), c’è uno stacco (il tempo di farlo andare dall’altra pensiamo) e lo vediamo nel chiostro di una chiesa: “don luigi mi aiuti! stavolta ho combinato un bel casino”, poi scappa via (ma dove vai stavolta, benedetto figliolo…), stacco nello studio di un medico: “dov’era finito, sono giorni che la cerchiamo” “lei come sta?” sguardo basso del medico: “l’abbiamo seppellita ieri” nooooooo!lui corre a piangere sulla tomba di lei, la moglie nel frattempo va dal prete (chi non lo farebbe?): “devi essere molto paziente con lui”, bla bla bla, insomma finisce che lei ha bisogno di tempo, lui piange come un vitello, ma a casa di lei viene recapitato un video-messaggio della ex ormai morta, singhiozzi e lacrime e sguardo in camera che ci fa capire che, sì, anche stavolta la famiglia italiana è salva.

mi vado a drogare di propoli. cordialità.

mercoledì, 13 febbraio 2008

andate e moltiplicatevi – take two

senza considerare, poi, questo aspetto della faccenda

martedì, 12 febbraio 2008

andate e moltiplicatevi

non voglio parlare dell’ingerenza della chiesa nella vita pubblica e privata degli italiani, perché siamo già abbondantemente oltre. siamo alla fanta-ingerenza. però qui c’è qualcosa che non fila, seguite il ragionamento.

io ho letto caos calmo, mi è piaciuto molto, decido che non voglio rovinarmelo, quindi non vado a vederlo al cinema. non sono morta io, non sono morti loro, tutti contenti e avanti così. fin qui fila.
oppure. viene annunciato urbi et orbi che nel film c’è una sequenza un po’ forte, io sono debole di stomaco, mi faccio due conti e resto a casa a giocare a burraco con zia maria. contenti loro, contenta io, contentissima zia maria. il ragionamento continua a filare.

allora io vorrei dire a don anselmi, che per essere responsabile della cei almeno il liceo l’avrà fatto… don, con tutti i soldi che abbiamo speso per farti studiare, te lo devo dire io che un film con una scena di sesso anale non è adatto a te?!
lui dice (che tenerezza):
Da un bravo regista e coraggioso idealista come Moretti e da un volto sensibile e delicato come la Ferrari mi sarei aspettato una scena romantica, soffusa, tenera, magari un momento d’amore aperto alla vita, ad un figlio“.

a parte il fatto che io non ho capito perché moretti è un regista e un idealista e la ferrari è un volto. ma che è un volto, che mestiere è? avete un po’ rotto con la storia della donna-madonna, ve lo dico.

ma a parte questo… don, che stai a di’? io capisco che, a dio piacendo, sei poco pratico della faccenda, ma si dà il caso che quel poveretto che si tromba la ferrari ha appena perso la moglie. peggio, mentre la moglie era lì che moriva, lui stava salvando quel volto sensibile e delicato dall’annegamento, capisci? un tantino traumatico, ne converrai, roba da analisi per i prossimi anni fino a indebitamento sicuro.

allora ti sembra il caso di creare un momento d’amore aperto alla vita, ti pare il momento? non è magari un po’ affrettato? non ti sembra più saggio un po’ di sesso per distrarsi un attimo e bona lì? no?

dio, che mente perversa…

lunedì, 11 febbraio 2008

sono soddisfazioni

non avendo – com’è noto ai più – una cacchio da fare, sono andata a controllare il mio nome su google.
dalla settima pagina di un mese fa sono risalita come una trota salmonata fino alla prima.

fermo al primo posto, inamovibile, c’è sempre lui: il “sito ufficiale della pornostar italiana”.
al terzo l’intramontabile “il caldo letto di federica zarri”, un classico senza tempo.
ma al quinto, al quinto, implacabile come l’imposta sul reddito, ci sono io.

che sembro un po’ un’errore messo lì per dar fastidio alla zarri in realtà, sono mortificata, però sto proprio lì.

lunedì, 11 febbraio 2008

o-oh, kiss me beneath the milky twilight

si era qui, io e l’asburgica, a sfogliare la nostra copia di kiss me (storia lunga, lasciate stare).
“capelli. sono l’argomento preferito di noi ragazze, occupano il 50% dei nostri pensieri (l’altro 50 sono i boys!), li amiamo e li odiamo nello stesso tempo.

A: ma eravamo così cretine anche noi?
LP: mi sa…
A: …
LP: …
A: no dai, cioè era meglio!

lunedì, 11 febbraio 2008

non si può stare tranquilli un momento

via giulia sono arrivata a questo appello di margherita hack.
come sarebbe che stanno sparendo i colibrì adesso?
e prima erano i lupi, poi gli asini che ne sono rimasti 4 e li hanno assunti tutti gli alpini, adesso i colobrì… ma cos’è diventato sto mondo, che non fai in tempo a svegliarti la mattina che si è estinta una nuova specie vivente?

non la voglio fare tragica, ma a voi non fa tristezza che domani nasce un bambino e non saprà mai che una volta esisteva un uccellino tutto azzurro e col becco lungo, piccolo così, il più piccolo dei piccoli uccellini che c’erano al mondo?
a me un po’ sì…

per completezza dell’informazione: quando si parla di “promesse fatte dal governo”, è l’altro governo, quello che è durato 5 anni, che ha promesso i soldi giusto un momento prima di andarsene. as usual…

lunedì, 11 febbraio 2008

ma perché?

capisco che non possiamo permetterci hillary clinton, che quel taglio di capelli lì i parrucchieri italiani non lo fanno più dal ’54, non la sapremmo gestire.
e non possiamo certo pretendere ségolène royal, che una così un popolo se la deve meritare.
ma daniela santanchèdaniela santanchè!

uno pensa a una donna al potere e cosa vede? un po’ di guerra in meno, un po’ di attenzione per il sociale in più, una politica per la famiglia decente, se siamo in periodo di vacche grasse anche qualche asilo nelle aziende toh. più o meno questo… voglio dire, chi è quel depravato che associa alla parola ‘donna’ condoleezza rice?

allora io non dico nilde iotti, ma porcaccia miseria si può candidare a premier una che va in giro col cognome del primo marito (perché? perché?? sei figlia di nn tu?!?) e che ci tiene a ricordare che Yacht Capital – rivista presente nel bagno di ogni italiano medio – le ha dedicato uno splendido articolo, che mette in risalto il suo lato da armatrice?!

peste vi colga. bubbonica.

giovedì, 7 febbraio 2008

certe cose non cambiano mai

mentre il mondo perde tempo dietro a hillary e obama, qui a teleridicolo grandi cose bollono in pentola.
l’imperatore supremo, preoccupato dai continui pasticci che il suo giardiniere combina nei 10.000 acri della sua tenuta, ha deciso che le cose devono cambiare. la vita, quella vera, gli sta sfuggendo dalle mani, presto non saprà neanche più riconoscere uno ad uno i daini mentre corrono liberi e felici nel suo giardino. potrebbe salutare con la manina bambi senza accorgersi che quello è polly. ed è superfluo che io vi ricordi di quali creature sensibili stiamo parlando.

così ha deciso che gli serviva un vice, qualcuno a cui smazzare un po’ di lavoro sporco, e l’ha trovato. non starò a dirvi che siamo andati a prenderci un relitto di epoca craxiana, perché oggi è giorno di nuoto. ho già i miei problemi voglio dire…

ciononostante bisogna ammettere che è stato bravo il capo, eh? per delegare ha delegato, ha fatto proprio un passo indietro, si è anche comprato dei guanti da giardino nuovi (con un simpatico motivo in tartan, deliziosi).
allora il vice si è presentato ai suoi nuovi sudditi (non a me, che discorsi, sotto il livello dei valvassori non scendono neanche i vice), sono qui per qualunque cosa, la mia porta è sempre aperta, blablabla.
oggi già c’erano i primi vassalli in piedi sulla soglia, pronti a godere del cambiamento d’aria.
cavolo, ci siamo detti, ma allora è vero…

no, certo che no sciocchini. i guanti in tartan sono stati prontamente rimandati indietro (a questo serve conservare lo scontrino) e dietro la scrivania c’è di nuovo lui, il potentissimo, il leader maximo, col forcone pronto e il consueto aroma di zolfo a riempire l’aire.

si dice che il vice sia diventato il sostituto del ficus benjamin, ma potrebbero essere le solite voci di corridoio, non so…

giovedì, 7 febbraio 2008

non fa una piega

si era qui che si chiacchierava con il signore e padrone della casa e del telecomando, quando vengo a sapere dell’entrata in scena di un nuovo inquietante personaggio nel suo ufficio.

costui, che per convenzione chiameremo “big jim”, è uno di quei loschi figuri che ogni tanto così, en passant, fanno anche gli scrittori, che hanno capigliature preoccupantemente simili a quelle di un serial killer e che ascoltano indifferentemente tanto enya quanto guccini (un po’ come dire votare berlusconi e pagare le tasse).
inquadrato il tipo, vado a riportare la conversazione:

Big Jim: “io gli italiani non li leggo, ma mi hanno detto di moretti in questo film… che prova d’attore!”
Signore e Padrone della Casa e del Telecomando a Lady Pantofola: quanto li odio quelli che fanno così… “io i libri italiani non li leggo”, “io i film italiani non li vedo”… io le donne italiane non me le scopo non lo dice mai nessuno però, com’è?!

amo quest’uomo.

giovedì, 7 febbraio 2008

ohhh yeah

quelli che vanno a sentire il jazz e nella pausa di silenzio che fa riprendere fiato ci piazzano il loro “yes”.