questo blog non ha velleità letterarie, non vuole essere impegnato politicamente né tantomeno dare bacchettate morali a destra e a manca. prova solo a dare un’occhiata a quello che succede in giro e a tirarne fuori un sorriso, malgrado tutto. per il resto si accontenta di starsene sdraiato sul divano. il blog.
quindi fate conto che non sia io a scrivere ciò che scrivo adesso, perché di fronte a questo c’è poco da tirar fuori sorrisi e so già che sarò molto più moraleggiante di quanto vorrei. ve ne chiedo scusa.
l’italia ultimamente non è messa benissimo. oltre alle solite magagne che ci portiamo dietro da quarant’anni, mi sembra che vada perdendo ogni giorno un po’ più di rispetto per se stessa. mi sembra, e forse è poi lo stesso, che di giorno in giorno impari ad accettare cose inaccettabili.
non c’è molta gente in giro tra i nostri intellettuali capace di suscitare rispetto, rispetto vero intendo. però ci sono delle figure a cui si pensa e a cui non si può non riconoscere un indubbio valore. penso a bocca per esempio, ma anche a biagi e a montanelli. che si condividessero o meno le loro idee nessuno poteva negargli un’onesta intellettuale indiscutibile, dote che considero senza prezzo.
allora, mi chiedo, quando un uomo di 72 anni, che è stato due volte primo ministro e che si prepara ad esserlo una terza, che possiede tutto quello che c’è da possedere in italia e che da trent’anni ha in mano la comunicazione di questo paese nel senso più ampio del termine, quando questa persona, pungolata sull’editto bulgaro che allontanò dalle tv di stato un intellettuale del calibro di enzo biagi riesce a dire:
“mi sono battuto perché biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine prevalse in lui il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato“
è questo il momento in cui io mi aspetto che la gente dica basta, perché non tutto è ammissibile in un paese che ancora crede di valere qualcosa.
grazie per lo sfogo. questo blog tornerà quanto prima a parlare di amenità.