qual è il segno inequivocabile dell’inizio dell’estate? rispondete veloci. bravi che siete, rai uno che trasmette super varietà.
supervarietà è quel contenitore di vecchie scenette televisive, vecchi presentatori, vecchi attori, vecchi cantanti, vecchio vecchiume che a rivederlo si dice che bella la televisione di una volta. ora, perché io riconosco gente che era già vecchia quand’era giovane mia nonna? alberto lupo, perché io riconosco alberto lupo?
non è un buon segno
rari esemplari
avvistato in spiaggia un lettore dell’avvenire. dopo attenti studi, sembrerebbe che tale mammifero abbia la tendenza a riprodursi e ha vestire i suoi cuccioli con improbabili costumini coordinati. si attendono con ansia i primi segnali di estinzione della specie.
casa pantofola in trasferta al mare
come nella migliore tradizione italiana, mamma e figlia se ne vanno al mare mentre il signore e padrone della casa e del telecomando resta a casa a guadagnare la pagnotta.
qui il ritmo è lento e il da fare è tanto, una delle molte contraddizioni di questi giorni, ma tant’è. scendere in spiaggia quando c’è ancora silenzio e tornare a casa quando i ragazzi che hanno finito gli esami si sono appena svegliati lascia perplessi, eppure va così e non mi costa nessuna fatica. faccio cose mai fatte prima in un luogo che mi ha vista nascere, e forse questa è la cosa più strana. faccio foto per ricordare i momenti e penso che il tempo passa in fretta, mi faccio coccolare e guardo nascere l’estate, un giorno alla volta.
quando meno te l’aspetti
pregato gli dei tutti, ricevuta connessione a scrocco. grazie signore grazie, grazieee!
vecchi clienti
- buonasera, sono sempronio di telecom.
- salve sempronio.
- chiamo per proporle un’offerta davvero vantaggiosa.
- guardi, io…
- è un’offerta che riserviamo solo ai clienti più affezionati.
- ecco sì, però io…
- e visto che voi siete nostri clienti ormai da più di vent’anni…
- non abbiamo telecom.
- prego?
- noi non abbiamo telecom, siamo con fastweb.
- ah. avete cambiato da poco quindi.
- da sempre. mai avuto telecom.
- capisco. dev’esserci stato un errore.
- su su, non faccia così, niente di personale.
sono sulla cresta dell’onda
ho un persecutore, ci potete credere? lo so sono senza parole anch’io, d’altra parte, si sa, l’emozione non ha voce. ma ora lasciate che mi rivolga a colui che mi ha resa finalmente una vera blogger.
gentile utente che per motivi a me ignoti sei finito a leggere il mio blog,
ho avuto il piacere di fare la tua conoscenza mesi or sono, quando mi desti l’onore di pregiarmi di un tuo commento. purtroppo di lì a poco un improvviso impegno con la sala parto mi impedì di dedicarti il post che meritavi. ma la vita ha voluto riservarmi una seconda opportunità, facendoti tornare a questi lidi con ben tre commenti tre in una volta sola.
ora tu mi chiedi di cancellare un’indirizzo mail che tu stesso hai inserito nel primo commento, e non provare a fare il furbetto con me, birbante, perché so benissimo che anche il precedente messaggio è opera tua. lo so perché sono il narratore onniscente di tutta la storia, perché ho i superpoteri e perché essendo l’amministratore del blog sono a conoscenza degli indirizzi mail di chi lascia i commenti, anche se si firma come anonimo, coglione che non sei altro.
comunque, nella mia infinità bontà d’animo, avevo già oscurato il tuo indirizzo dopo il primo avviso. poi è arrivato il secondo, che ho trovato un po’ pedante, ma mi stavo ingozzando di confetti al cioccolato, non ci ho prestato troppa attenzione. quando ecco arrivare il terzo, che se non fosse stato inviato da un tizio che si firma come un personaggio di kenshiro mi avrebbe fatto davvero cagare sotto. ma capisci da te che quando la frase ‘ti faccio chiudere il blog per violazione della privacy’ è pronunciata da un tizio con i capelli bianchi che fa la mossa del lupo solitario, tremo lo stesso eh, ma meno, un filino meno. poi tesoro mio, ma quale blog, abbi pazienza… per chi mi hai preso, per beppe grillo? se mi fai chiudere il blog mando i post via mail a quei cinque lettori che ho e buonanotte. che tra l’altro sarebbe anche molto più pratico, chissà perché non ci ho pensato prima.
quindi riassumendo: stabilito che a) io non parlo con gente nata dopo il 1980 poiché la mia religione me lo impedisce e b) non parlo nemmeno con chi a ventisei anni ancora non sa che va messo un cazzo di spazio dopo il punto, e che per finire c) tu non esisti, sei solo una proiezione della mia fantasia, perché il mio blog è noto per non ricevere commenti neanche nel giorno del suo compleanno, stabilito questo puoi anche risparmiarti la fatica di inviare ulteriori commenti perché li faccio finire direttamente nel cestino, al momento pieno fino all’orlo di pannolini che odorano di morte.
sempre tua,
lady p.
con tutti gli altri ci rivediamo domani alle 19.31 in punto, alla scadenza dell’ultimatum. se troverete una pagina bianca, vorrà dire che fino a oggi avete avuto a che fare con un blog veramente figo e non lo sapevate. vergognatevi per questo.
ma chi gliel’ha detto poi
dall’oroscopo dell’internazionale di questa settimana:
“Quando inciampi in una sedia le chiedi scusa? Alle feste ti ritrovi sempre da solo a parlare con la persona più noiosa? Hai mai cominciato un discorso dicendo ‘Non vorrei disturbarti, però mi chiedevo se non ti dispiacerebbe…’? Se sì, è il momento di cambiare.”
…
piccole gioie della vita
chiudere l’ultima pagina di un libro già pregustando il momento in cui, ritta davanti alla libreria, sceglierai il prossimo da aprire.
caporetto
beh dai, però non è andata tanto male. il ventitré per cento dico. potevano votare in quindici, quindici persone fisiche proprie, potevano non far votare per niente, potevano dare dieci frustate a tutti quelli che uscivano dalla cabina. per dire quanto poteva andare peggio, poteva poteva.
ma l’esperienza non è stata vana, no no no. da un simpatico cartoncino appeso fuori dal seggio e recante in alto il titolo ‘le mie vacanze’, ho scoperto che il cento per cento del campione intervistato tra i poppanti d’italia identifica il concetto di vacanza con il mare. vittoria schiacciante, ah ah. i fautori della montagna si riuniranno presto in congresso per esaminare i motivi dell’ormai insanabile distacco tra il vertice e la base.
false speranze
sul calar della sera, la famiglia al gran completo si dirige baldanzosa verso il seggio elettorale perché l’unione, psicologicamente parlando, fa la forza. qualunque sia il risultato finale, almeno il cinquanta per cento più uno degli elettori avrà alzato le chiappe dal divano per andarsi a prendere l’ultimo diritto che ancora gli è rimasto, sicuro come la morte. ne siamo certi, certissimi. dobbiamo esserne certi, almeno per dare il buon esempio alla prole porca miseria.
nonostante la nostra granitica fiducia nell’elettorato italiano, però, il capannello di gente che ci si para davanti appena entrati ci lascia un tantino stupiti. ma è solo un momento, poi la speranza mai sopita ha la meglio. hai capito l’elettore! un moto d’orgoglio finalmente, un po’ di sana voglia di riprendersi quel che gli spetta. vuoi vedere che qualcosa sta iniziando a cambiare, vuoi vedere che le coscienze si sono risvegliate, che il senso civico è al fin risorto!
poi, nascosto dietro a una colonna, furtivamente fa capolino un televisore. italia-brasile: 0-3. e vaffanculo.